Contenuto sponsorizzato
Trento
04 dicembre | 13:17

Oss in fuga dalle Apsp trentine? Fenalt contro Upipa: "Presa d’atto tardiva. La formazione non è tutto"

"E se tanti oss scelgono di lasciare le Apsp per svolgere la professione altrove, nonostante la passione per questo mestiere, è evidente che il problema non è la professione in sé ma le condizioni che trovano nelle strutture sotto casa" spiega in una nota la Fenalt

Oss in fuga dalle Apsp trentine?

TRENTO. “Si tratta di una presa d’atto tardiva che riconosce i numeri del problema, ma continua a ignorarne le cause profonde”. Una queste parole la Fenalt per esprimere preoccupazione e commentare i dati diffusi da Upipa sulla crescente difficoltà nel reperire operatori socio-sanitari nelle Apsp trentine. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Se una figura professionale scarseggia – osservano  Maurizio Valentinotti, Roberto Moser e Marco Stefani – significa che quel lavoro, in quella realtà, non è più attrattivo. E se tanti oss scelgono di lasciare le Apsp per svolgere la professione altrove, nonostante la passione per questo mestiere, è evidente che il problema non è la professione in sé ma le condizioni che trovano nelle strutture sotto casa”.

 

La Fenalt giudica “incomprensibile” che la risposta prospettata da Upipa, ancora una volta, si concentri esclusivamente sulla formazione. “Non ha senso formare nuovi Oss se poi questi, una volta qualificati, abbandonano le Apsp per cercare contesti più attrattivi. Continuare a investire solo sull’ammissione alla professione – prosegue Valentinotti – significa ignorare il fatto che gli operatori non se ne vanno perché mancano scuole o percorsi formativi, ma perché non trovano nelle Apsp condizioni adeguate”.

 

Fenalt ricorda che le soluzioni esistono e che sono state ripetutamente proposte negli anni, senza mai trovare ascolto. Fenalt ha chiesto la riqualificazione degli Oss con il loro inserimento al livello C base; ha sollevato il tema dell’esonero dalle turnazioni notturne per gli operatori più anziani; ha proposto il riconoscimento del buono pasto, già previsto in tutti gli altri enti del Trentino; ha insistito sul riconoscimento economico per chi segue i tirocinanti; e ha cercato di introdurre norme sulla mobilità volontaria per evitare spostamenti quotidiani lunghi e onerosi. Tutte richieste rimaste senza esito, nonostante rappresentino misure concrete per rendere più attrattivo il lavoro nelle APSP e per trattenere il personale già formato.

 

Il problema, secondo Fenalt, non è soltanto contrattuale, ma riguarda anche l’organizzazione del lavoro e la gestione del personale. Da quindici anni il sindacato denuncia “atteggiamenti direttivi che generano un clima punitivo, con procedimenti disciplinari spesso rivelatisi infondati e che hanno spinto molti operatori ad abbandonare le Apsp. Numerosi casi sono stati portati davanti ai giudici, con esito favorevole ai lavoratori, senza che questo inducesse Upipa a riconoscere la gravità della situazione”.

 

In questo quadro, Fenalt ribadisce la propria disponibilità a un confronto immediato. «Siamo pronti a sederci a un tavolo già domani – afferma Valentinotti – ma serve la volontà di affrontare le vere questioni: la qualità delle condizioni di lavoro e la capacità delle Apsp di trattenere i propri operatori. La presidente di Upipa deve prendere atto del problema e comprendere che la soluzione si trova insieme ai lavoratori attraverso il confronto con il Sindacato”.

 

“Ignorare le soluzioni concrete – conclude – significa condannare le APSP a una crisi strutturale. Servono decisioni coraggiose e immediate, non iniziative di facciata che non incidono sulle cause reali della fuga degli operatori”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato