Accesso agli atti ed ecco la ricostruzione dell’attacco di Mj5 (FOTO): l’avvistamento, il cane, la fuga e poi l’aggressione dell’orso che potrebbe pesare fino a 350 chili
Il rapporto della forestale che ricostruisce l’attacco di Mj5, avvenuto solo un mese prima rispetto a quello di Jj4 che è costato la vita ad Andrea Papi. In questo caso l’uomo aveva notato l’orso ma il plantigrado, forse sorpreso dall’incontro, si girò bruscamente e partì alla carica. A quel punto il 38enne cercò di fuggire verso valle uscendo dal sentiero e lasciando libero il proprio cane ma venne raggiunto

RABBI. Esattamente un mese prima dell’attacco mortale ai danni di Andrea Papi il Trentino aveva dovuto fare i conti con un’altra aggressione da parte di un orso. Era il 5 marzo 2023 quando il 38enne Alessandro Cicolini (fratello del sindaco di Rabbi) e il suo cane stavano percorrendo il sentiero “Alta via delle Malghe” sulla montagna di Pracorno. Il luogo non è distante dal monte Peller, dove si è verificato l’attacco mortale contro il 26enne di Caldes, e nemmeno dal luogo del falso attacco di Jj4 (avvenuto l’anno precedente) contro un ciclista lungo la Strada vecia selva nel comune di Croviana. Secondo quanto riportato nel rapporto della forestale l’incontro del 38enne con il plantigrado (che poi si scoprirà essere il maschio Mj5) è avvenuto intorno alle 8 del mattino a circa 1.880 metri di quota.
Cicolini, che afferma di aver tenuto il cane al guinzaglio, nota l’orso girato di spalle a una distanza di circa 10-15 metri, all’altezza di una curva cieca. A quel punto l’uomo si ferma ma il plantigrado, forse sorpreso dall’incontro, si gira bruscamente e carica. Il 38enne cerca di fuggire verso valle uscendo dal sentiero e lasciando libero il proprio cane. Troppo tardi, l’orso è più veloce e lo raggiunge. Cicolini viene colpito una prima volta e cade, insieme al plantigrado, vicino a una pianta sradicata. Nella colluttazione che ne scaturisce, durata alcuni secondi, il 38enne viene nuovamente ferito a un braccio e alla testa. Poco dopo Mj5 fugge.

Dopo essersi ripreso l’uomo è riuscito a chiedere aiuto e a mettersi in contatto con alcuni famigliari che lo hanno soccorso e accompagnato all’ospedale di Cles. Nel rapporto non è chiaro che fine abbia fatto il cane di Cicolini. Ad ogni modo il giorno seguente i forestali, con le unità cinofile, si sono portati in quota per ricostruire l’accaduto e raccogliere alcuni campioni biologici utili per identificare l’orso responsabile dell’aggressione.

Mj5 è il secondo orso più anziano del Trentino (dietro solo alla femmina Kj1) e con i suoi 350 chilogrammi (stimati dalla Provincia) è anche uno dei “pesi massimi” della sua specie, almeno a livello locale. L’esemplare è nato in Trentino nel 2005 e fa parte dei cuccioli Maya e Joze, due dei primi dieci plantigradi sloveni reintrodotti in provincia.

Come spiegava a Il Dolomiti Alessandro De Guelmi, l’ex veterinario che per anni è stato responsabile della sedazione degli orsi durante le operazioni di cattura, non sorprende che abbia attaccato. “Deve sentirsi molto forte – sottolineava De Guelmi – un orso di queste dimensioni ha una potenza incredibile e, se avesse voluto, avrebbe potuto provocare ferite ben più serie alla persona coinvolta. Fortunatamente non appena ha capito che l’uomo non rappresentava più un problema il plantigrado se ne è andato”.

Attualmente i forestali sono sulle tracce di questo esemplare sul quale pende un’ordinanza di cattura. Mj5 però si è sempre spostato molto sul territorio, circostanza che rende molto complicate le operazioni per la sua rimozione.













