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Trento
29 giugno | 06:00

Bonus terzo figlio, Grosselli: "Politiche Fugatti fallimentari". Fratelli d'Italia: "Prima i trentini? Così si favoriscono gli immigrati". La Consulta famiglie: "Non coinvolti"

Duro intervento di Andrea Grosselli, segretario della Cgil, sulle politiche per la natalità della Giunta Fugatti: "Un fallimento. Con questa misura dà tanto a pochi. Aveva ragione Carlo Maria Cipolla: la più pericolosa tipologia di persone sono gli stupidi perché facendo del male a se stessi, fanno male anche agli altri". Ancora una presa di distanza di Fratelli d'Italia: "I numeri parlano chiaro e la decisione di premiare gli immigrati è della Lega". La Consulta provinciale delle famiglie: "Disponibili a un confronto"

TRENTO. Parla di politiche per la natalità che si sono rivelate un fallimento e che il Trentino ha raggiunto tra i risultati più bassi. Duro intervento di Andrea Grosselli, segretario della Cgil, verso la Provincia. A rincarare la dose anche Fratelli d'Italia. Alle perplessità dell'assessora Francesca Gerosa sul bonus terzo figlio, arriva anche la presa di posizione di Alessandro Urzì che parla di un "premio agli immigrati" che rischia di sconfessare "gli impegni della maggioranza" e si chiede che fine abbia fatto lo slogan "Prima i trentini". Invece la Consulta delle famiglie specifica che non c'è stato alcun coinvolgimento nel predisporre la misura.

 

Le idee sul bonus per il terzo figlio non sono chiare nel centrodestra con le differenze di vedute tra Fugatti e Gerosa. Il presidente della Provincia ha difeso la misura, che si può migliorare ma che rientra in una cornice più ampia che tocca anche l'equiparazione dell'indennità di maternità e del congedo parentale nel pubblico e nel privato. Un altro tema trattato è quello dell'undicesimo mese della scuola dell'infanzia.

 

Il governatore ha spiegato che l'adesione a luglio è cresciuta ancora e che quelli che "oggi ci dicono cosa fare sono quelli che dicevano di no". Una decisione che viene vista come un incentivo alla natalità fermo restando che poi ci sono motivazioni e scelte personali. Apertura a ritocchi e correttivi ma non a stravolgimenti, questo in sostanza la linea di Fugatti sulla manovra di assestamento di bilancio.

 

Critica la Cgil. "Prima fa il bulletto contro i demografi critici col super bonus per i terzi figli", dice Grosselli. "Poi contro chi chiede più investimenti sulle famiglie con uno o due figli, come i sindacati, Fugatti lancia accuse di essersi opposti all'apertura a luglio delle scuole dell'infanzia misura che a oggi non ha avuto alcun impatto sulle nascite. La verità è che le politiche di Maurizio Fugatti per la natalità sono un fallimento. Ormai i bambini nati in Trentino hanno raggiunto uno dei risultati più bassi con soli 3.789 neonati e con un numero di figli per donna crollato a 1,26".

 

E la Provincia come interviene? "Lancia un intervento shock col quale darà tanto (3,7 milioni di euro in più ogni anno) a pochi (circa 500 famiglie l'anno) senza riconoscere nulla a chi magari ha un figlio solo ma ne vorrebbe avere un secondo, né a chi tre figli li ha già", prosegue il segretario della Cgil. "Almeno non si può dire che stia cercando il consenso elettorale: a fronte di poche centinaia di fortunati che riceveranno il super bonus ogni anno, le altre 55mila famiglie con figli minori non avranno nemmeno un euro in più di sostegno, né un minimo potenziamento dei servizi. E si incazzeranno".

 

In chiusura arriva la stoccata. "Forse ha ragione Carlo Maria Cipolla", ancora Grosselli. "Accanto a intelligenti, banditi e sprovveduti, la più pericolosa tipologia di persone sono gli stupidi perché facendo del male a se stessi, fanno male anche agli altri. Temo che Fugatti faccia tecnicamente parte di quest'ultima classe".

 

Ribadisce la propria contrarietà il partito di Giorgia Meloni. "Il tema è semplice", evidenzia Urzì. "Se il bonus per il terzo figlio si trasformerà in una misura assistenzialista destinata a premiare principalmente famiglie di immigrati si rischierebbe di tradire uno degli impegni principali della maggioranza e Fratelli d’Italia per questo ha chiesto cautela e la conclusione della indagine scientifica richiesta è promossa dall’assessore Gerosa per sapere a chi dare i soldi".

