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Trento
08 marzo | 06:00

Emergenza salute mentale in Trentino: +33% di ricoveri psichiatrici in tre anni, pochi posti letto e mancano professionisti. Zanella: "C'è una pianificazione sbagliata". Ecco i dati

Il servizio psichiatrico provinciale, secondo i numeri forniti dalla Pat, ha registrato un sostanziale aumento del numero di ricoveri. Nel 2021 erano 756, poi passati a 810, fino a raggiungere 1.010 nel 2023. Un aumento che si registra anche nel numero di accessi ai pronto soccorso. L’eliminazione dei 16 posti letto ospedalieri di Arco e la sostituzione con 6 posti letto al Centro crisi adolescenti e 8 posti per il Centro di salute mentale aperto 24 ore su 24 non sembrano risolvere la criticità

Emergenza salute mentale in Trentino: +33% di ricoveri psichiatrici in tre anni, pochi posti letto e mancano professionisti

TRENTOAumentano le persone che hanno problemi psichiatrici in Trentino e, quindi, la pressione sui servizi di salute mentale. Calano, però, i posti e il personale non è sufficiente. “Siamo davanti a una pianificazione della sanità che fa il contrario di quanto dovrebbe fare” sono sono le parole del consigliere provinciale del Partito Democratico, Paolo Zanella, commentando alcuni dati arrivati dalla Pat in risposta a un’interrogazione da lui fatta sulla situazione dei servizi di psichiatria presenti sul territorio (QUI IL DOCUMENTO).

 

La carenza di personale rimane ancora uno dei problemi più critici. “Mancano specialisti psichiatri un po’ in tutte le articolazioni del Dipartimento transmurale di Salute mentale: a settembre 2023 veniva dato come carente il 20% del personale della salute mentale, mentre la scorsa primavera, sebbene la situazione nel Distretto Sud non venisse data come critica, la situazione del Distretto Nord appariva più complessa, con 17 medici presenti su 22, ma con assunzioni all’orizzonte; nel Distretto Est mancavano 3 medici su 14, con un’assunzione in previsione” ha spiegato Zanella. Anche i neuropsichiatri infantili sono in numero ridotto per far fronte ai bisogni esplosi negli ultimi anni, “con liste d’attesa con tempi per la prima visita inaccettabili”. Dall'Unità Operativa di psichiatria a quella delle dipendenze, passando per la sanità carceraria e la neuropsichiatria infantile, la dotazione effettiva è inferiore. Basta pensare che per l'Unità operativa di psichiatria il personale teorico dovrebbe essere 386 quello effettivo, però, è di 80 professionisti in meno e si ferma a 306.

Per quanto concerne gli utenti, sono sempre di più i ragazzi che si trovano ad affrontare disturbi psichiatrici. Fra le fasce più colpite troviamo quella che va dai 14 ai 35 anni, che ha visto negli ultimi anni un forte aumento.

Il servizio psichiatrico provinciale, secondo i numeri forniti dalla Pat, ha registrato un sostanziale aumento del numero di ricoveri. Nel 2021 erano 756, poi passati a 810, fino a raggiungere 1.010 nel 2023. Un aumento che si registra anche nel numero di accessi ai pronto soccorso provinciali per problemi psichiatrici. In questi casi si è passati da 3.958 accessi nel 2021 a 4.544 nel 2023. Un aumento delle richieste di aiuto e di bisogni sempre più complessi che si scontrano con i pochi posti messi a disposizione.

"È incredibile e assai grave, per la presa in carico dei pazienti con patologie psichiatriche acute, che a fronte dell'aumento del 33% in due anni dei ricoveri nei servizi psichiatrici trentini – spiega Zanella – si taglino 16 posti letto di Spdc ad Arco, esattamente il 34% del contingente totale".

 

Il progetto a cui si fa riferimento riguarda l’eliminazione dei 16 posti letto ospedalieri di Arco e la sostituzione con 6 posti letto al Centro crisi adolescenti e 8 posti per il Centro di salute mentale aperto 24 ore su 24. Su questo punto, la Pat ha voluto evidenziare che “entrambe le strutture si faranno carico dei pazienti che oggi vengono accolti nei centri del servizio psichiatrico provinciale: gli 8 posti del Centro 24 ore di Arco saranno dedicati all’ambito Sud, i 6 posti del Centro Crisi Adolescenti saranno dedicati all’intero territorio”.

 

Parole a cui risponde Zanella. “I posti letto presenti nel centro di salute mentale 24h che verranno aperti ad Arco – spiega – possono gestire una casistica che non coincide, se non in parte, con quella dell'acuzie ricoverata in Spdc. Davvero pare che chi pianifica non parta dai dati sui bisogni – che sono chiarissimi e descrivono un aumento dei problemi di salute mentale – ma dai dati sulla carenza di personale: manca il personale e allora depotenzio i servizi che ne assorbono di più. Attendiamo a breve l'apertura delle cliniche private per la salute mentale in Alto Garda, con buona pace di chi non ha i soldi per curarsi”.

 

 

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