Contenuto sponsorizzato
Trento
13 marzo | 19:34

Andrea Papi, 18 indagati per diffamazione. La famiglia: “Ora giustizia nei confronti di chi non ci ha tutelato dagli orsi”

Il padre di Andrea, Carlo Papi: “Dispiace constatare che, a distanza di quasi un anno, la macchina del fango non si è ancora fermata: continuiamo a ricevere offese gratuite nei confronti della nostra famiglia e siamo stanchi. È come se Andrea, l’unica vera vittima di questa storia, venisse ucciso una seconda volta"

TRENTO. Dopo la chiusura, nelle scorse ore, delle indagini per i molti commenti d'odio apparsi sui social dopo la morte di Andrea Papi -  e che hanno portato a 18 persone indagate per diffamazione nei confronti della sua famiglia (articolo qui) – arriva il commento del padre del ragazzo di Caldes.

 

“L'ultima cosa che ci aspettavamo era ricevere una notizia sull'inchiesta riguardante le diffamazioni nei nostri confronti – dichiara Carlo Papi -  e ormai, se dobbiamo essere sinceri, non ci pensavamo neanche più. Siamo però contenti che, almeno su questo fronte, si sia mosso qualcosa”.

 

Il padre, a nome di tutta la famiglia, spiega che le indagini proseguiranno e che, al momento opportuno, valuteranno l'eventuale costituzione di parte civile.

 

“Dispiace constatare però che, a distanza di quasi un anno, la macchina del fango non si è ancora fermata. Continuiamo a ricevere offese gratuite nei confronti della nostra famiglia e siamo stanchi – specifica Papi –. Mio figlio non ha fatto nulla di male e non merita tutto questo: stava semplicemente passeggiando nei boschi, questo accanimento continuo ci sta mettendo a dura prova. Lo abbiamo già detto ma lo ripetiamo: è come se Andrea, l’unica vera vittima di questa storia, venisse ucciso una seconda volta. E noi con lui perché, se per gli altri è una storia tra le storie, per noi, che lo viviamo da genitori, è un dolore che non accenna a diminuire e che anzi ci logora giorno dopo giorno”.

 

La famiglia conclude affermando di essere in attesa di una vera giustizia in ambito penale, “ovviamente nei confronti di coloro che si sono lasciati sfuggire il progetto di re-introduzione dell’orso in Trentino, senza far nulla per tutelarci da questi pericoli”.

 

In totale, le denunce per diffamazione erano state 21. La Procura, in poco tempo, è riuscita a risalire a 18 persone, ora iscritte nel registro degli indagati, e  nel frattempo si attendono gli sviluppi sull’altra inchiesta

 

“Noi, tramite il nostro legale fiduciario, stiamo monitorando l’inchiesta principale, quella che intende far luce sulla morte di Andrea Papi e su eventuali responsabilità penali da parte di terzi – dichiara Maurizio Cibien, referente di Giesse Risarcimento Danni per il Trentino –  ma al momento non ci sono novità. Siamo in attesa della chiusura delle indagini da parte del pubblico ministero, sul cui lavoro riponiamo la massima fiducia”. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 26 maggio | 09:41
Un escursionista tedesco di 63 anni risulta disperso e da ieri, lunedì 25 maggio, tra le alture sopra Barcis, in provincia di Pordenone. A [...]
Cronaca
| 26 maggio | 10:16
Il video è stato pubblicato da Carlo Costa ed è stato girato domenica sul Breithorn . Ancona una volta escursionisti con un abbigliamento [...]
Cronaca
| 26 maggio | 08:17
L'intervento immediato dei vigili del fuoco di Sanzeno, Taio, Casez, Banco e il corpo permanente di Trento ha permesso di evitare che le fiamme [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato