Disturbi alimentari: aumentano i casi in Trentino, +40% in pochi anni. Tra gli uomini cresce l'allarme vigoressia. L'esperto: "Seguiamo anche bambini di 10 anni"
Sono oltre 400 le persone seguite ad oggi dal Centro per i Disturbi Alimentari di Trento. Non solo anoressia e bulimia ma anche vigoressia che si sta sempre più diffondendo fra gli uomini. "Non è una questione di bellezza, ma di controllo" ha spiegato a il Dolomiti il dottor Aldo Genovese. Dieci anni fa i casi maschili erano davvero pochi mentre oggi rappresentano il 7-10% delle diagnosi

TRENTO. Sono in aumento le persone che si trovano ad affrontare disturbi di tipo alimentare. Giovanissimi e uomini sono sempre più in difficoltà e accanto all'anoressia e alla bulimia, a preoccupare oggi è anche la vigoressia.
L’allarme arriva dal Centro per i Disturbi Alimentari di Trento, dove oggi si seguono pazienti persino di 10 anni.
Un dato che fa tremare i polsi, e non è un'eccezione locale: è una tendenza che si sta consolidando a livello nazionale e internazionale. Gli uomini, purtroppo, stanno diventando protagonisti di questo dramma: dieci anni fa i casi maschili erano davvero pochi mentre oggi rappresentano il 7-10% delle diagnosi.
A crescere sono i casi di vigoressia, una forma di ossessione per il corpo muscoloso, che spinge molti giovani a passare ore in palestra e a rifiutare ogni forma di grasso.
In generale possiamo dire che le richieste di aiuto in Trentino sono aumentate del 30-40%. "Non è una questione di bellezza, ma di controllo" ha spiegato a il Dolomiti il dottor Aldo Genovese del Centro per i disturbi del comportamento alimentare di Trento.
Dottor Genovese, per quanto riguarda i disturbi alimentari oggi ci troviamo davanti ad un esordio sempre più precoce?
Ad oggi la fascia di età più colpita dai disturbi alimentari, parliamo prevalentemente di anoressia e bulimia nervosa, va dai 12 ai 25 anni. Qui abbiamo l'incidenza maggiore, attualmente circa il 30% degli utenti e delle richieste che abbiamo sono al di sotto dei 14 anni. Ma abbiamo alcuni casi anche a 10 anni. E' una tendenza che è rilevata sia a livello nazionale che internazionale.
I disturbi che oggi si devono affrontare sono molti ma qual è la problematica più diffusa tra i giovani?
Sicuramente l'anoressia nervosa. Questa, soprattutto, nella fascia giovanile. Ma c'è anche la bulimia. Sono disturbi complessi che coinvolgono contemporaneamente sia il corpo che la mente. C'è un interessamento del corpo molto importante ma anche un interessamento dal punto di vista psichico.
E come si affronta una situazione del genere?
Il trattamento che è consigliato a livello internazionale e che noi adottiamo è quello multidisciplinare integrato. All'interno dell'equipe devono essere presenti sia persone con competenze sulla valutazione dello stato nutrizionale, ma anche con competenze che riguardano l'aspetto psicologico come lo psicoterapeuta o lo psichiatra. Non secondari sono poi i tecnici di riabilitazione psichiatrica e gli infermieri.
Quante sono le persone che state seguendo in questo momento come Centro per i disturbi dell'alimentazione?
Ci stiamo occupando di oltre 400 pazienti, di cui oltre un terzo sono minori al di sotto dei 18 anni.
Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di aiuto che ci sono arrivate?
A partire da subito dopo il Covid abbiamo registrato un aumento del 30% - 40%. Questo aumento ora sembra essersi stabilizzato ma c'è sicuramente un'onda lunga della pandemia che non riguarda solo il disturbo alimentare ma la salute mentale.
Sono sempre di più, purtroppo, i giovani che si trovano a fare i conti con questi disturbi alimentari. Ci sono nuove tendenze di cui preoccuparsi?
Dobbiamo precisare che questi disturbi, l'anoressia o la bulimia, non sono collegati alla ricerca della bellezza. Ma sono prevalentemente collegati alla ricerca del controllo del proprio corpo e del cibo. In un adolescente il corpo ha una definizione importante sull'identità della persona.
E' vero che i disturbi del comportamento alimentare riguardano sempre di più gli uomini?
Certamente, stiamo assistendo ad un aumento di casi maschili che fino a 10 anni non vedevamo. Attualmente i maschi sono il 7% – 10% dei casi seguiti in generale.
E quali sono le case in questi casi?
Variano. Concorrono diversi fattori che contemporaneamente possono incidere nell'esordio di un disturbo. Anche il maschi oggi è molto coinvolto nelle problematiche del corpo che ha una funzione identitaria importante.
Quale forma di disturbo del comportamento alimentare viene ritrovata nell'uomo?
Ci sono i casi di vigoressia. Si ha quando la persona si percepisce molto gracide e va alla ricerca di costruzione di masse muscolari. Si va in palestra e si cercano muscoli senza alcun tipo di grasso. Una sorta di ossessione psicologica per la forma fisica. Sono disturbi che si fondano sullo stesso principio dell'anoressia che è l'alterazione della percezione del corpo.
Ci sono dei campanelli d'allarme su cui porre attenzione?
Soprattutto all'esordio non c'è una consapevolezza del problema ed è importante al di là del sintomo alimentare lavorare in termini multidisciplinari e quindi a livello psicologico. I campanelli d'allarme ci sono. Possono esserci dal punto di vista fisico come per esempio quando si cambia in modo rapido o progressivo il modo di alimentarsi riducendo o togliendo categorie di alimenti provocando un calo importante del peso. Ma ci possono essere anche cambiamenti dal punto di vista comportamentale, i livelli di eccitazione, il nervosismo, la tristezza, i disturbi al sonno. Tutti questi comportamenti sono determinati da uno stato di sofferenza interno molto importante che possono avere origini dalla storia personale, da eventi traumatici o eventi di bullismo.
Il Centro per i disturbi alimentari come è organizzato sul territorio?
Il centro di Trento è di riferimento provinciali per tutto il territorio e si riferisce al Dipartimento transmurale di salute mentale. Transmurale di salute mentale. In questo momento ci sono diverse persone in fase di pensionamento. Sarà importante aggiungere e rimodulare l'intero sistema.


















