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A Borgo c’è la festa del santo patrono ma i negozi restano chiusi, la protesta dei commercianti: “Scusateci ma non ci fanno aprire”

Clamorosa protesta dei commercianti contro le chiusure domenicali e festive: “Scusateci ma non abbiamo potuto aprire”. Il sindaco di Borgo Valsugana: “Avevamo chiesto la deroga ma dalla Pat ci hanno detto che mancavano i tempi tecnici”. Zeni: “Succede quando si impongono frettolosamente divieti dall’alto”

Di Tiziano Grottolo - 13 luglio 2020 - 19:32

BORGO VALSUGANA. “Ci Scusiamo per il disagio ma non ci è stato dato il permesso di aprire”, i commercianti di Borgo Valsugana hanno inscenato una clamorosa protesta per l’impossibilità di aprire la propria attività per effetto della legge sulle chiusure domenicali. Il provvedimento ha già sollevato un vespaio di polemiche, questo con buona pace della giunta Fugatti che ha approvato il disegno di legge sfruttando l’emergenza coronavirus. A nulla sono valsi gli appelli degli esercenti e delle minoranze, con lo spauracchio dell’impugnazione da parte della Stato di fronte alla Corte Costituzionale, la giunta ha preferito tirare dritto.

 

I parametri scelti dall’assessore al turismo Roberto Failoni premiano evidentemente i piccoli centri cittadini a discapito delle grandi città: Trento, Rovereto e Pergine Valsugana rimangono escluse, mentre cinque dei dieci Comuni con meno abitanti del Trentino sono inseriti fra quelli dove i negozi potranno rimanere aperti la domenica. La legge è così “originale” che persino certe amministrazioni senza negozi né alberghi sono state incluse nellelenco.

 

Insomma un vero e proprio pasticcio, soprattutto alla luce di quando (pochi mesi fa) si parlava del Trentino come di un unico grande distretto turistico. A Borgo Valsugana, Comune da quasi 7000 abitanti, è andata in scena una clamorosa protesta da parte dei commercianti. Quest’oggi infatti, 13 luglio, si è tenuta la tradizionale fiera di San Prospero che richiama persone anche dai Comuni vicini che, accanto ai numerosi banchi del mercato, potevano trovare i negozi dei commercianti di Borgo Valsugana. Non questa volta però visto che le serrande degli esercenti sono rimaste abbassate per l’entrata in vigore della legge Failoni sulle aperture domenicali.

 

Benché il provvedimento varato dalla giunta leghista preveda dalle deroghe (come in occasione delle festività), tutto l’iter di approvazione è arrivato così in fretta che sono venute meno le tempistiche affinché Borgo Valsugana potesse “spendere” una delle eccezioni concesse a norma di legge. “L’amministrazione si era attivata per ottenere una deroga – conferma il sindaco Enrico Galvan ma dalla Provincia ci è stato detto che non c’erano i tempi tecnici per approvarla. Sicuramente c’è stata un po’ di confusione ma ci siamo trovati nella situazione di non poter venire incontro ai commercianti che volevano tenere aperto, non è proprio stato possibile”. A quanto risulta al primo cittadino non sono state erogate sanzioni, gli agenti della polizia locale si sono limitati ad invitare i negozi aperti ad abbassare le serrande.

 

Gli esercenti però lamentano l’occasione persa e i mancati guadagni, così sulle vetrine sono apparsi una serie di cartelli: “Ci Scusiamo per il disagio ma non ci è stato dato il permesso di aprire” e “Ci scusiamo con i borghesani ma il comune non ci ha dato il permesso di aprire”, una miriade di messaggi tutti dello stesso tenore.

 

“È un duro colpo per il commercio a Borgo”, questo il commento di Martina Ferrai, già candidata sindaca per “Innova Borgo Olle”, “Viviamo Borgo Olle” e “Civitas” alle ultime elezioni amministrative, che aggiunge: “Si parla di esercizi di piccole dimensione e quindi non rappresentano il prototipo della grande distribuzione. Purtroppo gli operatori sono stati costretti a chiudere poche ore dopo aver aperto. I commercianti – prosegue Ferrai – aspettano questa festività tutto l'anno, molti hanno promosso le iniziative tramite i propri canali e hanno aperto, poi però sono stati costretti a chiudere per rispettare le norme. È un danno enorme e non si tengono in considerazione anche eventuali assunzioni e impegni presi dagli esercenti per questi giorni”.

 

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere provinciale Luca Zeni: “Quando si impongono frettolosamente divieti dall’alto invece che promuovere soluzioni condivise e concertate, può succedere di creare conseguenze negative e impreviste – ha osservato il consigliere del Partito Democratico. “L’auspicio – ha aggiunto – è che si riveda l’impostazione di una norma nata in totale assenza di ascolto e illegittima per stessa ammissione della giunta provinciale”.

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