Dall'escalation di orsi all'incontro nei vigneti, il Comitato Andrea Papi (con Fratelli d'Italia?) attacca: "Serve un cambio di rotta della Provincia: situazione fuori controllo"
Il Comitato Insieme per Andrea Papi torna a chiedere alla Provincia di sedersi al tavolo dei grandi carnivori, la rimozione dei tecnici e l'intervento in deroga più deciso rispetto alla gestione degli orsi. E annuncia l'organizzazione di un referendum nelle Giudicarie

TRENTO. Il Comitato Insieme per Andrea Papi ritorna all'attacco della Provincia e dei tecnici, l'ente che ribadisce inoltre la volontà di sedersi al Tavolo grandi carnivori porta poi in piazza Dante la preoccupazione e l'insofferenza, in particolare verso gli orsi, della popolazione (Qui articolo). Questo il senso della "conferenza stampa" organizzata all'esterno del Palazzo della Regione.
"Siamo stanchi di prese in giro come il trasferimento di Jj4 che ha ucciso Andrea e una tragedia per la quale non c'è giustizia", le parole di Franca Penasa, coordinatrice "scientifica" del Comitato e da pochi giorni tra le fila di Fratelli d'Italia (Qui articolo). "Non si risolve il problema, per esempio, con i dissuasori acustici, soldi pubblici sperperati. La situazione è fuori controllo per i continui danni, avvistamenti e predazioni".
I dati, riportati sul 2024 nel report grandi carnivori, parlano di danni in calo attribuibili a orsi e lupi in Trentino: 187 causati dall’orso per un totale di circa 145mila euro indennizzati (25% api, 35% agricoltura, 26% zootecnia, 14% altri patrimoni), e 118 episodi provocati dal lupo per 93mila euro tutti al patrimonio zootecnico. Complessivamente, sono stati 508 i capi di bestiame predati, in gran parte (467) dal lupo. A questi numeri si aggiungono 231 esemplari di bassa corte (galline e conigli) predati dall’orso.
E prosegue l'impegno anche sul fronte della prevenzione, con verifiche anche sulle funzionalità delle opere: 161 nuove recinzioni elettrificate concesse a titolo gratuito o finanziate, 4 nuovi cani da guardiania finanziati (ora 99 in totale, ai quali si aggiungono diversi ulteriori esemplari prodotti dagli allevatori) e interventi mirati su 38 alpeggi, con il posizionamento di 14 box e la realizzazione sinora di 9 rifugi in legno (3 quelli realizzati nel 2024, mentre ulteriori 4 saranno costruiti nel 2025) dedicati ai pastori che accompagnano il bestiame in quota (Qui articolo).
A ogni modo viene portata la testimonianza di Andrea Tarter che detiene dei vigneti a Monte Terlago. "C'è un orso che da 15 anni preda l'uva e i forestali con il perito che sottostimano i danni, credo perché la Provincia non vuole pagare. L'esemplare arriva con regolarità e un anno mi sono dimenticato di denunciare subito e non mi hanno dato i soldi perché ho presentato la comunicazione con 10 giorni di ritardo. Quest'anno è stato accertato il danneggiamento di 15 quintali sull'ettaro, che può produrre 140 quintali ma Maurizio Bottura della Fondazione Edmund Mach dice che l'orso ha mangiato tutto: una differenza di 3 o 4 mila euro di risarcimento".
C'è stato anche un incontro il 25 giugno scorso. "Durante gli orari per innaffiare mi sono trovato l'orso davanti. Non sono riuscito a buttarmi per terra come dicono e sono scappato, in un balzo sono anche caduto e mi sono fatto male al ginocchio. Per fortuna avevo l'auto vicino".
Avvistamenti anche a Zambana. "Un'escalation di orsi, forse 9 diversi, anche femmine con cuccioli. Sono stati anche fototrappolati", spiega Consuelo Bogo del Comitato. "La forestale ha pure messo un esca a 20 o 30 metri dal sentiero 680 della Sat per i monitoraggi. La gente non gira più. C'è preoccupazione e anche il sindaco tiene il tracciato aperto e non avvisa la popolazione della situazione".
L'allarmismo insomma resta alto. "C'è un problema per l'agricoltura e per il turismo. Gli orsi sono continuamente avvistati anche sulla provinciale in val di Non. La Provincia deve cambiare rotta ma non si può con gli stessi tecnici che hanno realizzato il progetto Life Ursus. Si deve fare come negli altri Stati e utilizzare la deroga all'articolo 16 della direttiva Habitat. Questo consentirebbe di stabilire dei piani di interventi e di valutare la capacità portante dal punto di vista sociale, che non c'è più e non c'era nemmeno prima".
Insomma, politiche da rivedere e si guarda alla Slovenia, senza tenere conto che si parla di una nazione con un numero di orsi notevolmente diverso. Non si considera nemmeno che Ispra ha redatto uno studio e che già ci sono gli strumenti di intervento, contenuti nel Pacobace, e nelle norme (anche provinciali). Il Comitato, che si sente forte dei referendum (che però si sono rivelati un flop) avanza nuovamente la richiesta di partecipare al tavolo Grandi carnivori.
"Sarebbe un segnale di legittimazione e ascolto della gente. C'è anche una mozione in Provincia ma non abbiamo ottenuto risposta", lamenta Pierantonio Cristoforetti, presidente del Comitato Insieme per Andrea Papi. L'assessore Roberto Failoni a il Dolomiti non ha escluso l'allargamento del tavolo e ha garantito il coinvolgimento dell'ente ma ha anche assicurato massima fiducia ai tecnici (Qui articolo).
Il trasferimento di Jj4? "Un intervento mediatico perché poteva essere portata via 2 anni fa e non costituiva comunque più un pericolo perché rinchiusa al Casteller", aggiunge Cristoforetti. "Non cambia niente rispetto alla sicurezza della gente. Si deve coniugare portanza naturale e sociale di un territorio: aumentano gli orsi e aumenta la popolazione, il rischio è che succeda di nuovo qualcosa di spiacevole. E' statistica, poi tra cattura e abbattimento è importante la gestione in deroga della direttiva di Habitat".
E c'è un annuncio. "Una consultazione popolare nelle Giudiciarie", conclude Cristoforetti.















