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| 24 lug 2022 | 07:10

Dopo gli infermieri ora mancano gli Oss. Upipa: ''Non riusciamo a trovarne''. Poche iscrizioni ai corsi, Brugnolli: ''Un impegno forte, i giovani scelgono altre strade''

Le iscrizioni ai nuovi corsi per Operatore socio sanitario chiuderanno a fine mese ma per il momento le iscrizioni sono poche. Upipa: "Negli anni scorsi con gli Oss non avevamo mai avuto problemi a trovare anche operatori esterni, temporanei, per sopperire le assenze estive. Quest'anno, però, la situazione è cambiata"

Dopo gli infermieri ora mancano gli Oss

TRENTO. Svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dei bisogni di base delle persone fragili, di tutti quelli che si trovano in difficoltà e che  hanno patito una perdita di autonomia e necessitano dunque di essere supportate. Stiamo parlando degli Operatori Socio Sanitari spesso chiamati solo Oss. Una figura che con il passare degli anni è sempre più ricercata e purtroppo anche in Trentino è diventato ormai difficilissimo trovarla

 

Lo confermano le Rsa che si trovano a fare i conti non solo con la carenza del personale infermieristico ma anche di queste importanti figure. Un problema destinato ad aggravarsi con il passare del tempo se si pensa che il corso lanciato dall'Azienda sanitaria per Oss nelle sedi di Rovereto e Ziano di Fiemme (le cui iscrizioni scadono il 29 luglio) sta registrando purtroppo poche iscrizioni rispetto ai posti a disposizione.  

 

“Si sta riproponendo una situazione parallela a quella vista con gli infermieri” ci spiega la presidente di Upipa Michela Chiogna. “Negli anni scorsi con gli Oss non avevamo mai avuto problemi a trovare anche operatori esterni, temporanei, magari per sopperire alle assenze nel periodo estivo. Quest'anno, però, la situazione sembra essere proprio cambiata perché non ce ne sono. Tutto questo ci fa guardare con grossa preoccupazione alle poche iscrizioni ai corsi”. 

 

I compiti che vengono attribuiti ad un operatore socio sanitario sono molti e sono tutti importanti. Oltre all'aiuto ai pazienti totalmente o parzialmente dipendenti nelle attività di vita quotidiane, nell'ambito dell'igiene,  svolgono anche il ruolo di supporto per l'assunzione della corretta terapia, possono rilevate i parametri vitali, aiutare nel trasporto di materiale biologico, effettuare piccoli interventi di primo soccorso. Sono fondamentali anche nell'ambito socio – sanitario e tanto altro.  

 

“La necessità di queste figure – spiega a il Dolomiti Michela Chiogna -  è presente e sarebbe miope pensare di stare tranquilli con una situazione come quella che si sta verificando in questi mesi”. 

 

Poche iscrizioni al corsi 

Al momento sono aperte le iscrizioni per i corsi che verranno fatti a Rovereto e Ziano di Fiemme. Ad inizio anno l'azienda sanitaria aveva provveduto ad organizzare incontri a Trento e a Tione e a settembre saranno invece promossi anche a Cles e in altre sedi. 
 

I momenti di formazione, insomma, non mancano. Le iscrizioni, però, sono poche e non riescono a soddisfare purtroppo tutte le richieste che arrivano dal territorio. 

Quella dell'operatore socio sanitario è una figura strategica sia nelle Rsa ma anche nelle cure domiciliari, nelle cooperative e anche nelle scuole. Ormai non è più una esclusiva dell'ospedale e la formazione non è più ospedaliero – centrica ma verte sui bisogni di salute e socio sanitari che possono avere le persone nei vari contesti di vita” ci spiega la dottoressa Anna Brugnolli, responsabile  del Polo delle Professioni Sanitarie di Trento. 

 

Dottoressa Brugnolli, l'operatore socio sanitario è una figura importante. Quante richieste arrivano dal territorio?
Possiamo dire che sono molti ad averne di bisogno. Il tasso di occupazione per un operatore è altissimo. Noi ne stiamo qualificando molti e con il passare degli anni abbiamo anche creato un modello di formazione più flessibile. 

 

Ma secondo lei per quale motivo le iscrizioni a questi corsi stentano a decollare?
Su questo aspetto va fatta una analisi più ampia guardando a quanto le professioni della salute sono oggi attrattive per i giovani. 

 

Cosa intende?
Sicuramente in alcune comunità della nostra provincia ci sono altre attrattività che attirano l'attenzione delle fasce giovanili. Ma non possiamo dimenticare che l'Oss è una di quelle professioni che danno tantissimo in termini di soddisfazione personale perché ti consente di entrare in una relazione con l'altro, avere un contatto umano. 

 

Perché l'impegno richiesto  è tanto. 
Si è un ruolo impegnativo. A partire dagli orari perché la Salute e i bisogni in questo ambito ci sono anche il sabato e la domenica.  Un impegno forte che può portare alcuni a scegliere altre strade. Ma c'è poi anche un altro elemento importante da tenere in considerazione. 

 

Quale?
Il calo demografico. Questo fa diminuire il bacino sui cui noi tendiamo per la formazione dei nuovi operatori. L'altra faccia della medaglia è invece l'aumento di chi ne ha bisogno. 

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