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| 05 lug 2022 | 13:05

Drammatico incidente in montagna, Javier ha imboccato il sentiero sbagliato: poi la caduta per una cinquantina di metri

Secondo quanto ricostruito Javier non ha imboccato il sentiero corretto seguendone un altro e perdendo l'orientamento: poi la caduta fatale per una cinquantina di metri

Drammatico incidente in montagna, Javier ha imboccato il sentiero sbagliato: poi la caduta per una cinquantina di metri
di Redazione

BELLUNO. Le ricerche erano scattate nella giornata di ieri, 4 luglio, dopo che il fratello del turista spagnolo, Javier G.H, aveva lanciato l’allarme. Il 30enne infatti, si trovava in vacanza sulle Dolomiti e avrebbe dovuto fare rientro a Londra.

 

Oggi purtroppo la brutta notizia: il corpo del 30enne è stato individuato in un canalone. Javier era al termine della traversata dell’Alta via numero 1, che stava percorrendo in solitaria e, dopo 8 giorni di cammino, il primo luglio aveva pernottato al Rifugio Pramperet, partendo la mattina del 2 luglio alle 7 in direzione di Belluno dove aveva prenotato in un’altra struttura.

 

Questa mattina in base alle analisi fatte durante la prima giornata di ricerche, sono state individuate delle zone dove concentrare le ricerche dove sono state sbarcate le squadre trasportate in quota dall’elicottero di Dolomiti Emergency.

 

L’elicottero della protezione civile della Regione Veneto ha poi lasciato sulla Cima sud di Zità una squadra di soccorritori e vigili del fuoco con un apparecchio speciale che serve per individuare i cellulari.

 

L'elicottero ha poi effettuato una ricognizione a tappeto lungo i canali verso la Valclusa, con a bordo un tecnico del soccorso alpino di Belluno e uno della guardia di finanza. È stato proprio scendendo da uno di questi canaloni che, alle 9e40, in contemporanea con una squadra di soccorritori a piedi è stato individuato il corpo del ragazzo, mentre dalla Cima Sud di Zità era stato agganciato anche il segnale del cellulare.

 

Secondo quanto ricostruito Javier non aveva imboccato il sentiero corretto verso la Forcella sud di Zità, ma aveva seguito, sbagliando, la Costa del Barancion. Lì è scivolato ruzzolando per una cinquantina di metri.

 

Dopo il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata imbarellata e recuperata dall’elicottero del Suem di Pieve di Cadore con un verricello di 10 metri, per essere poi trasportata al campo base alla Stanga.

 

Alle ricerche hanno preso parte oltre 30 persone e le unità cinofile, del soccorso alpino di Belluno, Agordo, Longarone e Feltre, del soccorso alpino della guardia di finanza di Auronzo e Cortina, oltre ai vigili del fuoco.

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