Gli apicoltori: “L'orso in pochi minuti ha rovinato il lavoro di mesi, ormai il recinto elettrificato non lo ferma”. Distrutta la stazione di fecondazione in Val di Sole
Durante la notte, spiega a il Dolomiti il presidente dell'Associazione Apicoltori Val di Sole Peio e Rabbi Francesco Moratti, la stazione di fecondazioni per api regine allestita solo 20 giorni fa a Val Piana, in Val di Sole, è stata distrutta dall'attacco di un orso: “Si parla tanto della necessità di salvaguardare le api, ma vorrei vedere queste chiacchiere trasformate in realtà in val di Sole. Qui siamo ormai ben oltre il limite”
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TRENTO. “Avevamo allestito la stazione di fecondazione circa 20 giorni fa: in pochi minuti l'orso è arrivato e l'ha distrutta”. A parlare è il presidente dell'Associazione Apicoltori Val di Sole Peio e Rabbi Francesco Moratti, che ieri (28 giugno) è salito a Val Piana (sopra Ossana) trovando un mucchio di detriti al posto della nuova stazione di fecondazione: “Tutt'intono era presente il recinto elettrificato, ma ormai non è più in grado di fermare l'orso. Ormai ho perso il conto degli attacchi contro apiari protetti”.

Una stazione di fecondazione di api regine, spiegano gli apicoltori, viene allestita in zone isolate e permette in sostanza, portando sul posto fuchi selezionati, di creare delle api regine di qualità: “Vengono isolate proprio perché non ci siano concorrenti nei dintorni” spiega Moratti. La stazione era stata allestita circa 20 giorni fa e nelle ultime due settimane erano arrivate le prime api regine da fecondare: “Il lavoro di mesi è stato rovinato in pochi minuti dall'orso – continua Moratti – ha distrutto tutto. Ormai quell'esemplare (sono convinto si tratti sempre dello stesso visto che si è comportato nella stessa maniera in diversi casi analoghi), non si può più fermare con il recinto elettrificato”.
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Da tempo ormai, spiega il presidente dell'Associazione Apicoltori Val di Sole Peio e Rabbi , gli apicoltori della zona chiedono alla Provincia di poter realizzare le cosiddette bienenhaus, le case delle api, delle 'baracche' in legno in grado di proteggere le arnie dagli attacchi dei plantigradi. “Ma per avere il via libera di Piazza Dante – continua Moratti – è necessario avere almeno 40 arnie. Abbiamo chiesto di poter abbassare il limite a 20 per venire incontro alla nostra realtà ma ci è stato detto di no. A questo punto è chiaro che manchi la volontà politica. Si parla tanto della necessità di salvaguardare le api, ma vorrei vedere queste chiacchiere trasformate in realtà in val di Sole. Qui siamo ormai ben oltre il limite”.
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Già da questa mattina però, assicura Moratti: “Ci metteremo al lavoro portando nuove famiglie e nuove regine, proveremo ancora una volta. Rimaniamo decisi e vogliamo ripartire”.
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