L’orso ha colpito 5 malghe: “Siamo lasciati soli, per scacciarlo costretti a usare metodi 'fai da te' come i petardi”, la rabbia degli allevatori: ''La Provincia dov'è?''
La testimonianza degli allevatori che in meno di venti giorni hanno subito una decina di predazioni: “Ci svegliamo ogni notte per difendere le nostre bestie dall’orso, chi potrebbe intervenire non lo fa e pure chi è d’accordo con noi ci chiede di fare poco rumore per paura che i turisti si spaventino e se ne vadano dalla valle”

PINZOLO. “Ormai mi sveglio ogni notte per difendere le mie bestie dall’orso, per scacciarlo abbiamo usato anche i petardi”, sono esasperati gli allevatori che dall’inizio di luglio hanno perso diversi capi nella zona di Pinzolo. Il plantigrado infatti ha colpito varie strutture: Grual, Cioca, Bandalors, Plan e Movlina, un pentagono di cinque malghe che sorgono ai piedi delle Dolomiti di Brenta.
La stessa zona è frequentata da più orsi ma secondo gli allevatori le predazioni sarebbero opera di un singolo esemplare. Il sospetto è che possa trattarsi addirittura di Mj5, l’orso che lo scorso 5 marzo aggredì un uomo sulla montagna di Pracorno e su cui pende un’ordinanza di cattura (con la possibilità di abbattimento momentaneamente sospesa dai tribunali). Va detto però che dalla forestale in merito non sono arrivate conferme, pertanto non è dato a sapere se si tratti effettivamente di Mj5.
Fra vacche adulte e vitelli di razza Rendena sono una decina quelli abbattuti dal plantigrado. “Ora la notte chiudo le bestie nella stalla – racconta un allevatore – ma l’ultima predazione è avvenuta di giorno, siamo preoccupati anche per la nostra incolumità”.
È vero che i capi uccisi dall’orso vengono risarciti dalla Provincia ma la perdita per i malgari va oltre il valore economico del singolo animale. “Ciò che fa rabbia – spiega un’allevatrice – è che chi potrebbe intervenire non lo fa. Siamo lasciati soli di fronte a questi problemi. Non pretendiamo chissà cosa e non ce l’abbiamo con gli orsi in generale ma questo esemplare va sicuramente rimosso perché rappresenta un pericolo”. La speranza dei malgari è che l’orso venga almeno catturato e portato al Casteller, la struttura dove sono rinchiusi i plantigradi considerati problematici. Qui per esempio è stata portata Jj4, la femmina che ha ucciso il 26enne di Caldes Andrea Papi.
D’altra parte quando la politica non riesce a trovare rimedi rabbia e frustrazione si fanno largo tra la gente. Si potrebbe intervenire con azioni di dissuasione con i forestali, per ridurre al minimo i conflitti appena sorgono (tra pallottole di gomma e cani antiorso). Ma così non è e così i malgari sono costretti a mettere in piedi soluzioni “fai da te”, come quelle di chi ha provato a scacciare il plantigrado con i petardi. “In questo modo si sposta solo il problema dai vicini o al massimo in un’altra valle, noi chiediamo di rimuoverlo definitivamente con l’abbattimento o la cattura”, precisa uno altro allevatore della zona che ha subito le predazioni.
Nel frattempo monta la protesta e alcuni malgari si stanno incontrando per organizzare una manifestazione e portare le loro istanze all’attenzione dei vertici della Provincia. “Il problema – sottolinea un’allevatrice – è che chi è d’accordo con noi ci chiede comunque di fare poco rumore per paura che i turisti si spaventino e se ne vadano dalla valle”.














