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Dai tagli sulle braccia ai tentativi di suicidio, così la pandemia ha travolto gli adolescenti. Calzolari: ''Nascerà in Trentino un centro ad hoc. L'isolamento campanello d'allarme''

Ad oggi in Trentino non esiste un reparto per i giovani che soffrono di problemi neuropsichiatrici. Entro l'anno, però, dovrebbe nascere il primo centro con personale specializzato per seguire queste situazioni. Il direttore dell'Unità operativa neuropsichiatria infantile territoriale : "La pandemia ha agito come da catalizzatore"

Di G.Fin - 02 April 2022 - 06:01

TRENTO. Il Covid, il lockdown e le tante restrizioni hanno acuito fragilità che esistevano da molto tempo. Una sorta di detonatore che ha portato a fare un balzo in avanti dei disturbi e del disagio psichiatrici tra bambini e adolescenti anche in Trentino.

 

“La pandemia ha agito come da catalizzatore anche perché la neuropsichiatria è da ormai una decina di anni che sta denunciando un aumento delle problematiche adolescenziali dai 12 anni in su. Oggi stiamo vedendo una quantità di psicopatologie a cui vent'anni fa non assistevamo” spiega a ilDolomiti Stefano Calzolari, direttore dell'Unità operativa neuropsichiatria infantile territoriale.

 

C'è chi non mangia, chi non vuole alzarsi dal letto, chi non vuole uscire di casa o uscire dalla propria stanza. Insonnia, disturbi, gesti di autolesionismo fino all'aumento dei tentativi di suicidio. Una situazione che ha travolto tantissimi adolescenti con genitori che si trovano in balia di segnali spesso sottovalutati.

 

“Moltissimi ragazzi dai 12 anni in su – spiega Calzolari – si sono ritirati in casa, hanno lasciato la scuola, l'oratorio, lo sport. Tante ragazze arrivano a farsi dei tagli sulle braccia o altre parti del corpo per tollerare un dolore interno e sostituendolo con quello fisico”.

 

Sono due le differenze che si possono registrare, da un lato le ragazze che assumono in molti casi comportamenti più interiorizzanti come il rinchiudersi in casa e con episodi di autolesionismo e dall'altro lato i ragazzi che di frequente  in queste situazioni hanno comportamenti esternalizzanti diventando, per esempio, più aggressivi. Difficile, però, schematizzare situazioni che possono comunque riguardare sia l'uno che l'altro sesso. Ben più facile, invece, capire le difficoltà che si trovano ad affrontare i genitori che spesso non riconoscono immediatamente i campanelli d'allarme.

 

“Spesso arrivano con una certa latenza – spiega il direttore dell'Unità operativa neuropsichiatria infantile territoriale – perché mamma e papà pensano che siano condizioni transitorie. Pensano magari di accontentare per una o due volte il figlio a non andare a scuola ma non è così”. A preoccupare sono anche i tentativi di suicidio tra i giovanissimi che sono in aumento. Un fenomeno spesso taciuto ma che con il tempo è esploso distruggendo intere famiglie travolte dal dolore.

 

“Oggi per i genitori la cosa importante è quella di accorgersi del ritiro sociale del proprio figlio in tempo. Sono situazioni difficile da individuare  anche perché graduali ma l'attenzione deve essere tenuta alta”.

 

L'ASSISTENZA

Ad oggi in Trentino non esiste un reparto per gli adolescenti che si trovano ad affrontare problemi neuropsichiatrici. “Ci sono dei letti in pediatria” ci spiega il dottore Stefano Calzolari ma non è semplice la convivenza con altri piccoli pazienti che hanno altro genere di patologie. Nelle situazioni più gravi, invece, si ricorre al ricovero psichiatrico fra gli adulti. “Questo ricovero andrebbe evitato, si usa sono in particolari casi e deve essere fatto il minor tempo possibile" chiarisce Calzolari.

 

Ed è proprio su questo versante che entro il 2022, secondo le previsioni, dovrebbe nascere in Trentino il primoCentro crisi” dove gli adolescenti con problemi neuropsichiatrici possono essere seguiti.

 

“La Provincia e l'azienda sanitaria – ha concluso il direttore dell'Unità operativa neuropsichiatria infantile territoriale – stanno investendo verso questa strada e il centro dovrebbe essere realizzato entro un anno. In questo modo sarebbe possibile avere del personale personalizzato nel gestire determinate situazioni che ora perlopiù vengono seguite a livello ambulatoriale”

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