A un anno dalla morte di Andrea Papi, la Provincia: "Nessuno può tornare indietro ma guardiamo avanti con coraggio e attenzione nel rispetto di chi sta pagando di più"
L'assessore Roberto Failoni: "Vicini alla famiglia e alla val di Sole. Sappiamo che a nessuno è concesso di tornare indietro ma è avanti che vogliamo guardare, con coraggio, determinazione e tutta l’attenzione che riusciremo a dare nel rispetto di chi sta pagando di più, come i familiari di Andrea, ma anche nella ricerca di un equilibrio sostenibile tra uomo e natura"

TRENTO. "La Provincia di Trento è vicina alla famiglia Papi e alla comunità della val di Sole. Non solo nella durissima giornata del ricordo, ma da quel terribile 5 aprile". Queste le parole dell'assessore Roberto Failoni a un anno dalla tragedia nei boschi di Caldes. Un dramma che ha travolto una famiglia e un borgo ma anche tutto il Trentino che si è trovato improvvisamente a piangere il 26enne ucciso da Jj4. "Siamo allo stesso modo attenti e responsabili alle esigenze e alle preoccupazioni espresse in questi mesi in larga parte del territorio".
La val di Sole e il Trentino si fermano per ricordare Andrea Papi. Sono diverse le iniziative per commemorare il ragazzo tra l'intitolazione del centro sportivo da parte del Comune di Caldes, la messa delle 20 di questa sera e la fiaccolata prevista per sabato tra le vie del borgo.
E' trascorso, infatti, un anno dalla morte del ragazzo di 26 anni, aggredito e ucciso sul monte Peller. L'orsa Jj4 è oggi rinchiusa al Casteller. Un anno che è passato inoltre tra decreti di abbattimento e ricorsi al Tar delle associazioni animalisti, oltre alla proposta di trasferire l'esemplare in Romania.
"Le parole servono poco, specie in momenti come questo che fanno riaffiorare il dolore - aggiunge Failoni - ma vorrei direi che la nostra risposta, dopo il dramma di un anno fa, è stata ed è nel segno dell’impegno ancora più forte per cercare di dare una svolta a una situazione che per primi definiamo insostenibile".
In questa direzione "vanno gli sforzi fatti anzitutto a livello legislativo, con il varo di una nuova legge che definisce le possibilità di intervenire a presidio della sicurezza in presenza di animali problematici o pericolosi", evidenzia l'assessore provinciale. "Ma analogo impegno è stato messo nella gestione ordinaria di questa delicatissima partita, aumentando il presidio e le misure di dissuasione, i deterrenti concreti, come la sostituzione dei cassonetti per l’umido o l’intensificazione dei monitoraggi, fino a un potenziamento delle attività di comunicazione che sono allo studio con nuove iniziative già in cantiere".
La Provincia ribadisce vicinanza e impegno nella gestione dei grandi carnivori in Trentino. "Sappiamo che a nessuno è concesso di tornare indietro ma è avanti che vogliamo guardare, con coraggio, determinazione e tutta l’attenzione che riusciremo a dare nel rispetto di chi sta pagando di più, come i familiari di Andrea, ma anche nella ricerca di un equilibrio sostenibile tra uomo e natura", conclude Failoni.
Il 5 aprile Andrea Papi è uscito per una corsa in montagna ma non farà rientro a casa e nel pomeriggio vengono persi i contatti. Già nel pomeriggio scattano le ricerche con gli operatori che concentrano fin da subito le attività lungo la "strada forestale Crocefisso Prà Conz". Il corpo viene ritrovato intorno alle 3.45 della notte. E' chiaro quasi da subito che il giovane sia rimasto vittima dell’attacco di un orso: le tracce raccolte da forestali e carabinieri appaiono piuttosto evidenti. Due giorni più tardi c'è la conferma dall'autopsia e il 12 aprile le analisi genetiche attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto alla femmina Jj4.
La stessa orsa che il 22 giugno 2020 aveva aggredito due cacciatori, padre e figlio che ebbero la sfortuna di trovarsela davanti mentre raggiungevano la loro postazione da caccia sul monte Peller, sul versante versante opposto rispetto a quello dell'attacco mortale. Inoltre il 30 agosto 2020 Jj4 fu protagonista di un falso attacco ai danni di due forestali, che stavano monitorando i suoi spostamenti, e poi è responsabile di un ulteriore falso attacco in località Sass de l’Acqua sulla Strada vecia selva nel territorio comunale di Croviana. I forestali identificarono Jj4 tramite il radiocollare che però nel giro di due settimane avrebbe smesso di funzionare.
Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, firma l'ordinanza di abbattimento dell'orso responsabile dell'aggressione, poi sospesa dal Tar mentre la cattura avviene il 17 aprile: la Provincia di Trento comunica che alle 23 del giorno precedente l'orsa Jj4 è stata catturata mediante una trappola a tubo ma non fornisce particolari indicazioni e informazioni sul luogo. La volontà di piazza Dante è quella di sopprimere l'esemplare ma si apre anche in questo caso un braccio di ferro in tribunale. Il plantigrado, per ora, è ancora confinato al Casteller.
Giorni di rabbia, di dolore e di incredulità con oltre 2 mila persone nel commosso addio a Papi il 12 aprile dell'anno scorso. Una lungo giorno in cui era stato proclamato il lutto cittadino con bandiere a mezz'asta e un minuto di silenzio in tutti e 13 i Comuni solandri. Una comunità che si era compattata e stretta alla famiglia: "Aiuta me e la mamma a trovare la pace. Ma non siamo gli unici a non poter dormire notti tranquille'', le parole del padre Carlo, dal pulpito della chiesa. "Queste giornate sono state lunghe e strazianti per noi, come lunghi e strazianti sono stati i tuoi ultimi momenti. E noi Andrea non riusciamo a farcene una ragione, non riusciamo a perdonare".
Una famiglia che non riesce, non può e non deve trovare un senso a quanto avvenuto a Caldes. A settembre dell'anno scorso il padre di Andrea Papi chiese le dimissioni di Fugatti e Zanotelli ma anche del dirigente generale della Protezione civile: "Figure di alto profilo dirigenziale che hanno commesso degli errori imperdonabili".
Il 25 gennaio, giorno del compleanno del 26enne il padre interviene nuovamente per "chiedere giustizia" mentre in occasione di Pasqua ricorda che per loro la "via crucis è continua". Oggi l'anniversario della morte di Andrea Papi, un ennesimo lungo giorno per una famiglia per un dolore che non può passare.