 

A livello di partito "non possiamo che restare perplessi dalla mancanza di confronto preventivo in maggioranza su una manovra complessiva da 37 milioni di euro, carente anche di confronti con le associazioni familiari, che avrebbero dovuto essere le interlocutrici principali", continua il deputato e coordinatore di Fratelli d'Italia in Trentino Adige. "L’assessora Gerosa insieme al capogruppo Biada hanno ragione da vendere nel chiedere cautela nell’introduzione di questa misura. Perché non è un mistero che le famiglie con più figli siano generalmente quelle immigrate".

 

Il partito di Giorgia Meloni specifica, nuovamente, che la misura è attribuibile al carroccio e che non tiene conto dei dati. "La maternità della proposta del bonus per le famiglie soprattutto di immigrati è stata rivendicata da Stefania Segnana e dalla Lega. Noi di Fratelli d’Italia, pur rispettando come sempre le ragioni di tutti, ci sentiamo in dovere di dissentire". E il deputato snocciola qualche numero. "Parlano chiaro: non c’è una crisi di natalità di terzi figli e non si può fare finta di niente. In 23 anni (dati 2023) i primi figli hanno registrato un -28,7% e i secondi figli -31,4%, mentre la nascita di terzi figli sembra avere negli anni una sua stabilità. Perché quindi investire proprio sui terzi figli?".

 

Insomma, Fratelli d’Italia non comprende la ragione di inseguire "una certa demagogia notoriamente di sinistra e ci si chiede se il tema 'prima i trentini' sia ancora di attualità. La realtà che sta attorno a noi è di famiglie trentine che faticano a fare i primi due figli e creare nuove famiglie. Mettiamo su queste famiglie tutte le risorse disponibili. E' scontato che va bene il 'si fa così e basta'. Perché il prezzo da pagare per i trentini, quelli che fanno uno o due figli al massimo, sarebbe estremamente pesante: 37 milioni fumati a favore soprattutto di famiglie di immigrati. Non solo ovviamente ma soprattutto".

 

Il partito di Giorgia Meloni ribadisce la necessità di frenare su questa misura. "I soldi FdI vuole darli ai trentini e attendere l’esito della ricerca scientifica in corso voluta con previdente attenzione proprio da Gerosa potrà fare capire a chi effettivamente è opportuno assegnare le risorse per garantire lo sviluppo demografico", dice Urzì. "Alla fine deciderà la maggioranza oppure forse addirittura si deciderà a maggioranza, però ci teniamo a precisare fin d’ora che a Fratelli d’Italia non sarà mai imputata una azione assistenzialista terzomondista. Non si dica che non avevamo avvertito, perché le risorse non sono infinite e vorremmo che fossero investite nel modo corretto, sostenendo anche quel ceto medio, sempre più popolato da trentini, che è sempre più povero e che ha difficoltà a creare una famiglia e avere anche solo il primo figlio". 

 

Si chiama fuori la Consulta provinciale per la famiglia. "Abbiamo appreso dalla stampa dell'introduzione del cosiddetto 'bonus terzo figlio', recentemente annunciato dall’Amministrazione provinciale", spiega la presidente Alice Vettore Carraro. "Pur riconoscendo con favore l’intento di sostenere la natalità, ci tengo a precisare che la Consulta non è stata coinvolta o consultata preventivamente rispetto alla definizione della misura".

 

La Consulta ricorda che tra i compiti istituzionali c'è anche quello di esprimere pareri, formulare proposte e contribuire all'elaborazione delle politiche familiari provinciali, come previsto dal Regolamento istitutivo. "La prossima seduta è convocata per giovedì 4 luglio. In tale occasione, ci rendiamo disponibili a discutere del provvedimento, qualora ci sia la volontà di sottoporlo al nostro esame; diamo ulteriore disponibilità a formalizzare un incontro dedicato alla questione, data l’importanza dell’intervento annunciato, con il presidente, gli assessori coinvolti o l’intera Giunta provinciale".

 

L'ente rinnova la piena disponibilità "con spirito di collaborazione per l’importanza di un confronto strutturato e partecipato con gli organi di rappresentanza delle famiglie, affinché le politiche pubbliche siano realmente aderenti ai bisogni e alle dinamiche del nostro territorio", conclude Carraro.

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