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| 26 apr 2023 | 18:40

Variazione di bilancio, l'incredibile ''audizione farsa'' targata Fugatti-Spinelli senza i contenuti della manovra e senza esponenti del governo o loro dirigenti

In questa manovra di bilancio (quella a ridosso delle elezioni) rischiano di ballare tra i 200 e i 250 milioni di euro. Cifre enormi che, però, a 10 giorni dalla discussione in Aula nessuno sa ancora come verranno destinate. E così tra una vicenda orso e un centro di ricerca (Fbk) che resta senza presidente perché nessuno si è ricordato di rinnovarlo ecco l'audizione più breve di sempre, i sindacati: ''Su cosa avremmo dovuto discutere se non ci sono stati resi noti i contenuti?''

Variazione di bilancio, l'incredibile audizione farsa'' targata Fugatti-Spinelli senza i contenuti della manovra e senza
di Redazione

TRENTO. E' questo il metodo al quale ormai hanno abituato i trentini: provvedimenti grossolani (spesso poi cassati da tribunali e organi di garanzia: uno su tutti l'ormai mitica norma per chiudere i negozi le domeniche fatta, bocciata e scomparsa nel dimenticatoio dal 2020), scarsa condivisione con le parti in causa (un esempio: in queste settimane la Provincia di Trento ha introdotto l'addizionale regionale a partire da pensioni e stipendi che superano i 15mila euro colpendo i più poveri mentre in Alto Adige si parte dai 35mila e non ha consultato i sindacati che hanno dovuto segnalare la cosa tramite stampa), ritardi e dimenticanze (qualcuno si è accorto che il principale centro di ricerca del Trentino e uno dei più importanti d'Italia, l'Fbk è senza presidente da mesi ed ora è scaduto anche il periodo massimo di proroga per l'ex ministro Profumo?) e sconfitte politiche clamorose (la giunta Fugatti è riuscita nell'impresa di perdere l'unica vera opera destinata al Trentino per le Olimpiadi del 2026, il palaghiaccio di Piné) e figuracce vere e proprie (il caso di M49 scappato de volte dal Casteller è esemplare).

 

Oggi è andata in scena l'ennesima pantomima targata Fugatti-Spinelli. Era prevista l'audizione in prima commissione delle parti sociali per discutere la prossima variazione di bilancio ma i contenuti della manovra non c'erano e non c'era nemmeno nessun esponente dell'esecutivo e nessun dirigente. Si è conclusa, quindi, nel giro di pochi minuti l’audizione dei sindacati in Prima commissione sulla variazione di bilancio. C’era, infatti, ben poco di cui discutere visto che a dieci giorni dall’avvio del confronto in Aula la Giunta provinciale non ha ancora reso note le risorse della manovra né i diversi provvedimenti. In Commissione, inoltre, come detto, non era presente nessun esponente dell’Esecutivo né alcun dirigente.

 

Questa è un’audizione farsa - hanno detto i segretari generali di Cgil Cisl Uil al termine del brevissimo confronto contestando il metodo adottato dalla Giunta -. Questo modo di fare è profondamente irrispettoso sia dei consiglieri provinciali sia delle parti sociali. Su cosa avremmo dovuto discutere se non ci sono stati resi noti i contenuti?”, hanno incalzato Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti puntando il dito contro un metodo di lavoro che rischia di scambiare pubblico con privato. “Le risorse che la Giunta deve decidere dove destinare con la variazione sono soldi pubblici, frutto delle tasse pagate dai lavoratori e dai pensionati. Non si può pensare di gestirle come fossero risorse private. E’ una questione di trasparenza e responsabilità”. Cgil Cisl Uil hanno comunque inviato nei giorni scorsi un documento con le loro priorità per la manovra. Anche perché le risorse a disposizione potrebbero aggirarsi tra i 200 e i 250 milioni di euro.

 

“Se la scelta dell’Esecutivo non è dettata dalla volontà di tenersi le mani libere in vista delle elezioni, ricordiamo al presidente Fugatti che noi siamo disponibili ad un confronto sempre. Anche nella giornata del Primo Maggio, Festa delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci convochi per presentarci le misure che la Giunta provinciale porterà in aula e si apra un dialogo vero”. Nel merito Cgil Cisl Uil chiedono una manovra che dia risposte alle famiglie con l’adeguamento strutturale delle misure di welfare provinciale all’inflazione. E visto che sul bonus bollette sono rimasti in cassa circa 18 milioni di euro i sindacati chiedono di destinare quelle risorse a sostegno dei nuclei più in difficoltà a pagare le bollette “con una misura equa ed efficace ancorata all’Icef”. Poi si chiede l’esenzione dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 25mila euro, il rinnovo dei contratti pubblici, le politiche abitative con una immediata ristrutturazione dei mille alloggi vuoti di Itea e il potenziamento delle risorse del fondo affitti.

Dunque il tema delle politiche del lavoro. I sindacati sollecitano misure per ridurre la precarietà del lavoro giovanile, per incentivare l’occupazione femminile, per favorire l’incontro tra domanda e offerta e di rafforzare prevenzione e controlli per la sicurezza sul lavoro. Cgil Cisl Uil insistono anche su politiche industriali più selettive e indirizzate su sostenibilità e transizione ecologica ed interventi urgenti sull’efficientamento energetico del patrimonio pubblico e privato, per contrastare la siccità sbloccando risorse indispensabili per ammodernare e rendere più efficienti le infrastrutture idriche e ridurre il consumo di acqua. Infine la sanità per cui servirebbe un piano straordinario per il potenziamento della sanità pubblica che dia risposte in termini di organici, territorialità, accesso alle cure e potenziamento dei servizi socio-sanitari e assistenziali.

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