Vaccini, dimenticati senzatetto e migranti. In Trentino oltre 300 persone escluse dalla prenotazione. Il Gris: ''Siamo in ritardo, dobbiamo superare gli ostacoli amministrativi''
In alcuni casi non hanno una tessera sanitaria magnetica, spesso non hanno documenti in regola e spesso vivono e lavorano come “fantasmi”. Il Gruppo Immigrazione Salute del Trentino si è già mosso nelle scorse settimane e l'appello alle istituzioni è quello di trovare una soluzione in fretta

TRENTO. Ai margini della società e dimenticati anche dalla campagna vaccinale. Sono alcune centinaia, 300 o 400, i cosiddetti “invisibili” presenti sul nostro territorio. Parliamo di senzatetto, migranti, persone che non riescono ancora ad accedere alla prenotazione del vaccino, perché non hanno una tessera sanitaria magnetica, spesso non hanno documenti in regola, spesso vivono e lavorano come “fantasmi”. Alcuni non dispongono di una rete sociale di appoggio, vivono in soluzioni abitative precarie, spesso in strutture a rischio per focolai epidemici.
A lanciare l'allarme sono stati i medici del Gruppo Immigrazione Salute del Trentino che da settimane seguono la situazione. Assieme ad altre associazioni hanno intrapreso un dialogo con l'Azienda sanitaria e solo in queste ore sembra che la situazione si stia sbloccando. “Finalmente stiamo facendo dei passi in avanti” ci dice Gianpaolo Rama referente per il Gr.i.s. Trentino.
Il Gruppo Immigrazione Salute del Trentino
Il gruppo è nato nel 2004 ed ha come obiettivo quello di migliorare l’approccio alle cure sanitarie degli immigrati. Vi partecipano figure sanitarie e non, referenti di enti ed associazioni, volontari che si occupano di marginalità e fragilità. Il Gr.I.S Trentino rappresenta un braccio periferico della SIMM ( Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) che collabora sul territorio nazionale affinché il diritto alla salute sia per tutti uguale.
Sono professionisti che volontariamente decidono di occuparsi di persone che hanno difficoltà di accesso ai servizi sanitari e sono perciò più vulnerabili dal punto di vista della propria salute: richiedenti protezione internazionale, persone irregolari sul territorio, persone che afferiscono ai centri di accoglienza, persone senza dimora che vivono una situazione di precarietà sociale, abitativa e umana importanti. Le loro storie spesso riportano traumi e violenza, le loro vite sono contrassegnate dall’insicurezza e dalla solitudine. E non per loro scelta.
“Una vaccinazione per tutti”
E' questo l'appello lanciato alle istituzioni nelle scorse settimane. Un appello che si è reso necessario dal fatto che sul nostro territorio ci sono persone, senzatetto o migranti, che non riescono ad ottenere la vaccinazione. Dalle 300 alle 400 persone, secondo i numeri del Gr.I.S.
Purtroppo da questo punto di vista il Trentino è in ritardo. Persone costrette a dormire all'aperto e a rischio alto di contagio sono rimaste escluse per motivi perlopiù burocratici alla somministrazione del vaccino. “Nessuno da lasciare indietro”, erano state le parole di Mario Draghi. Sono soggetti destinatari dell’articolo 32 della Costituzione e dell’articolo 35 del Testo unico sull’Immigrazione, che prevedono il diritto di cura e di tutela della salute (comprese le attività di prevenzione) a tutte le persone presenti sul territorio italiano. Vengono citati anche nella nota dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che prevede la possibilità di vaccinazione per persone senza permesso di soggiorno e documento di identità.
Fino ad oggi, però, per loro non è stato possibile fare qualcosa. Dal punto di vista epidemiologico, la vaccinazione di tutti, non solo protegge il singolo individuo ma contribuisce al raggiungimento dell’immunità di comunità nell’interesse di ciascuno. “Siamo in un ritardo enorme. In altre regioni si è già da tempo provveduto a questa fascia di popolazione. Qui invece la situazione è imbarazzante” ci spiegano alcuni operatori sociali. Il GrIS trentino si unisce a tutte le voci che a livello nazionale già lo hanno fatto a partire dalla Caritas ad Emergency, e agli Ordini dei Medici e degli Infermieri del Trentino nel chiedere al momento della politica, alle istituzioni anche sanitarie della Provincia di Trento di non trascurare le persone “invisibili”.
Il dialogo con l'Azienda sanitaria
Lo scorso 25 maggio in Consiglio provinciale il consigliere di Futura, Paolo Zanella, aveva presentato una risoluzione per vaccinare senza tetto, irregolari, richiedenti asilo (QUI L'ARTICOLO). “Stiamo parlando di persone che vivono e si muovono sul territorio, a prescindere dalle opinioni politiche si tratta di una misura che andrebbe a salvaguardare la salute pubblica”. La risoluzione è stata bocciata dalla maggioranza di destra.
Il Gruppo Immigrazione Salute del Trentino e altre associazioni hanno portato avanti in queste settimane in confronto con l'azienda sanitaria per riuscire a sbloccare la situazione e fare in modo che queste centinaia di persone potessero essere vaccinate.
Proprio in questi giorni sembrano essere stati fatti dei passi in avanti anche se per il momento una soluzione concreta ancora non si è trovata. L'obiettivo è quello di collaborare con le varie strutture di accoglienza per stilare delle liste nominali per arrivare poi all'appuntamento per la vaccinazione.
“Come già avvenuto nelle altre regioni d’Italia – spiega il dottor Rama - è necessario superare, anche in Trentino, l’ostacolo di tipo amministrativo: l’impossibilità di prenotazione del vaccino per chi non ha tessera sanitaria magnetica ma solo cartacea, per chi ha un codice Stp o Eni, per chi non ha documenti, per chi ha tessera sanitaria scaduta o di altra regione. Siamo convinti che mettendo in campo volontà politica e adeguate modalità organizzative sanitarie, sapremo essere lungimiranti, inclusivi, testimoni di civiltà”.













