Covid, negli spazi comunali la pubblicità dei No-vax contro i vaccini: “Hanno fatto 44mila morti”, ma è l’ennesima fake news
Dall’amministrazione fanno sapere di aver ricevuto diverse segnalazioni e di aver avviato le verifiche del caso con la polizia locale, a quanto pare i manifesti sarebbero stati affissi dagli uffici di Ica su incarico di una ditta con sede a Vobarno in provincia di Brescia

ARCO. “Il vaccino Covid-19 è sicuro? 4.279.200 reazioni avverse e 44.348 morti”, è questo “l’invito a ragionare” che realtà vicine agli ambienti No-vax hanno affisso in diverse città d’Italia. I manifesti in Trentino sono comparsi ad Arco negli spazi pubblicitari del Comune.
Dall’amministrazione fanno sapere di aver ricevuto diverse segnalazioni e di aver avviato le verifiche del caso con la polizia locale, a quanto pare i manifesti sarebbero stati affissi dagli uffici di Ica su incarico di una ditta con sede a Vobarno in provincia di Brescia.
I manifesti sono firmati da Associazione Omnia, Parma libera scelta, Collecchio libera scelta, Adesso basta! Fidenza, che in passato hanno lanciato altre campagne pubblicitarie con slogan come “Mascherina? Nessuna certezza di sicurezza. Ci vogliono tutti obbedienti e diffidenti” e “Il Green pass non ferma il virus ma ci mette gli uni contro gli altri”.
Ad arco invece si mette in dubbio l’efficacia dei vaccini citando i dati di EudraVigilance, cioè la banca dati europea per la gestione e l’analisi delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai medicinali. Quello che però non viene specificato è che questa banca dati raccoglie quelle che vengono definite “segnalazioni spontanee” che possono arrivare anche da privati cittadini.
È la stessa EudraVigilance che sottolinea come “le informazioni contenute in questo sito riguardano i sospetti effetti indesiderati, ovvero eventi clinici osservati in seguito all’uso di un medicinale, che tuttavia non sono necessariamente correlati o provocati dal medicinale – aggiungendo che – le informazioni concernenti i sospetti effetti indesiderati non devono essere interpretate nel senso che il medicinale o il principio attivo sono effettivamente causa dell’effetto osservato o che il loro uso non è sicuro”. Questo perché solo una valutazione dettagliata e un esame scientifico approfonditi di tutti i dati disponibili consentono di trarre conclusioni fondate sui benefici e sui rischi di un medicinale.
In altre parole i dati presentati non sono attendibili e soprattutto ne viene fatto un uso distorto, anche perché la segnalazione di una presunta reazione avversa non significa che poi venga necessariamente confermata.
Restando sui dati ufficiali diffusi dall’Agenzia Italiana del Farmaco su 138.199.076 dosi di vaccino anti-Covid somministrate le sospette reazioni avverse sono state 137.899, di queste l’81,8% è stato classificato come “non grave”, con un tasso di 18 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate. Per la precisione 916 segnalazioni gravi hanno avuto esito fatale questo però indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose e dal nesso di causalità. Ergo è presto per dire se ci sia stata un’effettiva correlazione con i vaccini. “Le reazioni avverse gravi correlabili sono rare e nella maggior parte dei casi caratterizzate da sintomatologia simil-influenzale mentre gli eventi avversi di speciale interesse sono molto rari e il tasso di segnalazione è ormai stabile nel tempo”, concludono gli esperti.












