Ragazzine ossessionate dalla skincare delle influencer su TikTok, la "cosmeticoressia" nel mirino dell'Antitrust: avviate istruttorie contro Sephora e Lvmh
Le società non avrebbero indicato in modo corretto che i cosmetici venduti non sono destinati a bambini e adolescenti, ma ne avrebbero anzi favorito l’acquisto attraverso strategie di marketing occulto coinvolgendo giovani micro-influencer sui social

TRENTO. In tempi difficili occorrono nuove parole per nuovi fenomeni: "cosmeticoressia" per esempio è un termine che da un paio d'anni è utile per riferirsi alla nuova e sempre più radicata tendenza di adolescenti e vere e proprie bambine ossessionate dai prodotti di bellezza e dalla skin care, la cura della propria pelle.
Un preoccupante fenomeno che, non sorprenderà, trova nel web la sua genesi e il suo carburante: stuoli di piccole e grandi "influencer" abitano piattaforme come TikTok e Instagram coinvolgendo centinaia di migliaia di follower nei propri complessi rituali di cura e di bellezza, il tutto naturalmente utilizzando una lunga serie di prodotti ben identificati da pubblicizzare in maniera più o meno palese, più o meno correttamente.
Ma dopo il web c'è la realtà, e soprattutto c'è il business: secondo alcune ricerche di marketing a spiegare il vertiginoso aumento delle vendite di cosmetici c'è proprio questo fenomeno di ragazzine (in particolare nate dopo il 2010) che si fanno comprare dai genitori o si acquistano da sole questi prodotti, per poi emulare con compulsiva precisione quanto visto sui social dalle proprie influencer di riferimento.
Inutile dire che in pieno allarme non ci sono solo i dermatologi, preoccupati per la pericolosità nell'uso di prodotti spesso non adatti alla pelle delle più giovani, ma anche degli psicologi, che temono che con il tempo questi comportamenti possano trasformarsi in possibili disturbi, per esempio l'eccessiva preoccupazione per un difetto fisico non presente o solo leggermente osservabile o per la propria immagine corporea in generale.
L'INTERVENTO DELL'ANTITRUST.
La cosmeticoressia ora è finita al centro di un'indagine dell'Antitrust: l'Agcm ha infatti comunicato che sono state avviate istruttorie nei confronti di Sephora, Benefit Cosmetics e Lvmh Profumi e Cosmetici Italia. Si tratta di alcuni dei più grandi colossi internazionali del mercato della cosmesi.
Secondo l’Autorità, le società non avrebbero indicato in modo corretto che i cosmetici venduti da Sephora e Benefit Cosmetics non sono destinati a bambini e adolescenti e, anzi, ne avrebbero favorito l’acquisto attraverso strategie di marketing occulto, coinvolgendo giovani micro-influencer.
"L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - si legge - ha avviato due istruttorie, una nei confronti di Sephora Italia S.r.l., l’altra nei confronti di Benefit Cosmetics Llc, Sephora Italia S.r.l. e Lvmh Profumi e Cosmetici Italia S.r.l. per possibili pratiche commerciali scorrette relative all’uso precoce di cosmetici per adulti da parte di bambini e adolescenti (anche di età inferiore a 10/12 anni), favorendo acquisti compulsivi di maschere viso, sieri e creme anti-age".
Alla base dell’avvio dell’istruttoria ci sono "l’omissione o l’ingannevolezza, anche sul web e presso i negozi Sephora, di informazioni rilevanti - quali avvertenze e precauzioni su cosmetici non destinati o testati su minori - in particolare per le linee Sephora Collection e Benefit Cosmetics. L’uso inconsapevole, frequente e combinato di una vasta gamma di cosmetici da parte di minori potrebbe avere effetti anche dannosi sulla loro salute".
Le società, inoltre, avrebbero adottato una "strategia di marketing particolarmente insidiosa, coinvolgendo giovanissime micro-influencer che esorterebbero i giovani, soggetti particolarmente vulnerabili, all’acquisto compulsivo di cosmetici".
Giovedì, il 26 marzo, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle aziende con l’ausilio del nucleo speciale antitrust della guardia di finanza.












