A tre anni dalla tragedia di Caldes: "Il ricordo di Andrea Papi è ancora vivo. Un grande dolore e ci sono giorni ancora più difficili"
Sono trascorsi tre anni dalla morte di Andrea Papi, una ricerca persona che si è trasformata in una tragedia nei boschi di Caldes. Il 26enne venne ucciso da Jj4, oggi trasferita in Germania. La Comunità della val di Sole: "Il pensiero e l'abbraccio della comunità va alla famiglia"

TRENTO. Tre anni fa la tragedia nei boschi di Caldes, da quel giorno in cui il Trentino è rimasto scosso dalla morte a soli 26 anni di Andrea Papi, ucciso da Jj4. Un anniversario che quest'anno cade a Pasqua.
"Il ricordo è ancora vivo in tutti", dice Lorenzo Cicolini, presidente della Comunità val di Sole. "Un grande dolore quotidiano e ci sono giorni, come questo, più difficili. Il pensiero e l'abbraccio della comunità va alla famiglia Papi".
Un dolore inevitabilmente ancora presente per una giovane vita spezzata, un lutto che riaffiora più forte nella dura giornata del ricordo. Un dramma che ha segnato per sempre una famiglia, così come un'intera comunità.
E' il 5 aprile 2023 e Papi esce per una corsa in montagna. Non farà rientro a casa e nel pomeriggio vengono persi i contatti. L'allarme è immediato e le ricerche iniziano subito: i numerosi operatori circoscrivono l'area sulla "strada forestale Crocefisso Prà Conz". Un'attività che si protrae fino alle 3.45 della notte quando viene ritrovato il corpo ormai senza vita.
E' evidente quasi da subito che è accaduto qualcosa di diverso rispetto a un "normale" incidente in montagna ma che probabilmente il 26enne è rimasto vittima dell'attacco di un orso. Le tracce raccolte da forestali e carabinieri non sembrano lasciare dubbi. Due giorni più tardi le prime conferme ufficiali a seguito dell'esame autoptico. Il 12 aprile di quell'anno le analisi genetiche attribuiscono la responsabilità della tragedia a Jj4, un esemplare già conosciuto e finito nel mirino della Provincia da tempo.
Si trattava, infatti, della stessa orsa che il 22 giugno 2020 aveva aggredito due cacciatori, padre e figlio, mentre raggiungevano la loro postazione sul monte Peller, sul versante versante opposto rispetto a quello dell'attacco mortale. Il 30 agosto 2020 fu invece protagonista di un falso attacco ai danni di due forestali durante un monitoraggio dei suoi spostamenti. Inoltre Jj4 si era resa responsabile di un ulteriore falso attacco in località Sass de l’Acqua sulla Strada vecia selva sul territorio di Croviana. Il corpo forestale identificò Jj4 tramite radiocollare, strumento che però nel giro di due settimane avrebbe smesso di funzionare.
Sono giorni di incredulità e di dolore, di rabbia e di commozione: oltre 2 mila persone per l'addio a Papi il 12 aprile (Qui articolo). Un giorno particolarmente lungo, una valle sospesa con la proclamazione del lutto cittadino, le bandiere a mezz'asta e un minuto di silenzio in tutti e 13 i Comuni della val di Sole. Una comunità che si era compattata e stretta alla famiglia, per ricordare un ragazzo che "amava la vita, l'unione, lo stare insieme, la compagnia degli amici". Un giovane che è "morto innocente, senza colpa alcuna, causa negligenza, incoscienza e irresponsabilità, errori imperdonabili da parte di chi doveva dargli sicurezza" (Qui articolo).
Fronte istituzionale, la risposta della Provincia era arrivata in quei giorni con l'attivazione delle procedure per abbattere Jj4, almeno sono queste le intenzioni del presidente Maurizio Fugatti che firma l'apposita ordinanza. Ma sale la tensione con le associazioni che presentano ricorso: il Tar sospende la possibilità di procedere alla rimozione ma lascia margine di azione sulla cattura, che avviene il 17 aprile di quell'anno.
L'orsa - la comunicazione di piazza Dante - era stata catturata mediante una trappola a tubo e trasportata al Casteller. La volontà era quella di sopprimere l'esemplare ma anche in questo caso si apre un braccio di ferro in tribunale e il plantigrado resta confinato nel recinto fino al 2025: l'anno scorso infatti Jj4 è stata trasferita in Germania e si trova al Parco alternativo del lupo e dell'orso nella Foresta Nera in un'area non aperta e accessibile al pubblico (Qui articolo). E una tragedia che ha portato all'elaborazione in accordo con Ispra di un piano di gestione con la possibilità (teorica) di rimuovere fino a 8 esemplari in base a criteri e requisiti specifici (Qui articolo).












