Caldo ed Rsa, per Rossato nell’Apsp di Povo “manca l’aria condizionata”. La smentita: "Abbiamo sistema di raffrescamento e condizionatori nelle aree comuni”
La consigliera di Fratelli d’Italia Katia Rossato ha diffuso una nota nella quale chiede di mettere in atto “strategie per un rapido sollievo dall’afa nelle Rsa” e sottolineando: “Ci è stato segnalato che in alcune strutture dove manca l’aria condizionata, come nell’Apsp di Povo, in questi giorni in cui il termometro tocca i 35 gradi, gli ospiti stanno soffrendo molto la calura”. Ma la direttrice generale della “Margherita Grazioli” Patty Rigatti smentisce: “Abbiamo un sistema di ricambio d’aria dotato di raffrescamento, potenziato nelle aree comuni dai condizionatori”

TRENTO. Ondata di caldo ed Rsa, la consigliera di Fratelli d’Italia Katia Rossato: “Ci è stato segnalato che in alcune strutture dove manca l’aria condizionata, come nell’Apsp di Povo, in questi giorni in cui il termometro tocca i 35 gradi, gli ospiti stanno soffrendo molto la calura”. Ma la “Margherita Grazioli” smentisce tutto: “Abbiamo un sistema di ricambio dell’aria dotato di raffrescamento, potenziato nelle aree comuni dai condizionatori, ed abbiamo seguito tutte le indicazioni fornite dall’assessorato e dall’Azienda sanitaria”.
Le parole della consigliera provinciale del partito di Giorgia Meloni sono state diffuse in una nota inviata nella giornata di oggi (19 luglio), nota nella quale Rossato chiede di mettere in atto “strategie per un rapido sollievo dall’afa nelle Rsa”, sottolineando che “troppo calore non è sicuro per nessuno, ma è ancora più rischioso per le persone anziane con problemi di salute”. Nelle scorse settimane, si legge nel documento: “L’assessorato provinciale alla salute ha inviato a tutti gli attori interessati alla gestione del benessere e della salute degli anziati informazioni e indicazioni da seguire per prevenire l’insorgenza di problematiche dovute al caldo”.
Ma nonostante queste indicazioni, secondo Rossato in alcune strutture (tra le quali l’unica citata è appunto l’Apsp di Povo) sprovviste di aria condizionata, gli anziani starebbero soffrendo molto la calura. “Auspichiamo – conclude Rossato – che chi di competenza possa immediatamente intervenire per sopperire alla mancanza di aria condizionata, mettendo in atto fin da subito strategie alternative per rinfrescare l’ambiente in cui soggiornano gli anziani, fornendole ad esempio di un climatizzatore con deumidificatore o di ventilatori per rendere più sopportabile questa torrida estate”.
Le parole della consigliera però, dice a il Dolomiti la direttrice della "Margherita Grazioli" Patty Rigatti: “Non corrispondono alla realtà. La nostra struttura è dotata di un sistema di ricambio dell’aria con raffrescamento, potenziato nelle aree comuni dai condizionatori”. In questo momento, continua la direttrice generale, l’impianto di raffrescamento “non è così performante perché, a causa delle misure Covid, è necessario ‘prendere’ l’aria dall’esterno visto che non è permesso riciclare quella, già più fresca, all’interno della struttura. Abbiamo seguito poi tutte le indicazioni fornite dall’assessora e dall’Azienda sanitaria, mettendo in campo tutte le misure che possano prevenire il disagio degli anziani”.
La struttura, dice Rigatti: “E’ abbastanza recente, del 2005, ma è stata progettata allora senza tenere conto della possibilità di ondate di calore così intense e prolungate come quelle che stiamo osservando negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico. In questa fase siamo comunque al lavoro insieme ad un consulente in merito all’efficientamento energetico della struttura e per adottare quindi le misure necessarie a contenere eventuali criticità. Proprio da quest’anno, tra l’altro, abbiamo internalizzato la gestione calore, prima esternalizzata, per mettere in atto con maggior presidio tutte le azioni di efficientamento e monitoraggi per benessere di residenti e personale”.
Nell’ultimo periodo, conclude Rigatti: “Non abbiamo avuto grosse lamentele su questo fronte. Siamo impegnati anche in un’opera di informazione e sensibilizzazione del personale, per portare avanti tutte quelle azioni, dal tenere chiuse le finestre all’abbassare le tapparelle nelle zone esposte, che possono contribuire a contenere il caldo. Allo stesso tempo puntiamo a garantire anche il comfort lavorativo per il nostro personale”.












