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Vaccini Covid, la svolta di Biden: "Sì alla sospensione dei brevetti" e l'Europa risponde: "Pronti a discuterne"

La mossa del presidente degli Stati Uniti è arrivata dopo un lungo periodo di incertezza in cui gli Usa sembravano contrari alla proposta, avanzata da India e Sudafrica, di sospendere temporaneamente i brevetti per la produzione di vaccini contro il Covid. La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen: "Nostro obiettivo la vaccinazione globale, pronti a valutare la proposta americana"

Di Filippo Schwachtje - 06 maggio 2021 - 13:23

TRENTO. Per produzione dei vaccini anti-Covid occorre "sospendere i brevetti", mettendo così a disposizione di tutti i paesi del mondo la ricetta dei farmaci: è questa la storica presa di posizione confermata ieri, 5 maggio, dall'amministrazione Biden, e che arriva proprio mentre all'Organizzazione mondiale del commercio continuano le discussioni sul tema. Diversi paesi, tra cui India e Sudafrica, avevano avanzato la proposta di sospendere temporaneamente i brevetti per la produzione dei vari vaccini in commercio, vista come una soluzione vitale per l'uscita dalla crisi in tempi brevi.

 

"Questa è una crisi sanitaria globale - ha dichiarato ieri pomeriggio Katherine Tai, rappresentate commerciale degli Stati Uniti - e le circostanze straordinarie determinate dalla pandemia di Covid-19 richiedono misure straordinarie: l'amministrazione Biden crede fortemente nelle protezioni alla proprietà intellettuale ma, per porre fine a questa pandemia, sostiene la rinuncia a tali protezioni per i vaccini contro il Covid". Una presa di posizione che con ogni probabilità faciliterà enormemente il raggiungimento di un'intesa all'interno del Wto per una produzione "libera" dei farmaci ovunque nel mondo. Gli Stati Uniti hanno in ogni caso intenzione di "prendere tempo - ha spiegato ancora Tai - vista la natura basata sul consenso dell'istituzione (la Wto ndr) e la complessità della problematica in discussione". 

 

Dall'Europa intanto arriva la risposta della presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen che, dopo aver ricordato che l'Unione è al primo posto nella distribuzione di "vaccini efficaci" al resto del mondo ("al momento abbiamo inviato più di 200 milioni di dosi, tante quante sono state distribuite agli europei"), ha ribadito la volontà di "discutere ogni soluzione pragmatica ed efficace". L'Europa si dice quindi pronta a "valutare la proposta degli Stati Uniti", anche se nel breve periodo, scrive Von Der Leyen "chiediamo che tutti i paesi produttori di vaccini consentano immediatamente le esportazioni ed evitino di applicare misure che possano disturbare le catene di approvvigionamento". 

 

Dall'altra parte della barricata invece le aziende farmaceutiche. Come riporta il New York Times, il presidente e capo esecutivo della Pharmaceutical Research and Manufacturers of America Stephen J. Ubl ha parlato della presa di posizione dell'amministrazione Biden come di un "passo senza precedenti che minerà la risposta globale alla pandemia, compromettendo la sicurezza". Il rischio principale, secondo le aziende farmaceutiche, sarebbe la proliferazione di vaccini contraffatti consegnando, sottolinea Ubl: "Innovazioni americane a paesi che cercano di indebolire la nostra leadership nelle scoperte biomediche".

 

A pesare sulla possibilità effettiva di produrre in paesi in via di sviluppo farmaci all'avanguardia (come ad esempio il vaccino sviluppato da Pfizer che, dice l'azienda, richiede 280 componenti da 86 diversi fornitori in 19 paesi, oltre che personale formato ed attrezzature specifiche) sarebbero anche difficoltà puramente tecniche, che imporrebbero un massiccio trasferimento di tecnologia e 'know how' verso gli stati che vorrebbero iniziare a produrre i vaccini sul loro territorio

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