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Bonus bollette, i sindacati: “La Giunta ha preso in giro le famiglie, potrebbero essere quasi 15mila i nuclei percettori di assegno unico completamente esclusi”

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti: “Se si legge il comunicato e la tabella sul sito della Provincia per l'illustrazione della misura contro il caro bollette, molte famiglie rischiano di essere tratte in inganno”

Di F.S. - 02 May 2022 - 20:18

TRENTO. Il rischio, dicono senza mezzi termini i segretari provinciali di Cigl, Cisl e Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, è che “molte famiglie” siano tratte in inganno a causa “del comunicato e della tabella sul sito della Provincia per l'illustrazione della misura contro il caro bollette”. La misura cui fanno riferimento i sindacati è quella avanzata nel marzo scorso, il 'bonus bollette, dalla Giunta, con la quale Piazza Dante assicurava “aiuti per 25 milioni di euro per le famiglie trentine contro il caro-bollette”, quantificando un totale di famiglie potenzialmente interessate “tra le 60mila e 70mila” e declinando la politica di aiuto in tre diverse modalità, due di queste legate all'Icef e la terza ad alcuni requisiti patrimoniali e reddituali. Secondo Cgil, Cisl e Uil però, il valore dell'Icef indicato verrebbe “ricalcolato” sulla base di “valori molti più restrittivi”, escludendo di fatto molte famiglie.

 

“La Giunta provinciale – scrivono infatti i sindacati - come ha spiegato a noi sindacati lo scorso 24 marzo l’assessore Spinelli, si impegna a garantire un ristoro automatico tra 300 e 400 euro una tantum a tutti i percettori di assegno unico provinciale per famiglie, disabili e nuovi nati con un Icef inferiore a 0,40. Peccato che non sia vero. La Giunta mente spudoratamente e rischia di prendere in giro migliaia di famiglie che oggi non riescono a far fronte alle bollette”. Il tutto perché, dicono i segretari provinciali, Piazza Dante “omette di dire anche nella comunicazione istituzionale che quel valore di Icef viene ricalcolato sulla base di valori molti più restrittivi”. I criteri utilizzati sarebbero infatti quelli per la determinazione della condizione economica di quota A, quella in sostanza riferita ai nuclei in stato di povertà.

 

A fare chiarezza, dicono Grosselli, Bezzi ed Alotti: “E' il testo della delibera che domani verrà discussa in quarta commissione provinciale e che la Giunta dovrebbe approvare venerdì. Così di fatto solo le famiglie con un Icef standard familiare intorno a 0,25 potranno beneficiare del ristoro in automatico. Tutte le altre saranno escluse anche dalla possibilità di presentare una nuova domanda anche nel secondo canale previsto dalla delibera”. Cigl, Cisl e Uil ipotizzano addirittura che su circa 40mila domande presentate per l'assegno unico provinciale ogni anno, “solo tra 15 e 18mila famiglie riceveranno il bonus per il caro bollette in automatico”. Stimando poi “le domande sovrapposte per quote diverse ed escludendo i nuclei percettori di quota A che dovranno comunque dichiarare di non ricevere i bonus statali – scrivono i sindacati – potrebbero essere quasi 15mila i nuclei famigliari percettori di assegno unico completamente esclusi dal bonus energia provinciale. Queste infatti se non lo ricevono tramite l'assegno unico non possono neppure chiederlo nella procedura informatizzata prevista per i non precettori”.

 

Una situazione che, insomma, rischia di creare non solo un grande caos, ma “una immane sperequazione tra nuclei familiari”, continuano i segretari provinciali: “La scelta di aver voluto creare due graduatorie, una con l'Icef e una senza, invece di semplificare la vita ai cittadini la renderà ancora più complicata. Nessuno saprà bene perché viene escluso o incluso nel novero dei beneficiari”. In pratica si tratterebbe di una sorta di “lotteria” in cui, continuano i sindacati: “Pochissimi alla fine potranno ricevere il bonus. Altro che 70mila famiglie coperte dal nuovo intervento. Considerate le scadenze previste e i requisiti, forse saranno 30mila i nuclei che ne beneficeranno. E così ancora una volta dei 25 milioni di euro stanziati e sbandierati ai quattro venti, nelle tasche delle famiglie in difficoltà ne arriveranno forse la metà”.

 

L'ennesima “presa in giro” in questi ultimi anni secondo Cigl, Cisl e Uil, dopo “gli interventi previsti per la pandemia (15 milioni stanziati e spesi forse 500mila) e quelli per gli stagionali (18 milioni previsti e circa 10 milioni spesi)”. Grosselli, Bezzi e Alotti concludono ribadendo la necessità di “rivedere questi meccanismi caotici” e di definire in sostanza un unico metodo (“quello dell'Icef, che la Giunta rifiuta per una questione ideologica creando più incertezze”): “Abbiamo posto il tema alla Giunta e abbiamo tentato di evidenziare queste criticità anche in IV Commissione, ma il presidente Cia non ha consentito ai sindacati di essere auditi. Già i 25 milioni previsti erano insufficienti visto che noi ne chiedevamo almeno 40. Ma così diventa una presa in giro”.

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