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L’orso si fa largo nel recinto e fa razzia di alveari (FOTO), gli apicoltori: “Abbandonati dalla Provincia, basta usare le nostre api per farsi pubblicità”

Gli apicoltori si sentono abbandonati dalla Provincia: “In quest’ultimo caso le arnie erano protette da un recinto elettrificato fatto a regola d’arte che però si è rivelato inutile, il nostro socio esasperato ha deciso di smettere di fare apicoltura”

Di Tiziano Grottolo - 18 maggio 2022 - 12:51

VERMIGLIO. Da alcuni giorni un orso è diventato il cruccio degli apicoltori della Val di Sole, tra Vermiglio e Ossana la sua presenza è stata segnalata più volte. Nell’ultimo caso a essere preso di mira è stato un apicoltore di Vermiglio che si è visto distruggere le sue arnie.

 

“Già lo scorso inverno avevamo avuto dei problemi – spiega Francesco Moratti, presidente degli apicoltori di Val di Sole, Peio e Rabbi, un’associazione che conta circa 150 membri – per colpa dell’orso avevamo perso più di un centinaio di famiglie di api”. Nel 2020 erano stati oltre 50 i danneggiamenti al patrimonio apistico, per un totale di 54.443 euro spesi in rimborsi. Per i dati del 2021 si deve attendere la pubblicazione del Rapporto sui grandi carnivori della Provincia di Trento.

 

“In quest’ultimo caso le arnie erano protette da un recinto elettrificato fatto a regola d’arte che però si è rivelato inutile”, prosegue Moratti. “Evidentemente l’orso in qualche modo è riuscito a superare la recinzione, probabilmente lanciandosi contro e superandola di slancio. Il fatto è che di fronte a questi eventi siamo impotenti”. 

Gli apicoltori si sentono abbandonati dalla Provincia: “Il nostro socio esasperato ha deciso di smettere di fare apicoltura, aveva chiesto inutilmente di poter fare una bienenhaus che avrebbe evitato il problema ma per cavilli burocratici ci è stato detto che non era possibile”. Le bienenhaus sono delle particolari strutture diffuse in Alto Adige, Tirolo e Slovenia che sono più resistenti delle semplici arnie, di fatto somigliano a delle piccole casette ed essendo più robuste resistono meglio ai tentativi di intrusione dell’orso. Stando a quanto riferito dagli apicoltori, la Provincia si era limitata a proporre la realizzazione di una bienenhaus “in comune”, una soluzione che però è stata giudicata impraticabile.

“Dalla Provincia – punta il dito il presidente degli apicoltori – abbiamo ricevuto tante promesse ma zero risposte. Le nostre api servono solo per gli spot. Almeno abbiano la decenza di non usare più le nostre api per farsi pubblicità perché i fatti dicono altro. A noi non interessano i soldi ma vogliamo avere la possibilità di salvare le nostre api, siamo stufi di chiacchiere”.

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