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| 08 feb 2022 | 18:31

Covid, in Alto Adige resta alto il tasso di ospedalizzazioni ma grazie ai vaccini l’infezione ha meno possibilità di aggravarsi

Kompatscher e Widmann hanno fatto il punto della situazione sui contagi in Alto Adige, anticipando che alcune misure anti-Covid potrebbero essere alleggerite a partire dai prossimi giorni

Covid, in Alto Adige resta alto il tasso di ospedalizzazioni ma grazie ai vaccini l’infezione ha meno possibilità di
di Redazione

BOLZANO. Sono stati quasi 1.700 i contagi registrati nelle ultime 24 ore in Alto Adige, dove purtroppo si contano anche 4 decessi legati al Sars-Cov-2. Numeri ancora alti che non consentono di abbassare la guardia come ribadito durante l’ultima seduta del Consiglio provinciale. È stato lo stesso presidente della Provincia Arno Kompatscher a riferire sugli sviluppi della pandemia.

 

Venerdì prossimo probabilmente saranno introdotte nuove misure a livello statale, domani alla conferenza delle regioni saranno probabilmente fornite maggiori informazioni. La Giunta altoatesina fa sapere di essere favorevole a questi passi, pur nella consapevolezza che il problema non svanisce da un momento all’altro. Comunque è previsto un allentamento progressivo di alcune misure. L’assessore alla Salute Thomas Widmann ha chiarito che quasi ogni settimana a livello statale sono state introdotte misure di semplificazione. 

 

In Alto Adige il tasso di ospedalizzazione è ancora alto, ma con decorsi meno gravi, e l’incidenza è scesa a 1.800. Un anno fa c’erano 800 casi, ma i reparti e le terapie intensive erano oberati. Il sistema sanitario, riferisce Widmann, le cui terapie intensive hanno a che fare non solo con pazienti Covid, è riuscito con grande impegno a superare lo tsunami Omicron, ed è un lavoro enorme, tenendo conto anche delle sospensioni e degli operatori malati. Anche i medici di famiglia sono vicino al burnout, “e non posso che ringraziare chi ogni giorno fa un lavoro enorme: personale di cura, medici, mediche, personale di laboratorio, amministrazione”, ha detto l’assessore.

 

In ambito sanitario però le ripercussioni saranno a lungo termine, basti pensare a quanti soffrono di long covid e al costo dei relativi trattamenti; negli ospedali molti pazienti covid sono isolati e la terapia è impegnativa, e questo riguarda anche pazienti ricoverati per altre cause e poi risultati infettivi. Ciò comporta anche il rinvio di visite specialistiche, anche se si cerca di sostenere i pazienti oncologici. Da un lato, ha spiegato Widmann, visti i decorsi più lievi di Omicron, la società vorrebbe tornare alla normalità, e va detto che questo si deve alle vaccinazioni, dall’altro c’è il settore sanitario che deve affrontare moltissime sfide, ben lungi dalla normalità.

 

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che l’Alto Adige recepirà il decreto di fine emergenza, prevista il 31 marzo, ma questo non significa che la pandemia è finita ci saranno sempre alcune misure e ordinanze: la fine dell'emergenza esclude solo certe leggi speciali.

 

L’assessore Thomas Widmann ha fatto riferimento alla durata del Green Pass nelle diverse combinazioni dosi vaccinali-guarigione, riferendo che essa è illimitata anche in caso di doppia vaccinazione e guarigione e dicendosi disponibile a valutare casi problematici come quelli segnalati in aula. Non è vero, ha aggiunto, che nelle altre Regioni i collaboratori sanitari guariti possono tornare in servizio: il Ministero ha confermato la sospensione per tutta l’Italia; se si è sospesi e guariti bisogna aspettare 90 giorni per il vaccino, necessario per rientrare. In quanto alle semplificazioni la Giunta preme a questo scopo anche in Conferenza Stato-Regioni, ma ci vuole un po’ di tempo perché emerga una linea chiara: Mario Draghi chiede di aprire, Franco Locatelli chiede cautela, e per ora ci sono posizioni e linee diverse.

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