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Chiusure negozi, la legge Failoni e quel pasticcio che ''auto-annulla'' le deroghe in epoca Covid: dopo Borgo ora tocca a Rovereto non aprire per il patrono?

Criticatissima nella sostanza, la legge che prevede la chiusura di negozi e supermercati la domenica e nei festivi, rischia di essere un disastro anche per la forma. In molti festeggiavano la possibilità di deroga per 18 giornate ma ciò può avvenire solo: ''In occasione di grandi eventi o manifestazioni che richiamano un notevole afflusso di persone''. E in epoca Covid il rischio è che ciò non potrà avvenire

Di Luca Pianesi - 24 luglio 2020 - 05:01

TRENTO. Per molti sbagliata completamente nella sostanza, la legge Failoni rischia di rivelarsi un disastro anche nella forma finendo per bloccare le città in tutto e per tutto, almeno finché il coronavirus non scomparirà dal Pianeta.

 

 Il Ddl che ha imposto la chiusura di negozi e supermercati in Trentino, la domenica e nei giorni festivi (unici in Italia ad autopenalizzare la propria classe imprenditoriale, i propri lavoratori e la propria comunità in un momento di grande crisi), e che ha rimesso nelle mani della Giunta Fugatti la possibilità di decidere ''vita e morte'' di un territorio stabilendo urbi et orbi se quel luogo è turistico o meno (dando un colpo fortissimo a Trento e alla sua immagine definita città non turistica) contiene al suo interno una frase che potrebbe avere effetti dirompenti

 

Tutti, anche le opposizioni più ''liberali'', infatti avevano festeggiato la possibilità, inserita in legge, di derogare all'obbligo di chiusura imposto dalla Giunta Fugatti per ben 18 giornate annue ma, forse, non hanno letto poi la norma prodotta dall'assessore Failoni che recita: ''In occasione di grandi eventi o manifestazioni che richiamano un notevole afflusso di persone i comuni possono derogare all'obbligo di chiusura domenicale e festiva per un massimo di diciotto giornate annue''. Cosa vuol dire? Che, per esempio, in occasione di una festa patronale o di grandi eventi di massa (Festival o altro), le città potranno rimanere aperte con i loro negozi e supermercati. Altrimenti, no.

 

E così, dopo che già Borgo Valsugana si è ritrovata, lunedì 13 luglio, a dover tenere chiusi i negozi nella giornata del patrono ora la prossima ''vittima'' di Failoni e della sua legge potrebbe essere Rovereto che mercoledì 5 agosto dovrebbe festeggiare Maria Ausiliatrice (la cerimonia nella chiesa arcipretale di San Marco) ma che non potrà contare, come tutti gli altri territori in questa epoca Covid, su ''grandi eventi o manifestazioni che richiamano un notevole afflusso di persone''. Risultato? Finché c'è l'epidemia (quindi finché le amministrazioni pubbliche non potranno organizzare grandi eventi di massa) anche nei giorni di festa gli esercenti, e con loro i comuni che vivono grazie alla presenza dei commercianti, non potranno lavorare perché le amministrazioni non potranno chiedere la deroga (e in ogni caso meglio giocarsela in futuro nella speranza che si possa tornare ad affollare strade e piazze con eventi collaterali).

 

Un capolavoro del nonsense legislativo firmato Fugatti-Failoni, forse fatto in maniera inconsapevole ma che inconsapevolmente potrebbe creare molti altri danni in futuro. Si auspicano correzioni che permettano, almeno, diverse chiavi d'interpretazione. 

 

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