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Vaccini, il virus corre ma i punti somministrazione sono aperti poche ore al giorno. Apss: "Dipende dalla forniture. Se arrivano più dosi, ci riorganizziamo"

In Trentino i 12 punti vaccinazione tengono aperti poche ore al giorno. Vista la grande circolazione del virus la cosa appare incomprensibile, ma l'Azienda sanitaria spiega: "Dipendesse da noi staremo aperti 24 ore su 24. Se arrivano più dosi il sistema è flessibile e ci riorganizziamo in tempi brevissimi"

Di Filippo Schwachtje - 02 March 2021 - 17:18

ROVERETO. Nella terza settimana di zona arancione in Trentino i dati relativi ai contagi continuano a preoccupare, ma i centri di vaccinazione sul territorio rimangono aperti solo poche ore al giorno. L’Apss spiega: “Tenendo conto del numero di dosi che ci vengono consegnate e degli altri impegni del nostro personale ad oggi le tempistiche sono queste”.

 

Il Trentino conta in tutto dodici centri preposti alla vaccinazione (per il momento) degli ultra ottantenni e delle varie categorie indicate dalle direttive nazionali. Ma, come spiegano dall'Azienda per i servizi sanitari, nessuno di questi rimane aperto sette giorni su sette. Per fare un esempio, il centro vaccinazioni di Rovereto alla Manifattura – punto di riferimento per la somministrazione di vaccini in tutta la Vallagarina – apre i battenti da lunedì a venerdì dalle 15 alle 18 ore al giorno. Orari che ad un primo sguardo, vista la situazione pandemica odierna (aggravata anche dall'arrivo sul territorio delle diverse varianti del virus), faranno forse storcere il naso ad alcuni.

 

Ma le difficoltà, come spiegano dall’Apss, “sono sia di ordine logistico che di approvvigionamento delle dosi. Per quanto riguarda il numero di fiale destinate alla nostra provincia si procede praticamente di settimana in settimana, rendendo molto difficile una pianificazione a lungo termine. Dipendesse esclusivamente da noi i centri di vaccinazione rimarrebbero aperti ventiquattr'ore su ventiquattro, ma la fornitura di fiale purtroppo è limitata”. Va poi ricordato che circa un terzo delle dosi che vengono consegnate devono essere conservate per il richiamo di chi ha già ricevuto la prima iniezione.

 

È quindi fondamentale riuscire a far quadrare il numero di dosi in arrivo e quello delle prenotazioni ricevute a livello provinciale, smistando le fiale nei vari centri tenendo in considerazione anche il numero di dosi estraibili da ogni “boccetta” (6 nel caso di Pfizer-BioNTech). “Il nostro personale poi – dicono ancora dall'Azienda per i servizi sanitari – deve ovviamente garantire anche tutti gli altri servizi, a partire dalle vaccinazioni 'non-Covid' (ad esempio quelle per i bambini). Il sistema che abbiamo messo in piedi in Trentino, in ogni caso, è estremamente flessibile: nel momento in cui dovessero aumentare le dosi in arrivo saremo pronti a riorganizzare le nostre risorse in tempi brevissimi”.

 

I dati della giornata di lunedì 1 marzo relativi alla campagna vaccinale indicano che a livello provinciale sono 43.827 le dosi già somministrate (di cui 7.044 seconde dosi). Sono poi 7.044 gli ospiti delle Rsa che hanno ricevuto entrambe le iniezioni.

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