Salute mentale aumentano i ricoveri ed è allarme tra i giovani. In Trentino al via due nuovi centri per adolescenti e adulti. Tonina: “Nessuno deve sentirsi solo”
Il Centro Salute Mentale 24 ore di Arco è una struttura territoriale “a porte aperte”, operativa 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno. Dispone di otto posti letto per l’accoglienza, su base volontaria, di utenti in fase acuta e subacuta. C'è poi il “Centro crisi adolescenti” dedicato a pazienti con problematiche psicopatologiche in fase acuta, di età compresa tra i 12 e i 24 anni, provenienti da tutto il territorio provinciale. La struttura dispone di sei posti letto

TRENTO. Due strutture per offrire risposte immediate a chi affronta problemi di disagio psichico. Un nuovo modello di salute mentale in Trentino, può essere definito in questo modo l'attivazione fra qualche settimana del Centro crisi per adolescenti e il Centro salute mentale sulle 24 ore di Arco. Entrambi sono pensati per accogliere e curare in modo tempestivo, multidisciplinare e vicino al territorio le persone.
Ad oggi in Trentino sono sempre di più i ragazzi che si trovano ad affrontare disturbi psichiatrici. Secondo i dati forniti nei mesi scorsi dalla Provincia, fra le fasce più colpite troviamo quella che va dai 14 ai 35 anni, che ha visto negli ultimi anni un forte aumento. Il servizio psichiatrico provinciale, secondo i numeri forniti dalla Pat, ha registrato un sostanziale aumento del numero di ricoveri. Nel 2021 erano 756, poi passati a 810, fino a raggiungere 1.010 nel 2023. Un aumento che si registra anche nel numero di accessi ai pronto soccorso provinciali per problemi psichiatrici. In questi casi si è passati da 3.958 accessi nel 2021 a 4.544 nel 2023. Un aumento delle richieste di aiuto e di bisogni sempre più complessi che si scontrano con i pochi posti messi a disposizione.
A rispondere a queste richieste di aiuto dovrebbe essere il nuovo modello messo in campo dall'Apss con la Pat. “Una grande sfida innovativa che pone il Trentino all'avanguardia nel trattamento dei disturbi dell'adolescenza, in coerenza con i suggerimenti delle società scientifiche e degli organismi di tutela e promozione della salute nazionali e internazionali” ha spiegato il direttore del Dipartimento di salute mentale, Claudio Agostini.
Il Centro Salute Mentale 24 ore di Arco è una struttura territoriale “a porte aperte”, operativa 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno con un modello organizzativo già applicato al Centro salute mentale di Cles a partire dal 2018. Dispone di otto posti letto per l’accoglienza, su base volontaria, di utenti in fase acuta e subacuta e rappresenta un luogo maggiormente familiare e accogliente rispetto a un reparto ospedaliero. “Il Centro – ha spiegato l'Azienda sanitaria - si propone come obiettivo quello di offrire una risposta del territorio efficace e tempestiva ai bisogni di salute mentale delle persone, evitando ricoveri inappropriati e favorendo la continuità assistenziale”.
C'è poi il “Centro crisi adolescenti” dedicato a pazienti con problematiche psicopatologiche in fase acuta, di età compresa tra i 12 e i 24 anni, provenienti da tutto il territorio provinciale. La struttura dispone di sei posti letto in camere doppie con bagno e una stanza dedicata alla gestione delle crisi acute. L'équipe multidisciplinare del Centro crisi adolescenti è composta da psichiatri, neuropsichiatri, psicologi, assistenti sociali, infermieri, tecnici della riabilitazione psichiatrica, educatori e operatori socio sanitari, figure professionali che lavorano in sinergia per offrire un supporto completo e personalizzato ai pazienti e alle loro famiglie. Il Centro crisi adolescenti lavorerà in stretta sinergia con i servizi territoriali, la scuola, i servizi sociali e le comunità terapeutiche, per garantire una presa in carico globale e integrata dei pazienti.
“L’avvio del Centro crisi per adolescenti e Centro salute mentale sulle 24 ore – ha spiegato l'assessore alla salute Mario Tonina - non sono semplici riorganizzazioni. Sono, al contrario, frutto di una visione condivisa e fondata su evidenze scientifiche e sull’esperienza concreta maturata sul nostro territorio: un’evoluzione significativa nel modo in cui ci prendiamo cura della salute mentale”. Con la delibera 681 del 2022, ha continuato l'assessore “abbiamo posto le basi per un cambiamento culturale e strutturale, affidando all’Azienda provinciale per i servizi sanitari l’obiettivo di rafforzare le risposte di prossimità sul territorio per le acuzie psichiatriche, in particolare in età evolutiva. Oggi, con il Centro crisi adolescenti, vogliamo dire ai nostri ragazzi e alle loro famiglie che non sono soli. Vogliamo creare uno spazio di cura che li accolga, li ascolti, e li accompagni in un percorso di ripresa e consapevolezza, con un approccio multidisciplinare e integrato”.
“Attraverso l’attività dei due centri vogliamo offrire risposte sempre più appropriate e vicine ai bisogni dei cittadini, garantendo percorsi di cura personalizzati e di qualità ai pazienti e alle tante famiglie che si trovano ad affrontare situazioni complesse. È fondamentale, infatti, e la letteratura scientifica ci supporta in questo, che i pazienti ricevano cure in ambienti adeguati alle loro specifiche esigenze, evitando il ricorso a contesti potenzialmente non idonei come i reparti per adulti o pediatrici, che potrebbero compromettere l'efficacia del trattamento e l'esperienza del paziente” ha evidenziato il direttore generale Antonio Ferro.
Particolare attenzione, visto anche l'aumento delle richieste di aiuto, è dato al Centro crisi adolescenti che rappresenta, ha spiegato Elena Bravi, direttrice l'Integrazione socio sanitaria, “una risposta concreta e appropriata all'aumento del disagio psichico acuto tra gli adolescenti. Un centro che offre ai nostri giovani e alle loro famiglie un luogo di accoglienza e cura specializzato e multidisciplinare, sul territorio, in grado di gestire la crisi e favorire il miglior recupero possibile, in un'età in cui è ancora tutto possibile. Un centro che sia anche precursore della riabilitazione dove i ragazzi possano essere accompagnati in un percorso nel superamento della crisi. Un progetto di comunità, per prendersi carico degli adolescenti per poi accompagnarli nella ripresa attraverso la filiera del sostegno che già nella nostra provincia esiste”.













