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| 18 dic 2022 | 13:14

Bimbo di 4 anni non respira, la mamma chiama aiuto e un pompiere lo salva: “Quando ha aperto gli occhi ho provato un'enorme gioia”

La vicenda si è svolta nella mattinata di venerdì a Pelugo, dove un bimbo di soli 4 anni ha accusato un malore. Poco lontano, il 25enne Antonio Diurno, carpentiere e vigili del fuoco volontario con il corpo di Lomaso, era al lavoro quando ha sentito le grida d'aiuto della madre. Il piccolo, colpito da una crisi respiratoria, ora è ricoverato in Pediatria al Santa Chiara di Trento

Bimbo di 4 anni non respira, la mamma chiama aiuto e un pompiere lo salva

TRENTO. “Come pompiere sono abituato a situazioni di questo tipo, ma era la prima volta che mi succedeva di soccorrere un bambino così piccolo: quando ha aperto gli occhi è stata una grande gioia”. Sono queste le parole di Antonio Diurno, il 25enne che nella mattinata di venerdì (16 dicembre) ha salvato un bimbo di soli 4 anni, colpito da una crisi respiratoria a Pelugo. Il giovane, carpentiere e vigile del fuoco nel corpo di Lomaso, era impegnato insieme ad alcuni colleghi in lavori di carpenteria metallica verso le 9 e mezzo, quando ha sentito delle urla di aiuto.

 

“All'inizio – dice Diurno a il Dolomiti – pensavamo che qualcuno si fosse ferito nel cantiere, poi però abbiamo capito che le grida arrivavano da un'abitazione”. A chiedere aiuto era la madre del bambino, che a causa di un malore non stava più respirando. “Mi sono diretto verso la casa e una volta arrivato – continua il pompiere – ho visto subito il piccolo disteso a terra e, dopo aver appurato che il bambino non stava respirando, ho verificato che le vie aeree non fossero ostruite per poi dare il via alle manovre di rianimazione”.

 

Poco dopo, fortunatamente, il bimbo si è ripreso: “Nel frattempo uno dei miei colleghi aveva chiamato il 112 e sono quindi rimasto in contatto con loro. Quando il bambino ha riaperto gli occhi è stata una sensazione difficile da descrivere”. Dopo aver terminato le manovre, Diurno ha posizionato il piccolo nella posizione laterale di sicurezza in attesa dei sanitari, che sono arrivati poco dopo. A quel punto è scattata la corsa in ospedale, al Santa Chiara di Trento, dove il bambino è ancora ricoverato in Pediatria.

 

L'intervento provvidenziale di Diurno, che ha scongiurato conseguenze ben più tragiche, ha permesso allo stesso vigile del fuoco (in forza come detto nel corpo di Lomaso prima come allievo e poi, dal 2015, come effettivo) di toccare con mano l'importanza della formazione nell'ambito del primo soccorso: “Ho una formazione completa Blsd (Basic Life Support and Defribillation) – conclude Diurno – e proprio in questa situazione ne ho capito la fondamentale importanza. Si tratta di un percorso tutto sommato semplice ma che può, realmente, salvare delle vite”.

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