Disturbi alimentari e adolescenza: la sfida delle nuove generazioni tra social media, educazione emotiva e prevenzione
Sono circa 3 milioni e mezzo in Italia le persone che soffrono di disturbi alimentari, con una preoccupante tendenza di abbassamento d'età anche nei bambini sotto i 12 anni. Sebbene le sfide per gli adolescenti siano simili a quelle di decenni fa, il mondo digitale gioca un ruolo cruciale. I social media, da una parte, offrono agli adolescenti la possibilità di costruire un’immagine di sé e di relazionarsi con gli altri, ma dall’altra espongono i ragazzi a un'ulteriore pressione sociale

TRENTO. In Italia, sono circa 3 milioni e mezzo le persone che soffrono di disturbi alimentari, pari al 6% della popolazione, una cifra che probabilmente è ancora sottostimata poiché si riferisce esclusivamente a coloro che hanno ricevuto una diagnosi formale. Inoltre, i dati mostrano una preoccupante tendenza: l’insorgenza di questi disturbi si sta abbassando, con casi che colpiscono anche bambini sotto i 12 anni.
Sebbene i disturbi alimentari siano ancora spesso associati al mondo femminile, il fenomeno sta coinvolgendo sempre più anche i maschi, seppur con modalità differenti.
La causa di tali disturbi è di natura multifattoriale, derivante da un intreccio di fattori psicologici, biologici e socioculturali. Tra le principali cause di rischio possono esserci una bassa autostima, l’insicurezza, il perfezionismo e difficoltà nella regolazione emotiva. Inoltre un ambiente culturale come quello dei social, promuove ideali di magrezza e perfezione che giocano un ruolo fondamentale. I ragazzi, infatti, sono continuamente bombardati da immagini e modelli idealizzati, rinforzati da algoritmi che promuovono determinate immagini fisiche come desiderabili.
Ne abbiamo parlato con Lorenza Gabrielli, psicologa e psicoterapeuta, che a Cavalese aiuta le ragazzi e famiglie a gestire meglio le proprie emozioni come rabbia e paura, dando regole mirate per prevenire l’insorgenza di questi disturbi. La nascita di “SpazioAscolto – Disturbi Alimentari e Obesità” infatti, è uno sportello di ascolto e orientamento per le persone che soffrono di questi disturbi, che una volta al mese, offre uno spazio di aiuto per essere poi indirizzati verso un percorso di supporto e cura in centri specializzati.
“Solitamente i disturbi alimentari insorgono nella fase della preadolescenza e dell’adolescenza, che è un periodo di sviluppo molto sensibile e vulnerabile per il benessere emotivo – spiega la dottoressa Gabrielli - perché ci sono tantissimi cambiamenti a livello celebrale, emotivo, corporeo e i ragazzi devono arrivare a costruire la propria identità”.
Sebbene le sfide per gli adolescenti siano simili a quelle di decenni fa, il mondo digitale gioca un ruolo cruciale. I social media, da una parte, offrono agli adolescenti la possibilità di costruire un’immagine di sé e di relazionarsi con gli altri, ma dall’altra espongono i ragazzi a un'ulteriore pressione sociale. Molto spesso, la preoccupazione di "compiacere" gli altri (per esempio, mostrando un corpo conforme agli standard di bellezza) prevale sui valori personali, spingendo i giovani ad adattarsi a modelli irrealistici che possono danneggiare la loro autostima.
“In adolescenza il corpo diventa lo strumento principale di espressione dell’identità e quindi diventa anche un modo dove vengono espresse le emozioni – precisa la psicologa – e i qui i sociali subentrano perché da una parte diventano una vetrina importante dove un ragazzo può raccontare di sé, scegliere come apparire, creare relazioni e confrontarsi con gli altri, ma c’è anche il rovescio della medaglia, perché da una parte portano a focalizzare questi ragazzi su quello che possono aspettarsi gli altri, perdendo di vista i valori personali e del benessere del singolo individuo”.
A fronte di questa realtà, la scuola può diventare un importante osservatorio e punto di partenza per una vera prevenzione. Sebbene molte scuole stiano già attivando percorsi di sensibilizzazione, c’è un bisogno crescente di integrare l'educazione emotiva e relazionale nei programmi scolastici, affinché gli adolescenti possano sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e imparare a gestirle in modo sano. La capacità di riconoscere e gestire i conflitti, ma anche di capire le proprie emozioni e quelle degli altri, è fondamentale per il benessere psico-sociale dei giovani.
“C’è sempre un origine multifattoriale, con tante storie di vita diverse – aggiunge Gabrielli- come l’insicurezza, le esperienze negative soprattutto nel periodo delle medie, con commenti da parte dei compagni, bullismo, e il pensiero di non essere adeguati che viene confermato dall’esterno, oppure un’alta conflittualità in famiglia ed esperienze difficili di rapporti relazionali tra adulti e coetanei”.
Infine la psicoterapeuta Gabrielli, sottolinea che la principale criticità per i residenti delle zone periferiche è la difficoltà di accedere ai servizi a Trento, soprattutto per trattamenti che richiedono un impegno a lungo termine: "Se i servizi fossero distribuiti in modo più capillare sul territorio, si potrebbero raggiungere molte più famiglie”.
Il rafforzamento della rete di supporto psicologico, l’educazione emotiva nelle scuole e una maggiore consapevolezza sui rischi dei social media sono passi fondamentali per affrontare e prevenire i disturbi alimentari, favorendo una crescita sana e consapevole delle nuove generazioni. Il modo migliore per combattere questi disturbi è quello di partire dai luoghi più frequentati dai ragazzi e dove passano la maggior parte del tempo: le scuole. Proprio in questo ambiente è necessario quindi, aiutare a costruire un ambiente di consapevolezza ed empatia, insegnando fin da giovani il valore della salute mentale e fisica.














