"Preoccupazioni e perplessità", la scuola tra carenze formative e apertura a luglio. "La cooperazione? Bene ma la Provincia non voleva: cosa è cambiato?"
A fronte delle ipotesi avanzate, se non annunciate, da piazza Dante, c'è ancora poco o nulla di concreto e parecchie incertezze. La segretaria generale della Cisl Scuola, Monica Bolognani: "Non alziamo solo un muro davanti alle proposte, come talvolta si cerca di far credere, ma chiediamo di essere coinvolti nelle decisioni e di non essere tenuti all'oscuro fino all'ultimo"

TRENTO. Preoccupazioni e perplessità. Questi i sentimenti che emergono dal mondo della scuola mentre la Provincia discute la manovra finanziaria. La "via trentina" per il recupero delle carenze formative, il ddl carriere e l'ulteriore estensione delle aperture a luglio degli istituti i temi clou (Qui articolo). Ma a fronte delle ipotesi avanzate, se non annunciate, da piazza Dante, c'è ancora poco o nulla di concreto e parecchie incertezze.
"Non alziamo solo un muro davanti alle proposte, come talvolta si cerca di far credere", dice Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola. "Semplicemente chiediamo il rispetto dei ruoli e delle prerogative dei sindacati a cui è poi delegata l'organizzazione: abbiamo un contatto diretto con le categorie e portiamo al tavolo di discussione diverse sensibilità e idee. Ci deve essere però un coinvolgimento e la condivisione dei cambiamenti".
Nel mezzo del braccio di ferro tra l'ex assessore Mirko Bisesti e l'attuale titolare della delega all'istruzione Francesca Gerosa c'è la scuola, presa tra le frizioni politiche sulla ddl carriere. Se la proposta del leghista non sembra piacere più di tanto, ancora nessun documento è arrivato da piazza Dante. Si attendono invece chiarimenti sul fronte della "via trentina" del recupero delle carenze formative, un nuovo modello a "cicli biennali" che riprende e in parte si discosta dalla proposta nazionale con l'obiettivo di superare l'attuale gestione nel tentativo di costruire un sistema più continuo, trasparente e orientato al successo dei ragazzi e delle ragazze. C'è la cornice ma un po' meno l'operatività.
La richiesta è di criteri, obiettivi e metodologia chiari, come spiegato a il Dolomiti da Amilcare Corradetti, docente di geografia e dirigente sindacale della Cisl Scuola (Qui articolo). Concetti che vengono sostanzialmente ribaditi dalla segreteria generale del sindacato di via Degasperi.
"E' fondamentale capire l'assetto organizzativo e le ripercussioni sul ritmo di lavoro dei docenti", prosegue Bolognani. "Per esempio come vengono fissati i corsi di recupero e in quale periodo, come funziona il raggiungimento dell'obiettivo e quali sono le conseguenze se la lacuna non viene colmata. Una maggiore personalizzazione dei percorsi e dell'insegnamento sono aspetti più che condivisibili, anche a livello pedagogico. E' auspicabile la responsabilizzazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi ma la gestione di una classe è complessa".
Già oggi un insegnante si cala nel contesto, sempre variabile nel corso dell'anno, di una classe e di una situazione. "Il numero di alunni è importante, la gestione riguarda la somma di più classi. Un centinaio di giovani con complessità e diversità. A preoccupare è un'ulteriore personalizzazione dei percorsi che si traduce in maggior peso burocratico nella gestione quotidiana della scuola. E' questo non considerare il carico già presente lascia perplessi i docenti".
E c'è l'ipotesi di estendere l'apertura a luglio negli istituti comprensivi. La previsione messa a bilancio dalla Provincia è di 7,8 milioni dal 2026 per i servizi di conciliazione destinati ai ragazzi di elementari e medie. Una situazione che aumenta la tensione, per l'assenza di coinvolgimento ancora prima delle ipotesi.
"Non siamo contrari all'apertura degli edifici scolastici in estate perché sono un punto di riferimento per le famiglie e per i giovani, luogo importante per socializzare e trovare momenti di aggregazione che possono distogliere le nuove generazioni dalla tendenza all'isolamento causate dal digitale", evidenzia Bolognani. "Questa ipotesi può certamente ravvivare una competenza che si rischia di perdere".
Un problema è il come. "Qual è la ricaduta sul personale? In estate nelle scuole lavora il personale Ata impegnato nelle mansioni di riordino, manutenzione delle attrezzature, pulizie e procedure di segreteria", spiega la segretaria generale della Cisl Scuola. "Si possono tenere aperti gli istituti, tuttavia non è ancora chiaro quale possa essere l'impegno e le ripercussioni di questa decisione".
Ci dovrebbe essere un coinvolgimento del terzo settore, pare che la Cooperazione sia stata interessata di questa prospettiva "tuttavia quando abbiamo chiesto lo stesso interessamento per il luglio nella scuola dell’infanzia, ci è stato risposto che il comparto non sarebbe stato in grado di soddisfare le richieste delle famiglie. Ora forse è diventato possibile? questo è positivo ma ci chiediamo quali cambiamenti siano intervenuti in poche settimane. Aspettiamo di poter leggere il testo anche in questo caso in quanto siamo stati sostanzialmente tenuti all'oscuro di tutto, anche nei recenti incontri con la controparte politica".
La società cambia e i sindacati intendono accompagnare questa evoluzione, purché la politica faccia la sua parte. "La scuola è oggi complessa, inoltre è aumentata la richiesta di competenze da parte del personale scolastico che si trova schiacciato tra le esigenze di una scuola nuova e il contratto di lavoro ormai inadeguato. E' aumentato anche il disagio tra gli alunni soprattutto dopo la pandemia. Un mondo che è cambiato, ci sono nuove esigenze ma il contratto di lavoro è fermo da troppo tempo. La trattativa è iniziata per riscrivere gli accordi, tuttavia i tempi sono troppo lenti. Non veniamo convocati da settimane e siamo in stallo", conclude Bolognani.












