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Con il ''metodo Failoni'' anche Roma, Firenze, New York e Londra chiuse la domenica: non sarebbero turistiche

I numeri sembrano bocciare l'operazione ragionieristica dell'assessore nel criterio selezionato per licenziare il ddl commercio, quello delle chiusure domenicali e festive di supermercati e negozi. L'unica a salvarsi sarebbe Venezia ma solo perché ha pochi residenti. Nemmeno le grandi capitali europee come Londra e Berlino rientrerebbero nella lista di Failoni

Di Luca Andreazza - 05 luglio 2020 - 06:01

TRENTO. Roma e Firenze, Torino, Genova e Napoli, New York e Berlino? Non supererebbero il coefficiente di "alta intensità turistica", questo il risultato se si utilizza il metodo Failoni. Si salva praticamente solo Venezia.

 

I numeri sembrano bocciare l'operazione ragionieristica dell'assessore nel criterio selezionato per licenziare il ddl commercio, quello delle chiusure domenicali e festive di supermercati e negozi. Ci sono poi 4 eccezioni tra Dro, Madruzzo (frazione Sarche), Mori e Tione, idealmente dei crocevia. Localizzati principalmente tra l'imbocco delle Giudicarie e la val Rendena.

 

Pochi fortunati e il resto del Trentino non turistico a guardare. Esclusi che potrebbero aprire per gli eventi, se non vengono fissati anche per questi ultimi dei criteri a tarare la portata degli appuntamenti.

 

Un criterio che sembra penalizzare in sostanza le città, colpevoli di coinvolgere un numero maggiore di popolazione residente. E pazienza se l'assessore ha sbandierato in lungo e in largo che "tutto il Trentino ha valenza turistica" per lanciare la riforma del settore, slogan bello ma auto-smentito nei fatti, come quello della "necessità di superare i confini" per spingere sulle soffertissime fusioni tra Aziende per il turismo, soprattutto se poi ci si limita a calcolare gli indici a livello di Comuni. Contraddizioni.

 

La Provincia spiega di aver calcolato, per ogni Comune, il rapporto tra "la somma delle presenze turistiche medie giornaliere negli esercizi alberghieri, negli esercizi extralberghieri e negli alloggi privati", l'esecutivo leghista sembra, quindi, aver dimenticato un pezzo: le presenze nelle seconde case sono state conteggiate per arrivare a questi risultati? La risposta appare evidente da quanto specificato da piazza Dante.

 

Insomma, TrentoRovereto e Pergine non rientrano tra le zone turistiche, ma possono consolarsi perché sarebbero in buona compagnia. I 35 milioni di presenze di Roma non sarebbero bastati alla Capitale per superare questo esame difficilissimo, così come i circa 13 milioni di pernottamenti a Napoli e gli 11 milioni a Firenze. Paradossalmente tagliate fuori anche la Grande mela, Londra e Berlino. Tutti non superano la soglia fissata a 1. Solo la Laguna riesce a coniugare l'enorme flusso turistico annuale con i suoi 262 mila abitanti.

 

Una norma per certi versi ancora più assurda sul fronte del turismo. Un comparto che si costruisce anche intorno all'immagine e alla consapevolezza di sentirsi turistica e anni di investimenti. Forse è il primo caso nella storia che un'amministrazione provinciale dichiari che il proprio capoluogo non è attrattivo. In fin dei conti le vocazioni commerciali e turistiche di un'area si costruiscono anche attraverso l'operosità.

 

E in caso di una giornata di maltempo in montagna o in zona laghi, i turisti saranno ben contenti di aggirarsi per due città spettarli e dalle serrande abbassate con il passaparola che può conseguire da questa operazione che appare delicata e rivedibile. Un tema molto complesso e una decisione affrontata e presa in modo superficiale, una scelta che potenzialmente mette a rischio anche diversi posti di lavoro, oltre che apparire incostituzionale.

 

C'è poi il tema che l'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi si appresta a guidare un maxi-ambito (Qui articolo), ma le sue località non sono ad "alta intensità turistica", però può ringraziare Palù del Fersina, Baselga di Pinè e Bedollo (e il crocevia Sarche), se l'area può considerarsi attrattiva, territori che a questo punto potrebbero ambire legittimamente alla governance dell'ente.

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