L’incontro-scontro (mai reso pubblico) con Jj4, la bici (“sul naso dell’orso”) usata per difendersi e la fuga: “Ho sentito un verso, poi mi ha superato e si è affacciato furioso”
Il racconto del ciclista che si è trovato a tu per tu con Jj4, una testimonianza messa nero su bianco nel rapporto (finora rimasto riservato) della forestale: “Stavo salendo in mountain bike quando improvvisamente sentivo forti rumori e versi di animale sotto la strada. Subito dopo scorgevo la schiena di un orso che correva”. Tutto ciò era avvenuto meno di un anno prima dell’attacco mortale e molto vicino al luogo dove è stato ucciso Andrea Papi. Eppure al fatto non è stata data nessuna rilevanza pubblica

CROVIANA. Andrea Papi è stato ucciso dall’orsa Jj4 lo scorso 5 aprile, un evento drammatico che in Trentino non ha precedenti negli ultimi 150 anni. Da quel giorno però si è acceso un violento dibattito che riguarda la gestione trentina dei plantigradi. Nel mirino sono finite la scarsa informazione e più in generale l’approccio verso grandi carnivori delle varie amministrazioni che si sono succedute al governo del Trentino, compresa quella leghista che è salita al potere nel 2018. Da allora infatti, al di là di proclami roboanti, Piazza Dante ha portato a casa pochi risultati. Anzi, la Giunta Fugatti era salita alla ribalta delle cronache più per le fughe dell’orso M49-Papillon, evaso dal Casteller per ben due volte, che per altro.
Più di recente a tenere banco è stata la questione del radiocollare di Jj4, spento dall’agosto 2022. Prima si disse che in zona c’era poco segnale, poi che le batterie erano scariche e infine si parlò di un guasto. Fatto sta che in quasi un anno nessuno ha ordinato di sostituirlo. Così però non era più possibile conoscere, almeno indicativamente, la posizione dell’orsa che in precedenza era consultabile attraverso un sito creato ad hoc. Jj4 per l’appunto era seguita da vicino perché nel 2020, anche in quella situazione accompagnata dai cuccioli, aveva aggredito due cacciatori sul monte Peller. Successivamente aveva effettuato un falso attacco ai danni di due forestali (30 agosto 2020) che la stavano seguendo.
Da quel momento l’orsa non dà più problemi, almeno fino al 22 giugno 2022 quando è protagonista di un incontro ravvicinato con un ciclista. Inspiegabilmente però di questo evento si è saputo solo dopo la morte di Andrea Papi, questo nonostante il falso attacco fosse avvenuto ad appena 4 chilometri in linea d’aria dal luogo dove ha perso la vita il 26enne di Caldes. Paradossalmente il primo a farne cenno, senza scendere nei dettagli, è stato proprio il presidente Maurizio Fugatti, ma sull’accaduto la Provincia non aveva mai pubblicato un comunicato ufficiale. Persino i sindaci della zona non sarebbero stati adeguatamente informati.

Neppure nel rapporto mensile dedicato alla presenza dei grandi carnivori in Trentino c’è traccia di questo falso attacco. Nel report dedicato al mese di giugno 2022 (pubblicato il 12 luglio) si sottolinea che Jj4 è “particolarmente protettiva quando accompagnata da prole” e che “l’ordinanza di rimozione dell’orsa è stata annullata da una sentenza giudiziaria”. Viene specificato inoltre che la femmina è accompagnata dai cuccioli (gli stessi che potrebbero essere all’origine dell’aggressione contro Papi) e che si sposta tra la Val Meledrio, la destra orografica della Val di Sole e la Montagna di Cles. “Il fatto che l’orsa sia dotata di radiocollare non può di per sé scongiurare eventuali ulteriori incidenti pertanto si raccomanda a maggior ragione a quanti si muovono nelle aree frequentate da Jj4 di farsi udire per tempo quando in movimento, sia a piedi che in bici”, spiegava la Provincia senza però menzionare il falso attacco.
Tuttavia, grazie ai documenti di cui Il Dolomiti è entrato in possesso, si può dire che l’episodio fosse tutt’altro che marginale e che forse avrebbe dovuto essere meglio pubblicizzato. Il racconto che segue è tratto dalla testimonianza del ciclista che si è trovato a tu per tu con l’orso e che è stato messo nero su bianco nel rapporto (finora rimasto riservato) della forestale.
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“Stavo salendo in mountain bike lungo la strada forestale, ripida e con fondo sassoso. Qualche minuto dopo le 19, superato il Sas de l’Acqua e il successivo Tof de la Selva, improvvisamente sentivo forti rumori e versi di animale sotto strada”. Il ciclista sta percorrendo la Strada vecia selva nel territorio comunale di Croviana. “Subito dopo scorgevo la schiena di un orso che correva sotto strada, quasi parallelo a me; l’orso mi superava e si affacciava furioso dalla banchina di valle della strada, manifestando forti atteggiamenti di minaccia, con soffi, rugli e ripetuti movimenti delle zampe”.
Per ripararsi l’uomo si fa scudo con la bicicletta. “Dopo un primo contatto tra bici e naso dell’animale – prosegue il racconto – l’orso desisteva un attimo ma quindi si riavvicinava, sempre furioso e tentava di aggirare la bicicletta agitando le zampe a destra e sinistra”. Il ciclista per la seconda volta si difende con il suo mezzo e per sua fortuna questa volta Jj4 indietreggia quanto basta per lasciare una via di fuga. “A quel punto salivo in sella e scendevo velocissimo senza girarmi, preoccupato che l’orso non mi intercettasse nei tornanti sottostanti”. Di questo incontro l’uomo conserva un ricordo particolare: pur non avendo visto cuccioli nei paraggi ha riconosciuto il radiocollare rosso del plantigrado.

Durante il successivo sopralluogo la forestale troverà le tracce del falso attacco, fra cui un’impronta. Inoltre, controllando i dati del radiocollare arriva la conferma: Jj4 alle 19 si trovava appena a valle della strada forestale nei pressi del Sass da l’Acqua e poco dopo era stata rilevata appena a monte della strada. Tutto questo avveniva a meno di 4 chilometri (in linea d’aria) dal punto dove, 10 mesi più tardi, sarà ucciso Andrea Papi.




















