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Trento
30 novembre | 13:02

Senza casa, ambulatori costosi e carichi di lavoro insostenibili, il Trentino non attrae i medici. De Pretis: “Il problema esiste. Servono interventi, è tutto troppo oneroso”

La bassa attrattività, purtroppo, ha lasciato intere comunità sguarnite di un medico. Un problema se consideriamo che l'assistenza sanitaria territoriale dovrebbe rappresentare un perno per la sanità del futuro

Senza casa, ambulatori costosi e carichi di lavoro insostenibili, il Trentino non attrae i medici

TRENTO. Case introvabili, studi costosissimi. L'attrattività sul territorio dei medici, purtroppo, si sconta sempre più spesso con difficoltà che negli ultimi anni sono aumentate. Non solo ci troviamo a fare i conti con pochi professionisti, ma spesso quei pochi non hanno vita facile.

 

La difficoltà di trovare un alloggio è sicuramente uno dei problemi che ci troviamo davanti – ci spiega il presidente dell'Ordine dei Medici, Giovanni De Pretis. Affitti alti, locali utilizzati solo ed unicamente per affitti turistici: nelle valli del Trentino lavorare diventa oneroso.

 

“Bisogna pensare – ci spiega De Pretis – che il medico di medicina generale ha bisogno anche di trovare un ambulatorio e diventa tutto molto costoso”. Difficoltà che fino ad oggi il mondo della politica, la Provincia, l'Azienda sanitaria non sembrano essere riusciti ad affrontare.

 

Soprattutto nei paesi turistici, dove gli appartamenti a lungo termine sono un miraggio, giovani medici e specializzandi rinunciano ancor prima di iniziare.

 

A inizio novembre l'Apss ha pubblicato un bando per la copertura di 24 posti vacanti per medici di medicina generale in tutte le zone carenti del Trentino. I posti che si intendono coprire sono quattro per la zona di Trento e altrettanti per la Vallagarina, tre posti ciascuna per le zone dell’Alto Garda, della Val di Non e dell’Alta Valsugana e, infine, due posti per la Rotaliana, Paganella e Cembra e altrettanti per il Primiero.

 

La bassa attrattività, purtroppo, ha lasciato intere comunità sguarnite di un medico. Un problema se consideriamo che l'assistenza sanitaria territoriale dovrebbe rappresentare un perno per la sanità del futuro.

 

“Oggi – ci spiega ancora il presidente dell'Ordine dei Medici – stiamo vivendo principalmente due carenze a livello nazionale e anche in Trentino. Mancano professionisti per la medicina d'urgenza e la medicina generale e difficilmente riusciremo a risolvere questi problemi a breve”.
 

Da qui la necessità di mettere in campo tutte le azioni possibili visto che il prossimo anno la situazione potrebbe addirittura peggiorare con i pensionamenti. “Tutto quello che spinge il medico a scegliere queste due strade deve essere fatto” spiega De Pretis.

 

“Per capire meglio la situazione basta sapere che mediamente – continua – per la medicina d'urgenza abbiamo in Italia il 50% delle borse disponibili che non vengono assegnate. E accanto a questo abbiamo quasi il 20% dei medici che scelgono questa specialità che poi cambiano”.

 

Tutto quello che si riesce fare per invogliare sarebbe importante. “Servono accordi con i comuni per gli alloggi ma occorrere anche arrivare a ridurre un carico burocratico per i medici che oggi è diventato davvero impressionante” conclude Giovanni De Pretis.  

 

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