Tragedia di Caldes, "La storia di Andrea è come quella di Gesù Cristo", il papà Carlo: "Una via crucis continua: pretendiamo giustizia"
A poche ore da Pasqua, così come a pochi giorni dal 5 aprile, anniversario della tragedia che ha scosso la comunità, Papi insiste sulla necessità di individuare i responsabili di quanto avvenuto in quel drammatico giorno in cui Andrea è morto a 26 anni dopo l'aggressione di Jj4, l'orsa oggi rinchiusa al Casteller

TRENTO. "La storia di Andrea è come quella di Gesù Cristo, morto innocente e schernito per la sua passione per l'attività all'aria aperta", queste le parole di Carlo Papi, il padre del 26enne ucciso dall'orsa Jj4 nei boschi di Caldes quasi un anno fa. "Per noi, tra cattiverie riportate sui social e calunnie immotivate, è una via crucis continua. Ora non chiediamo solo che sia fatta giustizia, ma la pretendiamo".
A poche ore da Pasqua, così come a pochi giorni dal 5 aprile, anniversario della tragedia che ha scosso la comunità, Papi insiste sulla necessità di individuare i responsabili di quanto avvenuto in quel drammatico giorno in cui Andrea è morto a 26 anni dopo l'aggressione di Jj4, l'orsa oggi rinchiusa al Casteller.
"Ancora non sappiamo nulla dell'indagine della Procura di Trento - commenta il padre all'Ansa - ma abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura. Speriamo che si muova qualcosa, perché un giovane di 26 anni, in buona salute, pieno di energia e di progetti per il futuro non può morire così. Andrea è stato abbandonato dalle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerlo".
Il prossimo 5 aprile, a un anno esatto dalla morte del 26enne, è prevista una messa in suo ricordo alle 20 alla chiesa parrocchiale di Caldes. Il giorno successivo, sempre alle 20, il gruppo informale ha organizzato una fiaccolata per le vie del centro abitato.












