Contenuto sponsorizzato

Jj4 e la storia del falso attacco ai forestali tra colpi di clacson e fughe precipitose per “vedere cosa mangiava”

Il rapporto ufficiale sul falso attacco di Jj4 contro due forestali, quello che per Fugatti e Zanotelli dimostrerebbe la pericolosità dell’esemplare. Fra ritardi nelle comunicazioni e una dinamica del tutto particolare ecco com’è andata veramente nel racconto di chi si è trovato faccia a faccia con l’orsa e alla fine dei conti se l’è cavata con uno “spavento”

Di Tiziano Grottolo - 18 ottobre 2020 - 05:01

TRENTO. Dopo l’ultima sospensione dell’ordinanza di cattura la vicenda dell’orsa Jj4 si arricchisce di un nuovo capitolo, che si ricollega a quanto avvenuto alla fine di agosto quando l’esemplare (accompagnato dai cuccioli) si rese responsabile di un falso attacco contro due forestali. Prima di analizzare nel dettaglio il rapporto redatto dai due forestali però, occorre soffermarsi sulle tempistiche e sulle strategie comunicative messe in piedi dalla Provincia che diede la notizia con 19 giorni di ritardo, guarda caso a sole 48 ore di distanza dalla prima sospensione dell’ordinanza di cattura da parte del Tar e a meno di 24 dall’ispezione al Casteller dei carabinieri inviati da Costa.

 

Dunque, lo scorso 22 giugno due cacciatori vengono aggrediti sul monte Peller (QUI la ricostruzione ufficiale), tre giorni dopo si viene a sapere che il presidente della Pat Maurizio Fugatti ha firmato un’ordinanza per l’abbattimento dell’orso (che non è ancora stato identificato). Il 3 luglio si scopre che i dati genetici raccolti sul luogo dell’aggressione appartengono a Jj4, una femmina di 14 anni. Il 10 luglio si apprende che il Tar ha parzialmente sospeso l’ordinanza di abbattimento, Fugatti annuncia che le operazioni di cattura proseguiranno (QUI articolo). Nella notte fra il 28 e 29 luglio Jj4 (nel frattempo ribattezzata Gaia dal ministro Costa) viene catturata e radiocollarata. Il 30 luglio viene confermata l’identità del plantigrado responsabile dell’aggressione: è Jj4 appunto che ha agito in difesa dei cuccioli, lo stesso giorno il Tar sospende l’ordinanza di abbattimento (QUI articolo).

 

Il 31 luglio la Pat lancia il servizio online per sapere dove si trovano Jj4 e M49-Papillon che nel frattempo è fuggito una seconda volta. Il 16 settembre il Tar sospende anche l’ordinanza di cattura per Jj4, mentre il giorno successivo Costa annuncia di aver mandato i carabinieri per ispezionare il Casteller (QUI la relazione ufficiale dopo la quale Fugatti sarà denunciato per maltrattamento di animali). Il 18 settembre, a margine di una conferenza stampa, Fugatti e Zanotelli (assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca) rendono noto che Jj4 si è resa responsabile di un falso attacco ai danni di due forestali che stavano monitorando i suoi spostamenti, un fatto che per i due politici dimostrerebbe la pericolosità dell’orsa. Se il plantigrado dovesse aggredire una persona, venne detto nell’occasione riferendosi ai giudici del Tar, ognuno si assumerà le propria responsabilità. Zanotelli sottolineò che il falso attacco era avvenuto “nei giorni scorsi” aggiungendo che di questo fatto sarebbero stati messi al corrente i giudici del Tar.

 

 

C’è solo un problema, come confermano i documenti pubblicati sul gruppo “Convivere con orsi e lupi si può?” (e come avevamo riportato QUI), il rapporto redatto dai due forestali in occasione del falso attacco è datato 30 agosto. Ergo l’evento dovrebbe essere avvenuto almeno 19 giorni prima dell’annuncio in conferenza stampa e comunque con oltre due settimane di anticipo rispetto alla prima sospensione del Tar. Al netto delle scelte comunicative la relazione ufficiale, compilata dai forestali coinvolti, potrebbe persino fornire una chiave di lettura diversa rispetto a quella data da Fugatti e Zanotelli.

 

Da quanto si legge nel rapporto in mattinata due forestali si sono portati in zona Selva Nera di Carciato (in Val di Sole) dove la presenza di Jj4 è indicata dal segnale Gps del suo radiocollare. Arrivati sul posto i forestali suonano il clacson più volte, probabilmente per segnalare la propria presenza. Poco dopo, in mezzo a una radura, vengono notate delle piante di nocciolo muoversi tanto che i due operatori suppongono si tratti dell’orsa in fuga. A quel punto decidono di verificare che non vi siano persone nei paraggi. Alle 11e45 – prosegue il rapporto – siamo ritornati al tornante; dopo aver suonato nuovamente il clacson e urlando, decidevamo di salire verso il punto in cui avevamo visto muoversi i noccioli, per vedere cosa stesse mangiando l’orsa”.

 

Risalito il pendio per circa 30 metri i forestali sentono un “forte verso” e subito dopo a una ventina di metri da loro compare Jj4: “L’orsa si è diretta a velocità folle verso l’ispettore (per ovvi motivi il nome è omesso ndr) il quale si dava prontamente alla fuga verso valle”. Come riferito dal forestale che ha assistito alla scena l’inseguimento si è protratto per una sessantina di metri “fino al cambio di pendenza, a quel punto l’orsa si bloccava e scappava verso il versante a monte”. Nel frattempo l’altro forestale al momento del falso attacco “si spostava verso est e, durante la fuga, cadeva procurandosi una contusione al ginocchio e un taglio al naso”. Nel referto si aggiunge che l’attacco è avvenuto “nel bosco, fuori sentiero” e che non sono state riportate ferite, mentre tra le lesioni indirette viene spuntata la voce “spavento”. Considerando che alla fine di agosto era oramai acclarato che la femmina avesse con sé dei cuccioli il suo comportamento non dovrebbe stupire, anzi, considerando la velocità che può raggiungere un orso si può supporre che all’animale sia mancata la volontà di aggredire il forestale in fuga.

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 20.05 del 26 Ottobre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

26 ottobre - 19:32

Ci sono 86 persone nelle strutture ospedaliere di Trento e Rovereto, 5 pazienti si trovano nel reparto di terapia intensiva e 10 persone sono in alta intensità. Nelle ultime 24 ore sono stati trovati 113 positivi a fronte dell'analisi di 983 tamponi molecolari per un rapporto contagi/tamponi a 11,5%

26 ottobre - 18:58

I nuovi dati forniti dalla Provincia e dall'Azienda sanitaria dimostrano come l'allerta nelle Rsa rimane alta. Il direttore dell'Apss "Il focolaio maggiore è nella struttura di Malè" e accanto all'emergenza sanitaria c'è anche quella del personale  

26 ottobre - 17:59

Sono stati analizzati 983 tamponi, 113 i test risultati positivi e il rapporto contagi/tamponi sale a 11,5%. A fronte di un leggero aumento rispetto a ieri dei 104 casi in valore assoluto (5,7%), il dato percentuale è praticamente raddoppiato. Sono 10 le persone in più in ospedale per Covid-19

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato