Morte Andrea Papi, ecco chi è Jj4. I forestali: ''Il radiocollare guasto non scarico. Ma non previene le aggressioni, ci consente di conoscere il comportamento dell'animale''
Dalla morte di F43 al letargo, dal segnale non sempre sicuro alla sostituzione del radiocollare di Jj4: "Il monitoraggio non consente di prevenire aggressioni. L'esemplare veniva monitorato per chiedere a Ispra il parere per interventi di rimozione"

TRENTO. "Non è un animale particolarmente confidente". Queste le parole di Sergio Tonolli, dirigente del Servizio faunistico della Provincia di Trento. "Il monitoraggio non consente di prevenire aggressioni. L'esemplare veniva monitorato per chiedere a Ispra il parere per interventi di rimozione. Questo è quanto abbiamo fatto e purtroppo non ha portato ai risultati sperati".
L'orsa, Jj4, che nel 2020 ha ferito padre e figlio sul Peller e una settimana fa ha ucciso Andrea Papi era dotato di radiocollare ma il dispositivo ha smesso di funzionare l'anno scorso (Qui articolo). Questo strumento non sarebbe scarico ma guasto.
"L'animale è radiocollarato da luglio 2020", aggiunge Tonolli. "Poi per un guasto a questa strumentazione, sostituito il 30 agosto 2021, ha smesso di funzionare il 5 agosto 2022. L'ultimo segnale, con batteria adeguata, che abbiamo ricevuto risale a quella giornata. Il problema quindi non è la batteria ma un guasto. Tuttavia l'animale era stato ben caratterizzato in questo tempo e le situazioni di pericolosità erano ben segnalate''.
La previsione era quella di procedere per dotare l'esemplare nuovamente di questo strumento ma i tempi si sono allungati per la vicenda che riguarda F43, morta a settembre 2022 in val di Ledro perché non aveva superato le fasi cattura proprio per la sostituzione del radiocollare.
"Nell'estate e nell'autunno del 2022 siamo stati impegnati nella vicenda, molto impegnativa: F43 era molto presente nei centri abitati dei tre paesi sulla Paganella", ricorda Tonolli. "Nella fase di cattura per la sostituzione del collare l'orsa è deceduta. Questo ha comportato un'attività di revisione delle procedure tecniche e operative. Una procedura effettuata con con Ispra, conclusa a dicembre. Dal 5 settembre fino a fine anno non era possibile materialmente procedere, poi c'è il periodo del letargo e, con l'avvio della nuova stagione, eravamo nuovamente posti nelle condizioni per intervenire con la sostituzione di questo strumento. Ma ribadisco che il radiocollare è importante per tracciare il comportamento, per il posizionamento, per le aree che frequenta e come si comporta. Il dato sulla mappa è incerto per evitare che le persone vadano dall'animale ma il monitoraggio intensivo è per conoscere il comportamento sul territorio e non si può pensare che possa escludere rischi diretti di aggressione è un errore e non significa che sia sotto controllo".
A intervenire anche Giovanni Giovannini per spiegare i limiti dei radiocollari e perché i guasti capitano molto più frequentemente di quanto si possa pensare. "Utilizziamo i sistemi migliori al mondo - commenta il dirigente del servizio Foreste della Pat- abbiamo acquistato i prodotti più performanti e si ricorre alle tecniche applicate in altri Paesi. Ci sono però dei limiti forti all'utilizzo di questi strumenti, in particolare sul segnale, e perché la necessità di sostituzione con frequenze intense: ogni anno e mezzo/due deve tolto e rimesso. Generalmente nel periodo dell'inverno inizia il letargo più o meno prolungato e le attività non possono mai avvenire tra fine novembre/inizio dicembre, tra fine marzo/inizio aprile. In molti casi anche la copertura di neve al suolo condizione operazioni che si svolgono in primavera".
Un limite è nella tipologia della specie. "Ci sono animali in cui è più facile per la conformazione che non permette al radiocollare di sfilarsi", dice Giovvanini. "L'orso invece è caratterizzato dall'assenza del collo e quindi è più facile che venga perso. Questa statistica si applica al 20-25% degli esemplari. Va precisato: non basta tirarlo stretto e non sono possibili modifiche al radiocollare e i plantigradi sono soggetti a variazioni di peso notevoli. In primavera per esempio l'animale è molto magro e con la crescita rischia di essere strozzato; in autunno invece al massimo del peso in previsione del letargo, il calo determina che si sfila molto facilmente".
Il segnale viene inviato tramite sim e "molti versanti delle montagne non sono coperti da segnale. Un ulteriore elemento è che per alcuni orsi questo dispositivo è fastidioso e passano ore a grattarsi per muoverlo e quindi i danneggiamenti sono frequenti", conclude Giovannini.













