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"In soli 3 giorni l'orso ci ha distrutto diverse arnie". L'allarme degli apicoltori della Val di Non e Val di Sole: "A rischio l'apicoltura di montagna per colpa della politica"

A denunciare la distruzione delle arnie è Zanella dell'Associazione apicoltori Val di Sole Peio e Rabbi: "Dal 2021 ad oggi solo in Val di Sole abbiamo il 15% di arnie in meno". Il presidente Moratti: "Tra le soluzioni ci sono le Bienenhaus con gli appositi recinti anti orso, ma l'assessora provinciale all'agricoltura Zanotelli ha posto dei paletti. Alla politica non importa nulla di questo settore"

Di Francesca Cristoforetti - 25 aprile 2023 - 11:54

TRENTO. "Sei postazioni fatte fuori in 3 giorni". E' questa la denuncia di Sergio Zanella del direttivo dell'Associazione apicoltori Val di Sole Peio e Rabbi che riporta quanto accaduto ad alcune arnie in Val di Sole e in Val di Non.

 

L'ultimo attacco dell'orso è stato registrato questa mattina (25 aprile) a Bozzana, frazione del Comune di Caldes. "In Provincia non si è voluto fare nulla e queste sono le conseguenze - spiega Zanella -, tre attacchi a Vermiglio, uno a Preghena, uno a Bozzana uno a Samoclevo. Dal 2021 ad oggi solo in Val di Sole abbiamo il 15% di arnie in meno, distrutte a seguito di vari attacchi".


Una battaglia, quella degli apicoltori, "che va avanti da anni - prosegue Zanella - i recinti non bastano e vengono anche fatti come si deve. Ci sono altre soluzioni ma non ci hanno mai ascoltati e siamo stati lasciati soli".

 

A questo intervento si aggiunge anche la voce del presidente dell'associazione, Francesco Moratti: "Tra le soluzioni ci sono le cosiddette Bienenhaus (case per le api ndr) con gli appositi recinti anti orso, attualmente funzionanti per esempio in Slovenia. Ma l'assessora provinciale all'Agricoltura Zanotelli ha posto dei paletti. Ci vogliono almeno 40 alveari per costruirne una. Noi stiamo chiedendo venga almeno ridotto a 20 visto che in Val di Sole per esempio su circa 100 apicoltori solo 2 ne hanno 40".


Questo potrebbe essere soltanto l'inizio di una lunga serie di attacchi. "L'apicoltura di montagna è a rischio - conclude Moratti - ma non c'è una reale volontà da parte di politica di volerla salvaguardare. Questa attività rischia di scomparire non a causa dell'orso, che è presente ormai da anni, sul territorio, ma per la politica a cui non importa nulla di questo settore".

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