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| 12 mar 2022 | 11:37

A Riva del Garda c’è Berizzi per parlare di fascismo e trame nere, così rispunta Casapound che attacca anche lo storico Filippi

Il giornalista Berizzi e lo storico Filippi interverranno all’evento dell’Anpi: la protesta di Casapound in cerca di visibilità, nell’ultimo periodo però il movimento della tartaruga frecciata occupa le pagine di cronaca quasi esclusivamente per le indagini che riguardano i suoi esponenti

di Tiziano Grottolo

RIVA DEL GARDA. Questa sera, 12 marzo, a Riva del Garda l’Anpi alto Garda e Ledro ha organizzato un evento (appuntamento alle 20e30) con il giornalista di Repubblica e scrittore Paolo Berizzi (QUI l’intervista con Il Dolomiti che modererà l’incontro) per presentare il suo libro “È gradita la camicia nera. Verona, la città laboratorio dell’estrema destra tra l’Italia e l’Europa”.

 

Il libro di Berizzi scava nella città che è diventata il laboratorio politico dell’estrema destra, dove neofascisti e neonazisti ammiccano, spesso ricambiati, alle istituzioni. Verona infatti, fin dai tempi della repubblica di Salò, ha fatto da sfondo all’estremismo nero e la sua storia recente si intreccia con l’eversione neofascista, da Ordine Nuovo alla Rosa dei venti passando per il Fronte Nazionale di Franco Freda. A questo si aggiungono i legami con la curva dell’Hellas Verona, le proteste No-vax e No-Green pass e pure con il mondo ultracattolico.

 

Così nel cuore del Veneto ex skinhead, capi ultrà, tradizionalisti cattolici, avvocati dal saluto romano fin troppo facile, vengono eletti nei Consigli comunali, organizzano manifestazioni finanziate dal Comune, diventano presidenti di società partecipate o di importanti enti pubblici.

 

È proprio per via delle sue inchieste che il giornalista di Repubblica dal febbraio 2019 è costretto a vivere sotto scorta per via delle minacce neofasciste e neonaziste ricevute. Berizzi infatti è da tempo finito nel mirino degli estremisti di destra. La sera scorsa per esempio, uno sparuto gruppi di militanti di Casapound si è presentato fuori dalla sala del conservatorio Bonporti di Riva del Garda dove si terrà la presentazione del libro. Sui social è stata postata anche una foto con i volti dei tre partecipanti censurati.

 

I militanti della tartaruga frecciata avevano con loro uno striscione che recitava: “Berizzi e Filippi compagni di cazzate”. Il secondo riferimento è rivolto allo storico trentino Francesco Filippi che in uno dei suoi libri ha messo alla berlina tutte le bufale che ancora continuano a circolare sul fascismo. A quanto pare un affronto imperdonabile per i tanti camerati che ancora sono convinti del fatto che “Mussolini ha fatto anche cose buone”.

 

Eppure quelle che troppo spesso vengono fatte passare per goliardate, il più delle volte rappresentano un modo per “marcare il territorio” e lanciare messaggi tutt’altro che pacifici. Di certo Casapound nell’ultimo periodo è alla ricerca di visibilità anche perché dopo aver deciso di mettere fine alla propria esperienza elettorale e partitica il movimento di estrema destra occupa le pagine di cronaca quasi esclusivamente per le indagini che riguardano i suoi esponenti.

 

Nei giorni scorsi per esempio, la Digos di Verona, assieme ai colleghi di Trento e Rimini, ha effettuato diverse perquisizioni che hanno coinvolto ben 23 soggetti affiliati a Casapound o alla sezione giovanile di Blocco studentesco. A vario titolo, e in concorso tra loro, sono ritenuti responsabili dei reati di lesioni personali aggravate (dai futili e abietti motivi, dall’aver agito con premeditazione e in gruppo) e violenza privata aggravata. La maggior parte delle persone coinvolte, tutte di un’età compresa tra i 45 ed i 17 anni (fra cui due minorenni), erano già note per la militanza nella compagine di estrema destra: 12 di loro avevano anche precedenti.

Secondo le accuse, lo scorso 22 gennaio, i militanti di Casapound avrebbero aggredito più volte un giovane (peraltro minorenne) che assieme ad alcuni amici aveva avuto la sfortuna di incrociarli per le vie del centro di Verona.

 

Come riporta il comunicato diramato dalla Questura: “Nel giro di pochi minuti uno dei cinque giovani veniva ripetutamente aggredito dal gruppo. Infatti, dopo aver ricevuto calci e pugni da parte di tre militanti di Casapound comunque spalleggiati dall’intero gruppo, il giovane veniva nuovamente afferrato all’altezza del negozio ‘Grand Vision’. Durante questa seconda aggressione, mentre uno dei militanti di Cpi (già resosi responsabile della prima aggressione) afferrava e immobilizzava la testa del giovane stringendola in un braccio, lo costringeva a voltare il volto verso gli altri militanti di Cpi. In questo frangente, due di loro (di cui uno responsabile anche della prima aggressione), lo colpivano nuovamente con calci e pugni al volto. Gli altri amici della vittima riuscivano, invece, a scappare per le vie del centro”. Come già anticipato nell’indagine è coinvolta anche la Digos di Trento.

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