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| 28 feb 2023 | 19:25

Bonus bollette, i sindacati: ''La Provincia risparmia 18 milioni e mancano all'appello 90 mila famiglie che avrebbero diritto a questa misura ideata male e gestita peggio''

I sindacati Cgil, Cisl e Uil: "Sono 90mila le famiglie trentine che, secondo le stesse stime iniziali della Provincia, avrebbero avuto diritto al bonus bollette provinciale di 180 euro e che fino a oggi non hanno ricevuto nemmeno un centesimo"

Bonus bollette, i sindacati: La Provincia risparmia 18 milioni e mancano all'appello 90 mila famiglie che avrebbero

TRENTO. "La Provincia risparmia circa 18 milioni". A dirlo Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil). "Mancano all'appello 90 mila famiglie che avrebbero diritto ai 180 euro ma la misura è stata ideata male e gestita ancora peggio". 

 

Sono circa 90mila le famiglie trentine che, secondo le stesse stime iniziali della Provincia, avrebbero avuto diritto al bonus bollette provinciale di 180 euro e che fino a oggi, spiegano i sindacati, non hanno ricevuto nemmeno un centesimo.

 

"Questo perché non tutte le società elettriche hanno aderito alla richiesta di piazza Dante", spiegano Grosselli, Bezzi e Alotti. "Sono rimaste nelle casse circa 18 milioni non spesi. Ora la Provincia corre ai ripari dando la possibilità ai cittadini di fare domanda in via telematica. Quando abbiamo sollevato dubbi sui criteri e le modalità del bonus bollette provinciali siamo stati fortemente criticati dall’Esecutivo. Oggi i fatti ci danno ragione, ma è una magra consolazione perché vuol dire che 90 mila famiglie trentine non hanno ancora ricevuto nemmeno un centesimo dei 180 euro promessi".

 

Le parti sociali avevano evidenziato anche la scarsità di provvedimenti previsti dalla legge finanziaria per sostenere i redditi di lavoratori e pensionati. 

 

"Evitare questo corto circuito non sarebbe stato difficile: bastava adottare l’Isee come fatto dal governo nazionale. Una scelta che avrebbe anche incentivato i cittadini con Isee fino a 15mila euro a chiedere l’aiuto statale, modulando il sostegno in base al reale stato di bisogno. La Giunta è stata sorda ai nostri consigli, scegliendo in prima battuta una misura iniqua per tutti, salvo poi correre parzialmente ai ripari con il criterio dell’Irpef. Non solo non sono stati equi e efficaci come l’emergenza carovita richiede, ma non sono nemmeno riusciti a spendere tutte le risorse stanziate. Tranne che l’intento non fosse proprio questo”.

 

 

Le tre confederazioni avevano chiesto anche una revisione complessiva degli incentivi alle aziende con l’obiettivo di sostituire i contributi a pioggia con aiuti legati agli investimenti in innovazione, al rispetto dei contratti nazionali e a sostegno della contrattazione decentrata anche allo scopo di aumentare le retribuzioni ferme.

 

"Adesso i cittadini che non hanno ricevuto il bonus hanno tempo fino al 16 agosto. Chiediamo comunque che venga data massima informazione possibile e che ogni euro non speso resti comunque destinato alle famiglie per le quali l’emergenza prezzi non è finita”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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