Orsi, la mozione di Angeli riaccende il dibattito sul Pacobace: “Va rivisto per evitare nuove tragedie come quella di Andrea Papi”
Una strada difficile da intraprendere visto che stiamo parlando del documento di riferimento per la gestione dell'Orso bruno (Ursus arctos) per le Regioni e le Provincie autonome delle Alpi centro-orientali

TRENTO. Impegnare la Giunta “ad intraprendere un percorso di revisione del Pacobace affinché il legame tra comportamenti dei plantigradi e azioni adottabili sia più rispondente ed adeguata alle reali esigenze del nostro territorio”. La proposta è stata depositata in consiglio provinciale attraverso una mozione presentata dalla consigliera Eleonora Angeli. Un percorso non certamente facile da fare.
“È cosa nota, che i vincoli ad una gestione rispondente a richieste e bisogni dei trentini siano di diretta derivazione europea. Tuttavia – spiega Angeli in una nota - è la stessa direttiva comunitaria a prevedere le condizioni a cui un’amministrazione (statale o locale nel caso della Pat) possa intervenire direttamente sulla gestione di individui problematici o addirittura sulla gestione dell’intera popolazione di grandi carnivori tutelati dalla protezione rigorosa”.
Nonostante oggi la prospettiva che alla Provincia di Trento vengano attribuite nuove competenze in ambito di fauna selvatica grazie con la riforma dello Statuto di Autonomia, il Pacobase resta il riferimento prescrittivo per l'attivazione di misure di gestione e controllo verso gli orsi confidenti, problematici e pericolosi e la principale fonte di prevenzione di cui a livello amministrativo disponiamo per intervenire e prevenire il verificarsi di nuove tragedie.
Da qui l'intenzione di modificare il Pacobace per riuscire così ad avere più spazio di azione. “Epiloghi come quello toccato al giovane Andrea Papi nel 2023 – viene spiegato da Eleonora Angeli - aggredito mortalmente dall’orsa JJ4 a seguito del diniego all’abbattimento imposto dalla giustizia amministrativa a fronte di un esemplare già noto alle autorità provinciali per la sua latente pericolosità, non deve più verificarsi. Radiomarcaggio, captivazione permanente e abbattimento di un esemplare problematico non devono essere considerate equivalenti (attualmente previste come “azioni energiche” dal Pacobace). Così come contemplato dalla normativa europea, la captivazione implica la rimozione dell’esemplare dal suo ambiente naturale ed ha le medesime conseguenze dal punto di vista della conservazione della specie come l’abbattimento. La differenza sostanziale è che rintracciare, avvicinare, sedare e catturare un orso implicano non solo tempo e risorse ma anche dei rischi per il personale forestale che lo mette in atto. Inoltre, essendo l’orso un animale che si adegua e abitua velocemente alla presenza umana (da qui il rischio di animali confidenti) una volta catturato non può più essere rimesso in natura. L’animale è quindi costretto ad una vita estraniato dal proprio ambiente naturale e sottoposto a sofferenze che lo spingono inevitabilmente a cercare costantemente la fuga, provocando nuovamente rischi per il personale addetto e per la comunità circostante”.
La mozione della consigliera Angeli propone quindi di rivedere alcune delle regole che disciplinano gli interventi del corpo forestale “permettendo maggiore celerità nei casi di orsi noti all’amministrazione per la propria pericolosità latente, prima che si verifichi la prossima tragedia”. Nello specifico si propone di modificare la tabella 3.1 “grado di problematicità dei possibili comportamenti di un orso e relative azioni”.


















