Il centrosinistra: "Flop della Provincia sulle colonie estive: ci sono zone completamente scoperte". La Cisl Scuola: "Un iter dal sapore dello spot elettorale partito in ritardo"
Sono stati pubblicati gli esiti del bando per la ricerca degli enti di co-progettazione dei servizi conciliativi estivi. Il centrosinistra: "Un flop e la Provincia è riuscita a autosabotarsi". La Cisl Scuola invita piazza Dante a rimodulare il servizio per rispondere anche alle esigenze delle famiglie dei bambini dai 3 ai 6 anni un'offerta diversa e più adatta alle loro esigenze

TRENTO. "Flop della Provincia sulle colonie estive", queste le parole di Francesca Parolari e Lucia Maestri (Partito Democratico), Michele Malfer (Campobase) e Paola Demagri (Casa Autonomia). "Piazza Dante poi è riuscita a sabotarsi da sola". A invitare l'ente pubblico a un passo indietro, rivalutare l'organizzazione e le scelte sono le organizzazioni sindacali. Un provvedimento che, per la Cisl Scuola, è sempre sembra più una soluzione da campagna elettorale che una ricerca di una soluzione.
Le opposizioni commentano l'esito dell'avviso pubblicato dalla Provincia per individuare gli enti con cui co-progettare i servizi conciliativi estivi di interesse economico generale (Sieg). "La certificazione del mal congegnata idea della Giunta Fugatti. Un bando per cercare soggetti interessati a una progettazione partecipata per garantire 6 settimane di colonie estive a costo ridotto rivolte a bambini nella fascia 6-14 anni", ricordano le minoranze. "In gioco 1.200 posti per ogni turno settimanale, spalmati su 9 ambiti territoriali che coprivano l’intero territorio provinciale, con orario flessibile tra le 7.30 e le 18.30".
I risultati sono stati pubblicati il 13 marzo. "Solo per 6 ambiti territoriali sono state presentate manifestazioni di interesse per un’offerta complessiva di 700 posti settimanali. Sono rimaste completamente scoperte la val di Fiemme e il Comun General di Fascia, la valle di Cembra, l’Alta Valsugana e Bernstol e le Giudicarie. Inoltre, in ben 4 su 6 ambiti le manifestazioni di interesse sono state per un numero di posti inferiore rispetto alla soglia indicata".
In Vallagarina, Altipiani Cimbri e Comune di Rovereto si parla di 150 su 250 posti; in Valsugana e Tesino, Primiero di 50 su 100 posti; valle dei Laghi, Alto Garda e Ledro di 50 su 100 posti e in val d’Adige e Comune di Trento di 250 su 300 posti.
"Questa estate vengono offerti, quindi, servizi a macchia di leopardo, con territori che potranno beneficiare di opportunità conciliative a costo estremamente favorevole e altri, invece, non così convenienti", dicono Parolari, Maestri, Malfer e Demagri. "Sono stati messi a bilancio quasi 8 milioni per i servizi conciliativi estivi e probabilmente si utilizzerà meno di un milione per questa progettualità. Il ritardo nella promozione, l’estrema incertezza dell’intera procedura, la necessità di tempi di programmazione più estesi e la complessità dell’organizzazione hanno indotto molti soggetti a desistere, inducendoli a percorrere l’altra strada più agevole, sempre promossa dalla Provincia, quella del contributo a fondo perduto di 8 euro/die previsto per le colonie estive promosse da realtà che non partecipano al bando Sieg".
La Giunta Fugatti con le due operazioni simultanee, bando Sieg e contributi a fondo perduto, è "riuscita nella magistrale impresa di autosabotarsi per far ostacolare la ben più innovativa, ambiziosa e garante della qualità attività Sieg", ancora Parolari, Maestri, Malfer e Demagri. "Un vero capolavoro al rovescio. Rammarica è che a restare imbrigliate in questo pasticcio sono molte famiglie trentine e molte realtà del terzo settore, vittime incolpevoli della propaganda e del pressapochismo di questo governo provinciale".
Un provvedimento partito troppo tardi per i sindacati. Le risorse infatti sono state stanziate nell'ultima finanziaria a fine anno (Qui articolo).
"Un insuccesso annunciato. Un iter avviato in estremo ritardo", il commento di Monica Bolognani, segretaria della Cisl Scuola. "La discussione sarebbe dovuta partire con l'assestamento di bilancio di luglio 2025 per avere un anno per poter mettere a terra gli aspetti organizzativi", evidenzia Bolognani. "Ma questo provvedimento ha sempre avuto più il sapore di uno spot elettorale".
Le organizzazioni sindacali a questo punto auspicano un passo di lato per aprire una riflessione sull'offerta estiva. "Si può rimediare a un'incongruenza di fondo", prosegue la Cisl Scuola. "I bambini della scuola dell'infanzia dovrebbero svolgere attività ludiche tanto quanto si propone ai ragazzi più grandi ai quali viene riconosciuto il diritto di divertimento e di maturare altre esperienze".
Un ritorno un po' più al passato. "Riteniamo che il servizio non dovrebbe avere una differenza così marcata nella proposta, anche i più piccoli hanno necessità di giocare e di fare nuove esperienze. L'asilo estivo c'è sempre stato e ha sempre portato ottimo risultati, si potrebbe sfruttare questo inciampo per ridefinire gli obiettivi e per un'analisi delle decisioni prese a oggi per fornire una risposta reale alle famiglie. Una riflessione più generale appare opportuna per riuscire a coinvolgere di più e meglio il terzo settore. A questo punto ci sono le risorse per procedere in questo senso", conclude Bolognani.












