Contenuto sponsorizzato
Trento
03 agosto | 18:54

Pronto soccorso e punti nascita sotto pressione, nonostante soldi e promesse i reparti si reggono (ancora) sui gettonisti. Tonina: "Non riusciamo a trovare personale"

Nemmeno gli interventi messi in campo dall'assessorato sembrano aver portato particolari benefici. La ricerca di personale interno con il riconoscimento di prestazioni a pagamento è stata al di sotto delle attese. Ci sono i soldi, ma mancano le persone. L'assessore a il Dolomiti: “Con la firma a settembre dei tre contratti da parte dei sindacati dei medici ospedalieri, arriveranno nuove risorse e incentivi all’attrattività. Nessuno potrà dire che la politica non ha considerato anche l’aspetto economico”

Pronto soccorso e punti nascita sotto pressione, nonostante soldi e promesse i reparti si reggono (ancora) sui gettonisti

TRENTO. “Nei Pronto soccorso non ci vuole andare nessuno a lavorare. Non riusciamo a trovare personale”. L'assessore alla Salute, Mario Tonina, lo ripete. Nonostante i diversi interventi messi in campo dalla Provincia nell'ultimo anno, la situazione non cambia. I pronto soccorso presenti sul territorio sono sotto pressione perché manca personale, e chi è rimasto è costretto a fare dei turni davvero pesanti. Ma nella stessa situazione si trovano anche i punti nascita periferici, da Cles a Cavalese.

 

Una crisi che mostra un sistema che fatica a reggere. Già lo scorso settembre, la carenza di personale specialistico e il fatto che alcuni dei liberi professionisti avevano raggiunto il "tetto retributivo” di 240 mila euro all'anno avevano portato l'Azienda sanitaria a rivolgersi per la prima volta a una cooperativa di gettonisti (QUI L'ARTICOLO). “Una situazione che era andata avanti per un breve periodo e poi non erano state più usate cooperative”, spiega l'assessore Tonina, che sottolinea, comunque, come ancora oggi l'uso dei gettonisti sia ancora diffuso in diverse strutture sanitarie.

 

Dai punti nascita ai pronto soccorso, ma anche per il personale medico che opera in carcere e nel nuovo centro di Salute Mentale. I gettonisti rappresentano oggi un elemento fondamentale senza il quale difficilmente si potrebbero tenere aperti alcuni servizi.

 

Fortunatamente, come confermato da Tonina, in Trentino non ci sono in questo momento cooperative di gettonisti. Non coinvolge, per ora, il nostro territorio, quindi, lo stop al rinnovo dei contratti dei medici cosiddetti 'gettonisti' che fanno capo a cooperative e che vengono impiegati nei reparti. Un blocco che sta, invece, mettendo seria preoccupazione le strutture sanitarie delle altre regioni.

 

Se da un lato questa è una notizia positiva, dall'altro, purtroppo, è bene sapere che i liberi professionisti a gettone in questi mesi hanno continuato a lavorare in Trentino, nonostante l'impegno della Provincia di ridurne l'uso. Questo era stato uno dei compiti affidati al dirigente Antonio D'Urso, che però nelle scorse settimane ha preferito fare le valigie e trasferirsi a Perugia.

 

Nemmeno gli interventi messi in campo dall'assessorato sembrano aver portato particolari benefici. La ricerca di personale interno con il riconoscimento di prestazioni a pagamento è stata al di sotto delle attese. “Con gli stanziamenti fatti – spiega Tonina – in questo momento un nostro dipendente arriverebbe a guadagnare quasi più di un gettonista. Ma anche così, nessuno accetta di coprire quei turni”.

 

Una situazione paradossale che testimonia una crisi difficile da superare. La realtà è che, nonostante l'enorme quantità di soldi destinati al personale sanitario, come si è visto anche nell'ultimo bilancio di assestamento, nessuno vuole lavorare in pronto soccorso. Per alcuni, il disagio è strutturale e va oltre gli incentivi. Né bastano le delibere, come quelle già varate per invertire la tendenza.

 

“Affrontare questo problema e trovare una soluzione è un impegno di legislatura”, spiega Tonina. “Con la firma a settembre dei tre contratti da parte dei sindacati dei medici ospedalieri, arriveranno nuove risorse e incentivi all’attrattività. Nessuno potrà dire che la politica non ha considerato anche l’aspetto economico”.

 

Ma il paradosso resta tutto lì, in corsia: ci sono i soldi, ma mancano le persone. Intanto, i turni nei pronto soccorso restano vuoti e il personale che resiste è allo stremo.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 20:08
Grande impegno di numerose squadre di soccorritori, supportati da tre Canadair, per spegnere l'enorme incendio divampato sul Garda. Non mancano in [...]
Cronaca
| 08 agosto | 19:40
Aleš Pernarčič, apicoltore e agronomo del Carso a cavallo tra il triestino e il goriziano, opera in armonia con la natura, laddove da essa [...]
altra montagna
| 08 agosto | 18:00
Sembra quasi che, per riuscire ad apprezzare una tra le montagne più celebri al mondo, sia necessario trasformarla per qualche minuto nello sfondo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato