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Supermercati e negozi chiusi la domenica, il consiglio dei ministri impugna la norma Failoni/Fugatti: ''Incostituzionale''

Come previsto è accaduto quello che doveva accadere: una norma senza né capo né coda fatta nel modo e nei tempi più sbagliati possibili è stata impugnata dal consiglio dei ministri. Ovviamente va a ledere l'articolo 117 della Costituzione ''eccedendo dalle competenze statutarie e violando la competenza esclusiva dello Stato in materia di concorrenza''

Di Luca Pianesi - 08 agosto 2020 - 10:59

TRENTO. Ora è ufficiale: il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha impugnato la legge di Fugatti e Failoni sulle chiusure domenicali e nei giorni festivi di negozi e supermercati. Lo abbiamo scritto e riscritto in ogni articolo che parlava di questa incredibile norma voluta dalla Giunta leghista (e d'altronde c'erano già anche dei pareri degli uffici provinciali che sconsigliavano di andare avanti per questa strada vista la palese incostituzionalità del provvedimento) ma il presidente Fugatti voleva mandare un ''segnale'' tanto alla fine a pagare sono e saranno sempre i cittadini mica lui e l'assessore competente.

 

In conferenza aveva dichiarato pubblicamente che ''sappiamo che si tratta di un Ddl borderline non siamo una giunta che non conosce le prerogative dello Stato. Noi con il nostro comportamento vogliamo porre un tema, un tema politico consci che potrà essere impugnato ma il ricorso alla Corte non darà il proprio esito nel giro di qualche settimana''. E allora eccoci dove dovevamo arrivare: al ricorso da parte dello Stato con conseguente esborso di avvocati, perdite per i commercianti e le amministrazioni che in queste settimane sono rimaste chiuse per colpa di tale provvedimento, i danni causati alle città da una maggioranza leghista che ha messo nero su bianco il fatto che per loro ''non sono luoghi turistici'' (nel periodo storico dove più ci sarebbe stato bisogno di spinta e sostegno a tutti i comparti dopo quanto accaduto negli ultimi mesi per il Covid).

 

Il consiglio dei ministri ha esaminato alcune leggi delle Regioni e delle Province autonome, e ha quindi deliberato di impugnare quella ''della Provincia di Trento n. 4 del 03/07/2020, recante “Disciplina delle aperture nei giorni domenicali e festivi delle attività commerciali”, in quanto l’articolo 1 reca una disciplina limitativa degli orari degli esercizi commerciali, eccedendo dalle competenze statutarie e violando la competenza esclusiva dello Stato in materia di concorrenza, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione''.

 

Una volta, poi, che arriverà l'incostituzionalità, se accertata, dagli organi competenti potrebbero partire ricorsi in serie da parte dei privati contro la Provincia di Trento per i danni causati dai mancati introiti per una norma che tutti avevano sconsigliato loro di fare soprattutto in questi termini (addirittura si è fatto in modo che le deroghe non siano applicabili finché c'è il Covid riuscendo a creare un nonsense anche dal punto di vista giuridico nelle poche righe scritte) e con queste tempistiche. Ma alla politica queste cose non spaventano: tanto a pagare sono sempre i cittadini sia in un senso che nell'altro. Loro vogliono solo poter scrivere su Facebook ''fatto'' o ''dalle parole ai fatti'' o altre banalità del genere. 

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