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Trento
20 agosto | 18:05

Dubbi sulle morti nei boschi? Il Comitato accusa la Provincia di "non disporre autopsie sulle persone mentre per gli orsi si attivano indagini accurate: mancano risposte”

Ancora una volta il Comitato Insieme per Andrea Papi punta sull'allarmismo nella gestione grandi carnivori. E intanto organizza un "referendum" in val Giudicarie: una consultazione che durerà una settimana

TRENTO. Dalle predazioni alle autopsie che non vengono disposte dopo i ritrovamento di persone morte nei boschi. L'assenza di risposte della Provincia, la volontà di sedersi al tavolo dei grandi carnivori. Una novità è il via libera all'organizzazione del "referendum" contro orsi e lupi in val Giudicarie. Altra puntata del Comitato Insieme Andrea Papi ritornano in piazza Dante per dipingere una situazione "fuori controllo" in Trentino e ribadire la propria posizione.

 

Dopo la "conferenza stampa" di luglio nel corso della quale il Comitato ha riferito di escalation, danni e continui avvistamenti - affermazioni smentite punto per  punto attraverso una nota ufficiale dalla Provincia (Qui articolo) e poi duramente bocciate dalle associazioni (Qui articolo) - un altro appuntamento per "dare voce alle persone che si sono già espresse per mezzo delle consultazioni popolari, oltre 36.000 trentine e trentini, rispetto all’insostenibilità della presenza di orsi e lupi in territori abitati come i nostri con la conseguente richiesta di interventi da parte di chi ha la responsabilità della sicurezza e dell’incolumità della popolazione così come la difesa degli interessi economici del Trentino".

 

Tra i punti i dubbi sugli incidenti, purtroppo, mortali che avvengono nei boschi del Trentino. "Qualcuno va per funghi e poi viene trovato in situazioni strane", dice Franca Penasa, coordinatrice del "Comitato scientifico" del Comitato Insieme per Andrea Papi e recentemente entrata a far parte di Fratelli d'Italia (Qui articolo). "Non ci sono mai correlazione, non viene mai disposta l'autopsia. I verbali di riconoscimento del decesso non sono chiariti. La popolazione è preoccupata".

 

E' stata anche inviata una lettera al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e al prefetto per chiedere "se in ordine alla morte del turista ritrovato in un dirupo nel Comune di Pellizzano sono stati svolti accertamenti per verificare la presenza di orsi nell’area e le esatte cause del decesso", aggiunge Penasa. "E’ infatti ormai pensiero comune quello che se muore un orso si attiva l’autopsia e qualche gip dispone indagini per chiarire le cause mentre se muore una persona in circostanze non certo chiare nessuno se ne preoccupa. Anche a questa lettera come alle precedenti il presidente non ha dato alcuna risposta".

 

Si passa poi a riferire di danni, avvistamenti e predazioni. "Nel vigneto Doc a Monte Terlago con ingenti danni per l'azienda agricola e per la produzione di qualità. Il pastore Fabio Delpero che abbandona la malga perché dice che dal 2009 in poi con gli orsi non c'è stata pace. Poi a Tione, qualche giorno fa, il cane che è stato ferito dall'orso. E' normale che gli animali domestici possano essere sbranati e aggrediti? E i cittadini hanno ancora qualche diritto?". 

 

Eventi sui quali la Provincia è già intervenuta e, per esempio, per quanto riguarda la val Daone non risultano denunce o segnalazioni di predazioni di orsi e lupi (Qui articolo). 

 

Il Comitato segnala ancora "a Covelo maso Ariol domenica 17 agosto un'orsa all'imbrunire lungo i sentieri. La predazione di un capriolo in un meleto in località Laghestello". Sarebbero gravi gli episodi in valle dei Laghi, zona Terlago.

 

"In una proprietà con cavalli, tacchini e un cane maremmano, 11 galline di cui 9 sbranate dall’orso. La forestale intervenuta. alla richiesta di poter avere il contributo per il recinto, ha risposto che la proprietà è troppo grande e quindi viene accordato solo il recinto per le galline, allora di quali indennizzi si parla? In zona del lago, un amatore di razze particolari di galline, ha trovato 32 animali e 2 galletti predati dall'orso".

 

Nel mirino anche la Provincia per "una totale mancanza di una presa di posizione seria. I cittadini sono abbandonati". E anche il tavolo dei grandi carnivori, del quale il Comitato vorrebbe far parte, "non interviene".

 

Il presidente del Comitato, Pierantonio Cristoforetti, sottolinea, "il forte cambiamento di linea espressa dal presidente del Parco Adamello Brenta Walter Ferrazza il quale sull’ultimo notiziario del Parco parla di soglia massima tollerabile di orsi e di sostenibilità sociale del progetto, quello cioè che il Comitato chiede fin dall’aprile del 2023 alla Provincia, cambio di rotta e interventi strutturali, purtroppo senza esiti e soprattutto senza alcuna riposta alle sollecitazioni inviate periodicamente a Fugatti. Sono due anni che portiamo avanti attività, informazione, iniziative e convegni. Ringraziamo per il sostegno Klaus Zumwinkel, ex presidente delle Poste tedesche, un ambientalista vero che tiene alla sicurezza delle persone e un visitatore preoccupato. Abbiamo più considerazione all'estero che in Provincia., Inoltre aspettiamo uno studio dell'Università di Padova sulla gestione dei grandi carnivori".

 

In parte il discorso sulle dichiarazioni, che già da tempo sostiene il presidente del Parco Adamello Brenta, è corretto ma più ampio. Gli orsi non sono troppi in termini assoluti e biologico ma il ragionamento viene allargato all'accettazione sociale e sulla densità rispetto a un territorio per puntare sulla coesistenza. 

 

L'assenza di risposta della Provincia, "sono sconsolanti: siamo un'associazione apolitica (ma recentemente Penasa è stata imbarcata da Fratelli d'Italia) e costituita da volontari".

 

Intanto a settembre è previsto nelle val Giudicarie un altro "referendum": durerà una settimana. "Dal 15 al 21 settembre , anche in quei Comuni finalmente la popolazione potrà esprimere il proprio pensiero", spiega Marco Bosetti, referente per la sezione Giudicarie del Comitato. "Adesso organizziamo anche alcune serate informative perché la sottoscrizione della richiesta non equivale al voto".

 

La situazione nelle valli è "abbastanza pesante. Ci sarà anche un intervento della Comunità di valle", conclude Bosetti.

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