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| 26 lug 2022 | 21:09

È morto Francesco Bellù, pioniere dei micologi altoatesini. E' scomparso dopo un improvviso malore durante un convegno

La micologia italiana in lutto per la morte di uno dei massimi esperti di funghi a livello europeo, colto da un improvviso malore durante un convegno in corso a Bressanone

È morto Francesco Bellù, pioniere dei micologi altoatesini
di Redazione

BRESSANONE. Come un fulmine a ciel sereno è circolata nella mattinata di martedì 26 luglio la notizia dell’improvvisa scomparsa di Francesco Bellù, figura di spicco della micologia non solo altoatesina, ma italiana e internazionale. Un attacco cardiaco lo ha colpito mentre si trovava a Bressanone, in compagnia di altri micologi, in occasione di un convegno provinciale.

 

Nato nel 1947 a Bolzano, laureato in Medicina presso l’Università di Padova, era da qualche anno in pensione dopo un’attività professionale svolta presso il reparto di Medicina generale dell’ospedale San Maurizio di Bolzano e quindi presso il Registro tumori della provincia di Bolzano. Interessato alle scienze naturali fin da giovane, negli anni ‘70 aveva sviluppato una passione particolare per lo studio dei funghi, prima da autodidatta, quindi sotto l’ala del professor Meinhard Moser dell’Università di Innsbruck, condividendo con lui un forte interesse per il complesso genere Cortinarius e instaurando un rapporto di collaborazione proseguito fino alla scomparsa del micologo austriaco.

 

Lo spirito di collaborazione e la generosità, soprattutto nell’insegnamento, sono tratti che hanno contraddistinto la sua cinquantennale attività nel campo della micologia.
Divenuto ben presto un punto di riferimento per tutta l’Italia, non mancava mai di dedicarsi anche alla didattica di base non solo a livello locale, ma ovunque lo portasse la sua passione. Bellù aveva non solo visitato ogni regione italiana per indagarne la micoflora, ma era una presenza assidua nei contesti micologici internazionali (in primis quelli di Austria e Germania, ma anche in molte altre nazioni europee, tra le quali in particolare quelle della penisola scandinava, visitate con cadenza quasi annuale).

 

Oltre alla didattica (rilevante la ponderosa pubblicazione bilingue “Per non confondere i funghi”), Bellù curava con particolare assiduità l’attività di censimento della micoflora della provincia di Bolzano, con la raccolta di una mole di dati unica a livello italiano. Il lavoro di informatizzazione di questi dati è attualmente in corso da parte del Museo di scienze naturali dell’Alto Adige, in collaborazione con gli amici del Gruppo micologico “G. Bresadola” di Bolzano, del quale è stato per molti anni presidente.

 

La sua attività di studio lo portò inoltre a produrre diversi contributi scientifici pubblicati nelle più importanti riviste del settore. Tra i più significativi, quelli comparsi nell’ultimo decennio sul genere Cortinarius, in collaborazione con un gruppo di studio europeo impegnato nella revisione di alcuni gruppi particolarmente ostici con l’ausilio delle moderne tecniche di biologia molecolare.

 

In queste ore sono numerosi i messaggi di cordoglio, provenienti da tutta Europa, che raggiungono i suoi amici e collaboratori: tutti concordi nel ricordare non solo lo studioso, ma anche la persona dal carattere apparentemente anche brusco, ma in realtà caratterizzato da grandi doti di generosità, curiosità e amore per la scienza.

 

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