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Il ministro Costa contrario all’abbattimento dell’orso, Fugatti però ha già firmato l’ordinanza per eliminare il plantigrado

Rapporti tesi fra Trento e Roma sulla questione dell’abbattimento dell’orso (non ancora identificato) responsabile dell’aggressione a Fabio e Christian Misseroni. Il ministro dell’ambiente Costa è contrario all’abbattimento ma la Giunta Fugatti starebbe pensando addirittura a un tetto massimo per gli orsi in Trentino

Di Tiziano Grottolo - 25 giugno 2020 - 08:54

TRENTO. L’abbattimento ormai dovrebbe essere questione di settimane, il tempo necessario per identificare l’orso responsabile dell’aggressione a Fabio e Christian Misseroni, avvenuta sul Monte Peller in val di Non lo scorso 22 giugno. (Qui il PRIMO ARTICOLO e il successivo con la versione della PAT). Dopodiché, una volta identificato, si procederà con l’abbattimento, una sentenza già scritta.

 

Di questa decisione è stato informato anche il ministro dell’ambiente Sergio Costa, che però si è schierato nuovamente in difesa dei plantigradi cercando di arrivare a soluzioni meno drastiche, come nel caso di M49-Papillon.

 

Anche in questa situazione il ministro avrebbe chiesto alla Provincia di Trento di usare prudenza, secondo Costa sarebbe meglio vagliare soluzione alternative all’abbattimento. Una richiesta che a quanto pare è stata rispedita al mittente dal momento che proprio ieri, 24 giugno, il presidente Maurizio Fugatti ha firmato l’ordinanza di abbattimento (QUI articolo).

 

Il piano prevede la predisposizione di una campagna di catture per costruire il profilo genetico dei plantigradi in zona, mettere il radiocollare e quindi arrivare a individuare l’esemplare responsabile dell’aggressione. Insomma, ancora una volta sulla questione orsi i rapporti con Roma si fanno tesi.

 

La Giunta Fugatti ha colto l’occasione per mettere in discussione la presenza dei grandi carnivori sul territorio Trentino: “Questa ordinanza tutela la sicurezza pubblica. In generale ci sono tra gli 82 e i 93 orsi più i nuovi esemplari – ha spiegato il presidente della Pat nei giorni scorsi – questi dati mettono in dubbio la possibilità di convivenza dell’orso con l’uomo. Quindi sottoporremo questa situazione al ministro Costa per avviare una discussione sulla prospettiva gestionale degli orsi che sta diventando sempre più insostenibile. Ci sono margini perché abbiamo una legge provinciale e quindi intendiamo predisporre un piano di gestione per occuparci di un numero determinato di orsi”.

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