Due Ibis eremita ammazzati a fucilate, la denuncia del Wwf: ''Ennesimo caso di bracconaggio''
Le segnalazioni del Gps hanno permesso di recuperare i loro corpi e le radiografie, cui sono stati sottoposti, hanno evidenziato la presenza di numerosi pallini di piombo

VERONA. Ammazzati a fucilate. Due ibis eremita sono stati uccisi nei giorni scorsi vicino a Mozzecane e la denuncia arriva dal Wwf di Verona.
L’ibis eremita (Geronticus eremita) è un uccello migratore a forte rischio di estinzione a livello globale. Per cercare di salvare questo uccello dall’estinzione è in corso, da alcuni anni, un progetto (Waldrapp) che coinvolge vari enti, istituzioni ed associazioni di Austria, Germania e Italia (tra cui il WWF e il Parco Natura Viva di Bussolengo).
Dal 2014, quando il progetto è diventato operativo, sono state create 4 colonie riproduttive distribuite tra il sud della Germania e la Carinzia austriaca. A ciascun individuo nato in uno di questi centri vengono applicati degli anelli di riconoscimento e molti vengono anche dotati di un segnalatore Gps che rende possibile il monitoraggio puntuale dei loro spostamenti.
Alla fine dell’estate gli Ibis eremita cominciano a migrare verso sud e, durante il tragitto, numerosi individui passano pure per la provincia di Verona dove possono fermarsi anche per alcune settimane. Purtroppo tra i pericoli di questo viaggio c’è anche il bracconaggio e, in Italia, ogni anno vari individui vengono illegalmente abbattuti lungo la loro rotta migratoria.
Uno di questi vili atti è stato fatto proprio nel veronese nei giorni scorsi dove due ibis sono stati ammazzati a fucilate vicino a Mozzecane. Le segnalazioni del Gps hanno permesso di recuperare i loro corpi e le radiografie, cui sono stati sottoposti, hanno evidenziato la presenza di numerosi pallini di piombo.
“Questi atti che mettono a rischio l’intero progetto europeo provocando anche seri danni economici. Siamo di fronte ad una situazione allarmante, che non è figlia del caso ma di una doppia causa: la strategia violenta e dolosa messa in atto da una certamente esigua parte del mondo venatorio e l’impossibilità da parte delle istituzioni di farvi fronte con controlli, prevenzione e repressione” ha spiegato in una nota il Wwf di Verona esprimendo il proprio sdegno per quello che è successo.
Le normative che, alcuni anni fa, hanno riformato il Corpo forestale dello Stato e la Polizia Provinciale, spiega sempre il Wwf di Verona, “hanno certamente ridimensionato quelle che erano le due principali forze preposte al controllo delle attività venatorie nonché della pesca e dei reati contro l’ambiente”. Una situazione, spiega l'associazione, che “rende impossibile una azione efficace e i reati contro gli animali e l’ambiente rischiano di finire fuori controllo”.
Il Wwf chiede perciò alle istituzioni pubbliche, in particolare a Regione e Provincia, “un cambio di rotta nella lotta contro questo tipo di reati che mettono in pericolo l’esistenza di specie super protette causando anche gravi danni di immagine nonché economici”.














