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Trento
02 giugno | 06:00

Ortopedia in Trentino, mancano medici e servono concorsi. L’incubo di un'estate tra aumento degli infortuni e carenza personale, Cortese: “Difficile non usare i gettonisti”

Da Tione a Borgo, nei reparti di Ortopedia rimane alta l'attenzione per quanto riguarda la mancanza di personale. L'azienda Sanitaria ha pubblicato un bando per i professionisti interni che vogliono svolgere prestazioni orarie aggiuntive negli ospedali periferici. L'estate è alle porte e in vista di un aumento degli interventi a crescere è anche la preoccupazione. Fondamentali rimangono i gettonisti: "Per quanto possa essere positiva la risposta interna per sostenere le ortopedie di valle, ad oggi non credo riusciremo a coprire tutto"

Ortopedia in Trentino, mancano medici e servono concorsi

TRENTO. Concorsi che si fanno attendere e picchi estivi di interventi che rischiano di mandare ulteriormente sotto pressione un settore che sta già mettendo in campo tutte le forze disponibili. Nonostante i tentativi della Provincia, non utilizzare i gettonisti sembra ormai impossibile per sopravvivere nelle sedi ospedaliere periferiche, sempre purtroppo poco attrattive per i giovani medici.

 

Stiamo parlando dell'Ortopedia trentina, che si vede davanti un'estate, dove notoriamente le richieste di intervento sono molto elevate, e che rischia di trasformarsi in una corsa a ostacoli per garantire le prestazioni essenziali, soprattutto in pronto soccorso e ambulatorio.

 

“Tra dicembre e marzo abbiamo esaurito la graduatoria dell'ultimo concorso e sono state effettuate 5 assunzioni, una a Cles, una a Cavalese, due a Trento e una a Rovereto. Rimane vuoto un posto nella struttura di Cles rispetto all'organico deciso e purtroppo ci troviamo a fare i conti con due dimissioni di professionisti avvenute a Tione. Per queste carenze bisogna attendere un nuovo concorso”, spiega a il Dolomiti Fabrizio Cortese, direttore del Dipartimento di Ortopedia dell'Apss.

 

La necessità di un potenziamento viene sentita a Borgo Valsugana, dove nella struttura lavorano solo tre professionisti e servirebbe un ampliamento dell'organico. Ad Arco, dove la copertura al momento viene fatta dal personale di Rovereto, si attende nuovo personale nell'ottica dell'inizio della chirurgia ortopedica robotica.

 

Le ortopedie sul territorio, sia d'inverno che d'estate, sono spesso sotto pressione a causa dell'elevato numero di interventi, che riguardano anche infortuni in cui sono coinvolti turisti presenti sul nostro territorio. “Chiaramente è inutile nasconderci – spiega il dottore – che è più semplice trovare un candidato per l'ortopedia di Trento e Rovereto rispetto alle sedi periferiche”. Il costo della vita, la distanza dalla città, la mancanza di servizi o la scarsa attrattività del territorio sono tutti elementi che ancora oggi pesano nelle scelte che i giovani professionisti fanno.

 

Per far fronte a queste difficoltà e affrontare il periodo estivo (carenza di personale e personale in ferie), l'Azienda Sanitaria, come già fatto per altri dipartimenti, ha pubblicato “un bando di ricognizione interna”, un avviso per l’acquisizione di disponibilità da parte di dirigenti medici dell’Apss, titolari di un contratto di lavoro a tempo, per lo svolgimento di prestazioni orarie aggiuntive al fine di potenziare l’ambulatorio ortopedico-traumatologico dei Pronto Soccorso degli ospedali di valle a partire dal 1° giugno 2025 e fino al prossimo 30 settembre 2025. L’attività incentivata deve essere svolta oltre l’orario di lavoro e la retribuzione avrà una tariffa oraria di 100 euro.

 

“Nei periodi di maggiore afflusso turistico, in estate e in inverno – spiega Fabrizio Cortese, direttore del Dipartimento di Ortopedia dell'Apss – per garantire le prestazioni, generalmente ambulatoriali e di pronto soccorso, tradizionalmente c'è sempre un ricorso a specialisti esterni, soprattutto a Tione, a Cles e Cavalese. Non saremmo in grado di coprire con le risorse interne tutte queste attività”.

 

Il tentativo dell'Apss è stato quindi quello di sostituire i gettonisti con il personale interno. Difficilmente, però, riuscirà ad ottenere questo obiettivo. “Dovremo mantenere – continua Cortese – una quota parte di prestazioni svolte da liberi professionisti. Per quanto possa essere positiva la risposta interna per sostenere le ortopedie di valle, ad oggi non credo riusciremo a coprire tutto. Stiamo parlando di un periodo che va da giugno a settembre, un numero importante di turni. Non credo proprio che si possa fare senza gettonisti”.

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