Colpito due volte nel giro di poche ore: Freckles, un giovane ibis eremita, ucciso dai bracconieri. A ottobre, nella stessa zona, era stato ammazzato un altro esemplare
Due volontari lo hanno raccolto mentre camminava, perché non più in grado di volare, nelle vie di Buja e lo hanno portato subito al centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell'Università di Udine. Nel corpo dell'uccello sono stati ritrovati numerosi pallini da caccia: l'ibis è stato immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico d'emergenza, ma le ferite si sono rilevate troppo gravi e l'animale, molto indebolito, è morto

BUJA (Udinese). Gli hanno sparato per due volte, nel giro di poche ore, lasciandolo agonizzante.
Freckles era uno splendido esemplare ibis eremita nato in Austria nel 2022 nell'ambito del progetto europeo Life di reintroduzione della popolazione: è stato ritrovato mentre camminava, perché non più in grado di volare, lungo le strade di Buja, un piccolo comune della provincia di Udine, con un'ala gravemente ferita.
Due volontari lo hanno raccolto e portato subito al centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell'Università di Udine. Nel corpo dell'uccello sono stati ritrovati numerosi pallini da caccia: l'ibis è stato immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico d'emergenza, ma le ferite si sono rilevate troppo gravi e l'animale, molto indebolito, è morto.
Una successiva ispezione ha rilevato la presenza anche di un proiettile nei muscoli pettorali: dunque l'ibis sarebbe stato colpito per due volte in un breve periodo di tempo.
Nonostante la severa protezione prevista dagli accordi internazionali, Freckles è stato vittima di un atto di bracconaggio. Ad ottobre 2023 un altro ibis eremita della popolazione di rilascio, di nome Brisa, era stato ucciso nella medesima zona, a circa un chilometro di distanza.
Molti ibis eremita sono soliti dormire sui fabbricati di un'azienda di Osoppo, andando a nutrirsi la mattina nei prati di Gemona e Osoppo. La zona dove sono avvenute le due uccisioni è molto ristretta, perché si tratta di un fondovalle attraversato da strade, autostrade e ferrovie, con molti edifici: la caccia può quindi essere praticata solo in poche, piccole e ben delimitate aree.
"Da oltre 20 anni - commenta Johannes Fritz, direttore del progetto Life - stiamo combattendo contro l'uccisione insensata, arbitraria e spregevole dei nostri Ibis eremita in Italia. Questi crimini continuano, come dimostrano i recenti casi di Freckles e Brisa. Circa un terzo delle perdite di Ibis eremita sul territorio italiano sono ancora causate dalla caccia illegale e si deve presumere che altre specie di uccelli migratori protette affrontino questa minaccia in misura simile. Si tratta di un problema enorme per la biodiversità. Gli ibis di Fagagna contribuiscono ad accrescere la conoscenza e la popolarità di questi uccelli carismatici in tutta la Regione. Queste uccisioni quindi non rappresentano solo una minaccia per la specie, ma danneggiano anche la reputazione del Friuli Venezia Giulia ed i suoi interessi turistici. Ciò dà ancora più motivi per fare tutto il possibile per identificare e condannare gli autori del reato”.
Roberta Peroni, membro del progetto europeo Life e responsabile della campagna contro la caccia illegale in Italia, aggiunge: “Quella mattina, attraverso i dati del suo dispositivo Gps, avevo seguito Freckles dal momento in cui aveva lasciato il posatoio. I dati Gps e le indagini forensi indicano che l'uccello abbia sofferto terribilmente dopo lo sparo, quando si aggirava con l'osso dell'ala fratturato, prima di morire durante l'intervento chirurgico. Inoltre il proiettile sparato precedentemente con un'arma ad aria compressa, finito nei suoi muscoli pettorali, deve avergli procurato altrettanto dolore e grandi difficoltà di volo. È stato uno shock per me apprendere che a Freckles avevano sparato addirittura due volte! Faremo tutto il possibile per fare chiarezza su questo atto insensato e crudele”.
Sulla base dei dati disponibili, in tutti i casi di uccisione illegale di ibis eremita, è prevista una denuncia penale. I collaboratori e l'avvocato del Progetto supportano ove possibile le indagini della polizia con l'obiettivo di avviare il procedimento e portare alla condanna dell'autore del reato, come nel caso di Freckles e Brisa.
Gli atti di bracconaggio in Friuli Venezia Giulia sono particolarmente allarmanti, poiché la regione ospita da molti anni un gran numero di Ibis eremita. Questi uccelli non rientrano nel Progetto europeo di reintroduzione, ma sono stati liberati nel paese di Fagagna. Vivono in libertà, rimangono nella zona tutto l'anno e vengono nutriti.


















