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Trento
20 marzo | 20:07

Rimossi (dalla Provincia?) due striscioni in ricordo di Andrea Papi. La fidanzata Alessia: "Non c'è giorno in cui la dignità di Andrea e il nostro dolore non vengano calpestati"

Tra pochi giorni ricorrerà l'anniversario della tragica morte del giovane e proprio in questi giorni i manifesti sono stati rimossi. L'associazione nazionale per la tutela dell'ambiente e della vita rurali: "Il 18 telefonicamente e il 19 per lettera l'associazione aveva chiesto un gentile gesto temporaneo di considerazione, lasciando rimettere gli striscioni. Abbiamo contattato direttamente tutti gli attori della vicenda: direttore, dirigente, assessore, ma nessuno ha risposto"

Rimossi (dalla Provincia?) due striscioni in ricordo di Andrea Papi

CALDES. Il 5 aprile 2023 Andrea Papi veniva ucciso dall'orsa JJ4 mentre stava praticando attività sportiva nei boschi poco distanti dall'abitato di Caldes.

 

A pochi giorni dalla triste ricorrenza, la famiglia Papi e gli amici del giovane hanno dovuto fare i conti con un'amarissima notizia: gli striscioni in ricordo di Andrea, posizionati sul muro che sovrasta la rotatoria di Caldes, sono stati rimossi senza alcuna comunicazione preventiva.

 

La notizia viene riportata dall'Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali che, con una nota ufficiale, racconta quanto accaduto.

 

"Dobbiamo segnalare una situazione spiacevole e, a nostro parere - scrive l'associazione in una nota ufficiale -, inopportuna nei tempi, attuata dal servizio gestione strade nei giorni scorsi che parrebbe avvallata dai superiori livelli della Provincia autonoma di Trento. Fin da maggio 2023 erano stati apposti degli striscioni alla rotatoria di Caldes in ricordo di Andrea Papi: purtroppo, proprio in prossimità dell'anniversario e delle celebrazioni religiose del 5 aprile in ricordo della vittima – la messa e una fiaccolata fino al cimitero locale – si scopre che il personale addetto ha rimosso due striscioni adducendo problemi con il codice della strada. Decisione legittima senza dubbio, ma discutibile nella tempistica e nella mancata sensibilità umana dimostrata".

 

Ma non solo perché, verrebbe da dire, oltre al danno si è configurata anche la beffa: infatti la rimozione degli striscioni non è stata comunicata anticipatamente alla famiglia.

 

"Gli striscioni erano lì da ben dieci mesi - prosegue il comunicato -, durante i quali era comunque in vigore il suddetto codice. Non se n'è accorto nessuno nel frattempo o cosa? No, lo sapevano, perché lo stesso direttore del Servizio gestione strade ci ha risposto che avevano pazientato fin troppo per toglierli. Perché allora la rimozione proprio ora, prima delle celebrazioni? Visto che si era atteso tanto, perché non toglierli il 6 aprile, dando una dimostrazione di collaborazione e partecipazione al dramma della famiglia Papi e allo stato d'animo della popolazione locale? Tra l'altro, è vero che un cartello in ricordo di Andrea Papi è stato comunque lasciato in loco per rispetto alla famiglia, ma quel rospetto include il fatto che il padre di Papi abbia scoperto la rimozione da sé che non sia stato avvisato prima e che gli striscioni, di cui uno solo leggermente lesionato durante la rimozione, siano poi stati trovati in un sacchetto di plastica buttato a terra in un magazzino. Il ricordo del figlio trattato così? Ci si domanda cosa mai abbia fatto nella vita la famiglia Papi per avere avuto prima un figlio sbranato da un orso reintrodotto anche dalla Provincia autonoma di Trento, e poi un simile gesto sempre dalla Provincia autonoma di Trento. Quella stessa Provincia ha invece, addirittura, appena fatto togliere gli striscioni prima delle celebrazioni religiose e della fiaccolata programmate per l'anniversario della morte di Andrea. A nostro parere ogni atto simile uccide ancora una volta un innocente. Con Andrea è morta anche la sensibilità?".

 

Significativo è anche il commento di Alessia Gregori, la fidanzata di Andrea, il cui pensiero è eloquente. E ricco di amarezza per quanto accaduto nei giorni scorso ma non solo.

 

"Il rispetto della legge è sacrosanto, ma il rispetto del dolore lo è di più - scrive Alessia Gregori sulla propria pagina Facebook -. La trasparenza è ciò che manca nelle istituzioni che con rispetto potevano comunicare e consegnare alla Famiglia gli striscioni in ricordo di Andrea. Non c'è giorno in cui la dignità di Andrea e il nostro dolore non vengano calpestati, siamo stanchi e devastati. La battaglia che stiamo affrontando è per la vita di TUTTI i trentini e non, dovreste ringraziare chi con il cuore distrutto si sveglia tutte le mattine e combatte e non mettere i bastoni tra le ruote alla nostra lucidità. Mi dispiace Andrea che la tua memoria debba sopportare tutto questo, ma noi siamo forti e tu per noi sei luce e linfa di vita. Ci manchi".

 

Ebbene l'Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali si è mossa e, per l'appunto, ha chiesto spiegazioni, cercando di trovare una soluzione, almeno temporanea, nel rispetto della memoria di Andrea. Ma niente da fare: l'unico a rispondere è stato l'Ufficio Stampa.

 

"Il 18 telefonicamente e il 19 per lettera - conclude l'Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali - l'associazione aveva chiesto un gentile gesto temporaneo di considerazione, lasciando rimettere gli striscioni. Magari solo nei giorni immediatamente precedenti le celebrazioni religiose e la fiaccolata. Il 6 aprile lo stesso padre di Andrea Papi li avrebbe tolti, o avrebbero potuto farlo gli addetti del Servizio gestione strade. Ma è stato ripetutamente risposto che gli striscioni potevano causare ipotetici incidenti nella rotatoria, in cui come in tutte le rotatorie gli automobilisti ovviamente frenano molto e quindi non possono procedere velocemente già di per sé. Tra l'altro non ci risulta ci siano mai stati incidenti lì. Al signor Papi era stato detto che gli sarebbe stato concesso di porre gli striscioni in un altro punto, ma non indicando dove. Se non in una rotatoria dove, in un rettilineo in cui si procede più velocemente e una distrazione può avere conseguenze gravi?
Tra l'altro, i cartelli non mancano di sicuro su quella strada, ma parrebbe che proprio quelli rimossi siano inopportuni. Non vogliamo pensare che la rimozione, come supposto da diversi, sia stata augurata da altri prima dell'afflusso di Pasqua per motivi turistici al fine di non ricordare la tragica situazione orso in quell'area. Abbiamo contattato direttamente tutti gli attori della vicenda: direttore, dirigente, assessore, ma nessuno di questi ha risposto per iscritto alla nostra mail, magari anche solo per fare proposte alternative. Anzi, il dirigente, l'assessore competente e il suo capo di gabinetto non ci hanno risposto neppure telefonicamente. Ringraziamo per la cortesia e l'impegno l'ufficio stampa. Eravamo convinti che non sarebbe stato necessario emettere comunicati ai media a livello nazionale su questo fatto, e che il caso avrebbe potuto risolversi con il buon senso, diciamo così, anche da padre di famiglia. Ma la risposta della Provincia autonoma di Trento, più volte sollecitata, non ha neppure avuto a tutt'oggi un riscontro o una risposta di cortesia, anche solo per mail. Ribadiamo, si chiedeva gentilmente solo il permesso di mettere uno striscione e lasciarlo fino al 5 aprile, togliendolo dopo le celebrazioni religiose".

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